Giulia Bovassi su Fulton Sheen: “Leggerlo fu come un secondo corso prematrimoniale”

 “Amare ciò che è inferiore all’umano è degradazione; amare l’umano per l’umano, è mediocrità; amare l’umano per il Divino, è arricchimento di sé; amare il Divino per ciò che è, è santità”. Queste parole sono di Fulton Sheen, presto beato per la Chiesa cattolica. Noto predicatore statunitense, ha portato il Vangelo in radio e in tv, senza scendere a compromessi. La nota bioeticista Giulia Bovassi si lasciò guidare da lui come in un “secondo percorso prematrimoniale”.

“L’amore consiste principalmente nella volontà, non nelle emozioni o nelle ghiandole” e “la più grande illusione degli amanti è di credere che l’intensità della loro attrazione sessuale sia la garanzia della perpetuità del loro amore”

Sono parole chiare, come chiaro e schietto era il loro autore, Fulton Sheen, nato nel 1895 a El Paso e morto nel 1979 a New York. In un’epoca che già iniziava a confondere amore e sentimento, Sheen richiamava alla verità: l’amore è decisione, dono, sacrificio.

Sheen fu ordinato sacerdote per la diocesi di Peoria nel 1919 e nel 1935 divenne monsignore.

È noto per essere stato arcivescovo cattolico, scrittore, teologo e amato predicatore in televisione negli Stati Uniti. Partito dalla radio, passò al piccolo schermo, diffondendo, con sguardo lungimirante e voce limpida, il messaggio cristiano a milioni di americani.

Era un abilissimo comunicatore; mai scese a compromessi solo per piacere al grande pubblico: il suo parlare fu “Sì sì” e “No no”, secondo l’insegnamento evangelico

Uomo di grande elevatura morale, difensore del celibato sacerdotale – visto non come sterile rinuncia, ma come scelta di un amore pieno – non diede peso alla fama, non gli importava essere seguito o meno, applaudito o deriso: per lui, ciò che contava, era portare Cristo nelle case delle persone, era servire Dio. 

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Oggi ci ritroviamo a parlare di lui e a riscoprire il suo magistero perché Fulton Scheen sarà beato. La conferma è arrivata il 9 febbraio 2026 ed è motivo di gioia per tutta la Chiesa, in particolare per gli evangelizzatori digitali, per chi, cioè, ha scelto, come lui, di portare Cristo nei mezzi di comunicazione.

Per approfondire la sua figura, ci siamo lasciati guidare da Giulia Bovassi, che ha conosciuto Fulton Sheen, o, meglio, si è imbattuta nella sua figura, poco prima di sposarsi, ormai parecchi anni fa.

Giulia Bovassi è una nota bioeticista: è consulente esperta in Bioetica e Affari Sociali; è Membro Eletto della Camera dei deputati (XIX Legislatura). Tra le altre attività, ricopre il ruolo di cultore della materia in Filosofia del Diritto presso l’Università Europea di Roma.

Abbiamo già avuto occasione di conoscerla e di intervistarla recentemente; ma che cosa la lega a Fulton Sheen? Anzitutto, un evento personale. 

Aveva terminato da poco il corso prematrimoniale con l’uomo che poi è diventato suo marito, quando ha avuto occasione di accostarsi all’insegnamento di questo mirabile predicatore americano, che la colpì profondamente

Decise, allora, di leggere con il suo fidanzato, un saggio da lui composto: “In tre per sposarsi”, dove il noto sacerdote spiegava con chiarezza la bellezza del matrimonio cristiano e anche il senso della castità prematrimoniale. Fu, per lei, un secondo percorso di preparazione al matrimonio.

Giulia fu talmente affascinata dalla freschezza del suo insegnamento e, soprattutto, dalla portata profetica delle sue parole, che decise di partire da Fulton Sheen per scrivere uno dei suoi prestigiosi libri, nello specifico Guida bioetica per terrestri. Da Fulton Sheen al cybersesso (Berica Editrice, 2020).

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Di lui, come ha dichiarato a Pro Vita e Famiglia, in un’intervista, la colpisce il fatto che è stato “Un uomo di Dio integro, carismatico e fedele alla Verità”. Per lei “Incontrare questo formidabile telepredicatore statunitense è stato un sussulto di speranza nostalgica perché oggi abbiamo una sete tremenda di uscire dal guscio della tiepidezza, tuonando con fermezza che dentro il messaggio della Croce è sintetizzata la nostra realtà vestita di abiti belli”.

Bovassi ha scelto proprio questa figura perché: “Oggi l’unicità ci terrorizza, come il coraggio di schierarsi per il bene, il vero e il bello. Fulton Sheen a questo risponde che ‘tutte le paure sono scacciate da un grande amore, e l’amore è l’unica cosa che può affrontarle con successo’. L’amore, non il sentimento”.

Noi di Punto Famiglia le facciamo eco e siamo grati per il dono di questo futuro beato, che ha saputo ricordare al mondo che bisogna essere in tre, per “sposarsi bene”: l’uomo, la donna, il Signore. 

Il rischio, altrimenti, è di finire il vino e restare senza, come alle Nozze di Cana. 

Il vero Sposo dell’umanità è Gesù. È Lui che rende possibile la fedeltà, che custodisce la fecondità, che salva l’amore dall’illusione di bastare a sé stessi. E la lezione di Fulton Sheen, oggi più che mai, è un invito a rimettere ordine nell’amore: perché solo amando il Divino per ciò che è e amando Lui nello sposo o nella sposa si entra, già ora, nella santità.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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