Costretti alla castità dalla malattia: lui le chiede di sposarlo
Ritiro per coppie. Il tema è impegnativo e delicato: affettività, sessualità, fecondità nella relazione. Alla catechesi, tenuta da due sposi, segue il tempo della riflessione a due e, infine, quello della risonanza condivisa. Quando arriva il suo turno, Paola prende la parola. È l’ultima. Ed è commossa. La voce le si spezza, gli occhi si riempiono di lacrime. Prova a parlare, poi si ferma. Il pensiero che stava per affidare al gruppo resta sospeso nell’aria. Nessuno la incalza. C’è un silenzio rispettoso, che custodisce una sofferenza visibile…
L’incontro si conclude e io mi avvicino a Paola. Non voglio essere invadente, né forzarla. Solo farle sentire che, se desidera, c’è uno spazio sicuro dove può appoggiarsi, anche solo per un momento.
Lei non se lo fa ripetere. Le parole, finalmente, iniziano a uscire. Mi racconta un dolore grande, che porta con sé e che condivide con il fidanzato. A causa di seri problemi di salute, che durano da cinque anni, non possono avere rapporti sessuali. Una castità non scelta, non programmata, ma imposta dalla malattia. Non si tratta di un problema grave, è risolvibile, ma ci vuole ancora tempo.
Mi dice che il suo fidanzato le ha chiesto di sposarlo. Non malgrado la situazione, ma proprio perché hanno avuto la conferma di come, uniti, possono affrontare anche le prove più difficili. Dentro questa castità obbligata la loro relazione si è fatta più profonda, più vera. In un certo senso, indissolubile. È cresciuta grazie a una rinuncia che non hanno scelto, ma che hanno abitato insieme.
Lui la ama per ciò che è, non per quello che può o non può offrirgli. La vede nella sua interezza, nella sua bellezza fragile e luminosa. La contempla come una creatura da proteggere e da accogliere, al di là di ogni gratificazione personale. Anzi – mi confida Paola con le lacrime agli occhi – è proprio dentro questa croce che lui ha imparato l’arte di una tenerezza che non pretende nulla.
“Non importa”, le dice. Non importa se dovranno aspettare ancora. Per lui conta solo che al suo fianco ci sia Paola. Lei, con i suoi pregi e i suoi difetti. Con il suo sorriso dolce, i capelli lunghi e curati, la risata unica, gli occhi che brillano anche al buio. Con le mani che gesticolano quando un discorso la coinvolge, il suo profumo inconfondibile.
Che ne sanno – penso – quelli che cercano il sesso per una notte di ciò che l’amore vero è capace di farti fare.
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“Mio padre dice che ho avuto la conferma di chi ho accanto. D’altronde, il sesso a volte t’imbroglia”. mi dice, accennando finalmente un sorriso. “Magari pensi che sia amore… – continua – ma se un uomo resta a queste condizioni, allora puoi davvero essere certa che ama te e non solo il tuo corpo…”.
In questa frase c’è tutto il senso della castità prematrimoniale.
È per tale ragione che anche coppie perfettamente in salute – e sane di mente, a prescindere da ciò che il mondo pensa – la scelgono. Per un tempo, certo. Non per sempre. Liberamente, non per necessità.
Eppure, Paola, costretta alla castità dalla vita, ne ha visto gli stessi frutti.
Quando si sceglie – o si attraversa – la castità prematrimoniale, la relazione acquisisce questa profondità: smette di poggiare su ciò che si prova e inizia a radicarsi in ciò che si è.
Non so se tra i lettori di questo articolo ci sono dei fidanzati. Se sì, mi rivolgo a voi e vi chiedo: togliendo il sesso, la vostra relazione avrebbe le basi per non crollare?
Non è una domanda banale e in gioco, anche se forse non ci avevate pensato, c’è il vostro futuro insieme.
Paola può rispondere di sì. E, pure se ora non le basta, si è assicurata la cosa più importante.
Piange, certo. Si sente scoraggiata, amareggiata, sfortunata. Si sente “diversa” dalle altre. Eppure, ha molto più di tante donne: è amata per ciò che è veramente. E può testimoniare che uomini veri esistono. Uomini che ti donano un anello, come segno di fedeltà, pur non sapendo quando potranno appartenerti nella carne.
Oggi non riesce a considerare tutto questo una grazia.
È comprensibile.
Però, sono certa che arriverà il giorno in cui potrà fare l’amore con suo marito.
E allora si accorgerà che quel dono – atteso, custodito, purificato dal dolore e per nulla scontato – sarà più vero che mai.
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ULTIMI COMMENTI
E' proprio così. Grazie per aver scritto questo articolo "non inclusivo". Oggigiorno ci vuole un certo coraggio per dire e…
Ma cosa centra l'albero dei fichi?? Perchè non viene chiarito questa circostanza? grazie
Grazie del bell'articolo, puntuale e preciso. Siamo giunti a questo punto perché le premesse c'erano già tutte a partire dalle…