Vogliamo festeggiare la donna? Benissimo. Non sono tra quelle che snobbano questa ricorrenza sostenendo che la donna andrebbe celebrata ogni giorno dell’anno. Anche questa affermazione, spesso ripetuta con buone intenzioni, rischia di diventare una formula vuota, facilmente strumentalizzabile. Se esiste una giornata dedicata alle donne, allora festeggiamola. Ma facciamolo sul serio: senza slogan, senza ideologie, senza sovrastrutture culturali che negli anni hanno finito per coprire — più che rivelare — la sua identità più profonda. Forse, per capire chi è la donna, può essere utile cominciare da ciò che non è, e da ciò che non è chiamata a diventare.
La donna non è un facsimile dell’uomo in carriera. Questo non significa negarle ambizione, talento o realizzazione professionale. Al contrario: è giusto che una donna possa fare carriera, esprimere le proprie competenze, guidare progetti, ricoprire ruoli di responsabilità. Ma senza dover dimostrare il doppio, senza sentirsi costretta ad assumere atteggiamenti aggressivi, cinici o volutamente “virili” per conquistare spazio e rispetto. La vera sfida non è diventare come qualcuno, ma restare se stessa. Nel mondo del lavoro la donna è chiamata a portare qualcosa che le appartiene profondamente: l’attenzione all’altro, la delicatezza, la capacità di leggere le situazioni con uno sguardo più ampio e profondo, la gentilezza che non è debolezza ma forza silenziosa. Qualità che non impoveriscono la leadership, ma la rendono più umana.
La donna non è nemmeno chiamata a essere il padre all’interno della famiglia. È la madre. E questo non è un limite, ma una ricchezza. Madre e padre sono entrambi indispensabili, entrambi fondamentali, ma non identici. Hanno linguaggi, sensibilità e modalità diverse di vivere la genitorialità. Ed è proprio questa differenza a rendere la famiglia un luogo di crescita equilibrata. Il rischio, invece, è che alla donna venga chiesto di controllare tutto: lavoro, casa, marito, figli. Di essere contemporaneamente professionista impeccabile, madre perfetta e manager domestica infallibile. Non ho dubbi sulle capacità femminili, tutt’altro. Ma quando le aspettative diventano totalizzanti, finiscono per trasformarsi in un peso logorante.
Allo stesso modo, una donna non dovrebbe sentirsi costretta a rinunciare ai figli per paura di sacrificare una parte della propria vita o della propria carriera. Piuttosto, la società dovrebbe metterla nelle condizioni di poter essere madre nei tempi giusti e con la serenità che la maternità richiede. Perché crescere un figlio non è un ostacolo alla vita: è una forma altissima di amore e di dono.
E poi c’è un’altra pressione, più sottile ma altrettanto forte: quella dell’immagine. Non è vero che una donna debba vestire una taglia 42 per tutta la vita, avere capelli sempre perfetti e un trucco impeccabile secondo le mode del momento. La cura dell’immagine, spinta all’estremo, ha finito per produrre un paradosso: donne sempre più simili tra loro. Volti uniformi, labbra gonfiate, zigomi scolpiti, come se uscissero da una catena di montaggio — con qualche imperfezione di fabbrica qua e là. Forse è tempo di recuperare un’altra idea di bellezza femminile. Una bellezza che non si misura con i centimetri o con i filtri delle fotografie. Una bellezza fatta di eleganza naturale, di un tono di voce pacato, della dolcezza di un abbraccio, della tenerezza che sa accogliere, del profumo delle cose buone.
Se vogliamo davvero festeggiare la donna, forse dobbiamo partire proprio da qui: restituendole la libertà di essere se stessa. Non una copia, non un modello imposto, non un ideale costruito altrove. Ma semplicemente — e profondamente non solo in senso biologico — figlia, sposa e madre.
Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.
Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).




1 risposta su “Festeggiare la donna, davvero”
Oggi, 8 marzo, festa della Donna. Auguri a tutte le donne del Mondo! Dal 1946 quando hanno avuto la possibilità di votare e scegliere i propri Rappresentanti al Governo le Donne hanno fatto molta strada e oggi sono al vertice in molte Nazioni. Eppure credo che potrebbero salire ancora più in alto e insomma fare conquiste ancora più concrete del togliere il velo dalla testa o mettere i pantaloni e fumare in pubblico! Il vero traguardo delle Donne credo che sia quello di andare oltre la conquista del voto del 1946 e di poter avere molto di più ottenendo di votare anche per i figli minorenni! Sono del tutto ignaro di leggi elettorali e quindi non so se sia davvero possibile ma so che un bambino appena nato ottiene immediatamente il codice fiscale e cioè diventa subito attenzionato dal fisco ma deve aspettare la maggiore età per poter scegliere i propri Rappresentanti e quindi i Politici che dovranno fare le Leggi che lo riguardano e lo tutelano e poichè è la Mamma che lo nutre e lo educa e lo difende credo che sarebbe giusto che fosse la Mamma a poter votare in nome dei figli minorenni e quindi la Mamma di 3 bambini dovrebbe avere 4 schede elettorali e sarebbe quindi veramente una conquista importantissima! E così si potrebbe combattere anche la denatalità e l’invecchiamento dei popoli .Certo noi maschi perderemmo molto potere e comunque sarebbe una soluzione giusta e irreversibile perché non saremmo più in grado di contrastarle e infatti fare figli come le Donne noi non ne siamo capaci e credo che nessun tentativo in tal senso è mai stato fatto! Concludendo dico Grazie a tutte le Donne perché senza le Donne noi non possiamo vivere ed esistere!
Cordialmente da Giuseppe Amalfitano (ISCHIA)