Cari sposi, il primo digiuno è quello dai vizi. 10 spunti per il matrimonio
Siamo nel tempo della Quaresima, il cammino di quaranta giorni che conduce alla Pasqua. In questo momento liturgico la Chiesa ci propone tre vie concrete per rinnovare la nostra fede e crescere nell’amore: preghiera, digiuno ed elemosina. Dopo aver affrontato la preghiera e l’elemosina, soffermiamoci, oggi, sul digiuno, guardandolo dalla prospettiva del matrimonio cristiano. Ecco dieci spunti per far crescere la nostra relazione, “digiunando” anzitutto da ciò che non ci fa bene.
In Quaresima scegliamo di rinunciare a qualcosa per fare spazio all’essenziale. Il digiuno, però, va vissuto nella verità. Se, ad esempio, rinuncio alla carne il venerdì ma preparo il mio piatto di pesce preferito, forse ho rispettato il precetto… ma ho evitato i frutti della conversione. Ho aggirato il “problema”, invece di lasciare che quella piccola rinuncia scalfisse il mio ego.
Rinunciare liberamente – per amore, ovviamente, non per costrizione: Gesù dice che siamo figli, non schiavi! – a qualcosa che ci piace e offrire quel gesto al Signore è un aiuto per la nostra anima e produce grandi frutti spirituali nel prossimo o nelle situazioni per cui offriamo il nostro gesto. Tutti i grandi santi, di ogni epoca, a partire da Gesù, ci testimoniano i frutti del digiuno (Matteo 17,21).
Eppure, il primo digiuno che ci è questo è quello dai nostri vizi.
Il digiuno che trasforma davvero il matrimonio, ad esempio, è quello dall’ego. È la rinuncia ai vizi che feriscono l’amore. È la scelta concreta di convertirsi nel modo di parlare, di ascoltare, di reagire.
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Per questo, pensando alla vita coniugale, proponiamo dieci rinunce che vi faranno bene.
Dieci piccoli digiuni quotidiani che possono preparare gli sposi a vivere la Pasqua con un amore rinnovato.
Tra queste rinunce, quali aiuterebbero in particolare il vostro rapporto?
- Rinuncio ad avere sempre l’ultima parola: scelgo di ascoltarti davvero.
- Rinuncio a deriderti per ciò che non sai fare: imparo a custodire e valorizzare i tuoi doni.
- Rinuncio al cellulare la sera: ti dono tempo pieno, non distratto.
- Rinuncio a riaprire ferite del passato: ciò che è stato perdonato, resta perdonato.
- Rinuncio a farti sentire inadeguato: ti accolgo per ciò che sei, non per come vorrei che fossi.
- Rinuncio all’orgoglio: se sbaglio, chiedo scusa senza giustificarmi.
- Rinuncio ai confronti con altre coppie: la nostra storia è unica e preziosa.
- Rinuncio a sottolineare i tuoi difetti fisici, anche per scherzo: il tuo corpo è un dono, non un bersaglio.
- Rinuncio a fare pressioni per il dono del corpo: ti accolgo, non ti pretendo.
- Rinuncio a decidere da solo: scelgo il dialogo, scelgo il “noi”.
La Quaresima non è un tempo di mortificazione sterile, ma di liberazione.
Non è il tempo di amare la sofferenza per sé stessa, ma di amare a costo di sacrificare qualcosa.
Mettiamoci in cammino, il resto lo farà la Grazia.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












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Grazie per l'articolo. La donna che va ad abortire non è convinta di fare la scelta giusta..... ma vuole "solo…
«Il mio messaggio, piuttosto, è sempre lo stesso: promuovere la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo,…
Sarebbe cosa buona, giusta e utile che i cristiani anche se peccatori, tornassero a essere testimoni credibili, di speranza e…