Un anno nel segno di Maria: Papa Leone XIV a Pompei
Immagine derivata da: Edgar Beltrán, The Pillar, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Venerdì 8 maggio non sarà una data come le altre. Per la Chiesa universale è il primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV; per il popolo di Maria, è il giorno della Supplica. In questo incrocio provvidenziale, il Santo Padre ha scelto di farsi pellegrino lì dove tutto è iniziato, tra le pietre vive della Nuova Pompei, per poi scendere nel cuore pulsante di Napoli.
La mattinata del Pontefice inizierà a Pompei. Non è difficile immaginare l’emozione nel vederlo presiedere la Santa Messa e recitare la Supplica davanti a quel quadro che, centocinquant’anni fa, arrivò su un carro di letame per trasformare una valle desolata in un giardino di speranza.
Il legame tra Leone XIV e il fondatore san Bartolo Longo è profondo. Proprio questo Papa, che porta il nome del pontefice che incoraggiò l’avvocato pugliese (Leone XIII), ha recentemente sigillato con la canonizzazione la vicenda esemplare di Bartolo. Un uomo che ha saputo trasformare l’inquietudine di un cuore spiritista nella pace del più grande apostolo del Rosario di tutti i tempi.
“La fede, se autenticamente vissuta, è capace di rigenerare la storia degli uomini”, diceva Benedetto XVI. Leone XIV sembra voler ribadire questo concetto non solo a parole, ma con la sua presenza fisica tra i piccoli e i poveri.
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Chissà se sarà possibile una tappa del Papa presso il Centro per il bambino e la famiglia “Giovanni Paolo II”. È qui che la carità di Bartolo Longo continua a farsi carne oggi, sotto il mantello di Maria. In queste ex case operaie, coppie di sposi accolgono bambini in difficoltà, trasformando l’assistenza in famiglia.
Sarebbe un segno potente: il successore di Pietro seduto tra i piccoli dell’Oasi Maria Madre della Provvidenza, come ha fatto il Cardinale Parolin pochi mesi fa. Perché la carità a Pompei non è una “cattedrale nel deserto”, ma una carezza quotidiana che restituisce dignità. Vedere il Papa tra i figli biologici e i figli accolti di queste comunità sarebbe il manifesto più bello di una Chiesa che “si alza in fretta” per servire.
Nel pomeriggio, il baricentro della visita si sposterà a Napoli. Il primo appuntamento in Cattedrale sarà dedicato al clero e ai religiosi: un momento di famiglia per chi, ogni giorno, lavora nelle periferie esistenziali della metropoli.
Infine, il culmine in Piazza Plebiscito. L’incontro con la cittadinanza non sarà solo un evento di massa, ma un dialogo tra un Papa che si sente sempre e ancora missionario e una città che vive di contrasti feroci e speranze indomite. Napoli, la città dove Bartolo Longo studiò e rischiò di perdersi, è oggi chiamata a riscoprire quella grammatica spirituale che unisce il segno di Maria al nome di Gesù.
Dalla Loggia delle Benedizioni, un anno fa, il primo gesto di Leone XIV fu un’Ave Maria. Oggi, quel filo rosso partito da Pompei nel 1875 e passato per il magistero sociale di Leone XIII, si riavvolge.
Andremo anche noi a Pompei e Napoli, non solo per applaudire un santo o un Papa, ma per lasciarci interpellare. Perché, come ci ha insegnato Bartolo Longo, la storia non comincia dal basso, ma dall’alto: da un’iniziativa gratuita di Dio che, attraverso il sì di Maria e l’obbedienza dei suoi figli, continua a cambiare il mondo.
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