Oggi il mio Caffè sospeso si fa Almanacco e il nome che affiora, come un fiore tra le pagine ingiallite del tempo, è quello di Santa Cunegonda. Un nome che ha sempre attirato la mia curiosità. Originaria del Lussemburgo, educata in una famiglia cristiana, Cunegonda sposa a vent’anni il duca di Baviera, il futuro Enrico II. Diventeranno imperatore e imperatrice del Sacro Romano Impero, ma prima ancora saranno una coppia di sposi cristiani. Le cronache raccontano leggende: la prova dei carboni ardenti per smentire una calunnia; il voto di castità reciproco, tanto che la loro unione fu chiamata “matrimonio di San Giuseppe”. La storia più concreta, meno romanzesca e forse più rivoluzionaria, è un’altra: Cunegonda era sterile. Secondo il diritto germanico dell’epoca, Enrico avrebbe potuto ripudiarla. Non lo fece.
In un mondo che misurava la donna sulla capacità di generare eredi, Enrico rinunciò a un diritto legittimo per custodire un legame. E Cunegonda non fu l’ombra silenziosa del potere: insieme promossero la fede, fondarono il Duomo di Bamberga e il monastero di Kaufungen, governarono con un’idea alta di responsabilità. La loro è la storia di una reciprocità che sfida la cultura del tempo e si affida a Dio. Rimanere, restare, creare alleanza furono questi i pilastri della loro unione. La sterilità — che avrebbe potuto segnare una frattura — divenne spazio di fecondità diversa: opere, monasteri, cattedrali, riforme, cura del popolo.
Alla morte di Enrico, Cunegonda non si aggrappa al potere. Depone la corona, indossa il saio benedettino, entra nel monastero che aveva contribuito a fondare. La donna che era stata imperatrice sceglie i lavori più umili, la preghiera, la cura delle sorelle malate. Trasforma l’amore per Enrico in un amore ancora più radicale per la sorgente di ogni amore: Gesù.
Ecco a me piace molto questa forza di Cunegonda, questa sua altezza interiore. Questa capacità semplice ma nello stesso tempo forte e decisa che la fede consegna ad ogni uomo e ad ogni donna che si affidano a Dio con totalità di mente e cuore. Non si tratta di disperdere i sentimenti e restare aggrappati ad un’idea e nello stesso tempo non si sublima tutto. L’incontro con Cristo rende coraggiosi, quando si riconosce che è Lui la sorgente della nostra vocazione, pur tra le difficoltà, la sterilità, le difficoltà lavorative, la malattia dell’altro, finanche la sua morte, vengono accolte e vissute come una chiamata a vivere pienamente la propria vocazione.
A questo nome che suona così austero e roccioso, Cunegonda corrisponde con una vita altrettanto seria e responsabile in cui l’amore non scompare, il sentimento resta e si trasforma in dono. Abbiamo molto da imparare da queste testimonianze per trasformare la vita in un cammino di santità e di gioia piena.
Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.
Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).




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Grazie per l'articolo. La donna che va ad abortire non è convinta di fare la scelta giusta..... ma vuole "solo…
«Il mio messaggio, piuttosto, è sempre lo stesso: promuovere la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo,…
Sarebbe cosa buona, giusta e utile che i cristiani anche se peccatori, tornassero a essere testimoni credibili, di speranza e…