Via Crucis: siamo spettatori o protagonisti?
Il tempo della Quaresima e l’avvicinarsi della Settimana Santa ci pongono spesso davanti a un rischio: quello dell’abitudine. Guardiamo alla Croce come a un reperto storico o a un rito suggestivo, ma rischiamo di restare immobili, come se quel dramma non ci riguardasse direttamente. È da questa scossa necessaria che nasce la riflessione di Antonio Ruccia e Mimma Scalera nel loro sussidio per la Via Crucis, dal titolo provocatorio: “Figuranti, schiodanti o evangelizzanti?”.
Il testo “Via Crucis. Figuranti, schiodanti o evangelizzanti?” (Editrice Punto Famiglia, 2026) non si limita a ripercorrere le stazioni del Calvario, ma scava nelle intenzioni del cuore umano, individuando tre categorie di persone che ancora oggi popolano la strada verso il Golgota.
I primi sono i figuranti. Sono quelli presenti ma assenti, coloro che fanno corona allo “spettacolo” del dolore altrui senza lasciarsi scalfire. Sono i codardi di sempre, quelli che non prendono posizione, che si nascondono e che preferiscono il denaro alla verità. Quante volte, nelle nostre famiglie o nelle nostre comunità, ci limitiamo a fare numero, senza mai metterci la faccia?
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Ma il testo ci offre una via d’uscita luminosa: diventare schiodanti. Non persone che ignorano il dolore, ma persone che credono che tutto sia possibile. Sono coloro che scelgono di stare dalla parte di Gesù per liberare, oggi, chi è ancora inchiodato alle croci della solitudine, della tossicodipendenza, della povertà o della violenza.
Essere schiodanti significa, nelle intenzioni degli autori, avere il coraggio di osare. Significa guardare ai migranti maltrattati, alle donne vittime di violenza e ai bambini denutriti non come a statistiche, ma come a “Cristi” che attendono una mano che afferri il martello per togliere quei chiodi.
Infine, emergono gli evangelizzanti, quelli che non si fermano al venerdì sera. Sono i discepoli del “giorno dopo”, quelli che partono dalla croce per annunciare che l’Amore è l’unico criterio economico e sociale possibile.
La quindicesima stazione, quella della Risurrezione, diventa allora il compimento della Via Crucis: la Chiesa non può essere incatenata dalle proprie fobie o dai propri silenzi. Le donne del mattino di Pasqua sono definite scatenate, perché senza catene corrono a rimettere in vita un mondo che sta annaspando.
Per chi desidera uno strumento che non faccia solo memoria, ma che provochi la vita quotidiana e sproni alla carità operosa, il testo di Antonio Ruccia e Mimma Scalera è una bussola preziosa. È un investimento per il cuore, utile per la preghiera personale ma perfetto per essere vissuto in comunità.
Nota per il lettore: Il sussidio è disponibile presso i canali di Editrice Punto Famiglia al sito www.famiglia.store. Un piccolo strumento per chi ha deciso di smettere di guardare e ha voglia di iniziare a correre.

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