FESTA DELLA DONNA
Grazie a te, Donna. L’omaggio senza tempo di Giovanni Paolo II
(Foto: Rob Croes (ANEFO) [CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0)])
L’8 marzo si celebra la Festa della Donna, una ricorrenza che può essere più di un’occasione di auguri e di omaggi: possiamo viverla, anzitutto, come un momento prezioso di riflessione sul valore, sulla dignità e sulla missione della donna nella società e nella Chiesa. Desideriamo, allora, riproporre una lettera senza tempo di Giovanni Paolo II, un grande Papa, un grande uomo, un vero poeta.
Nel 1995 Papa Giovanni Paolo II scrisse una lettera a tutte le donne: parole di straordinaria bellezza e delicatezza, capaci ancora oggi di toccarci e commuoverci. In quell’occasione, Papa Wojtyła elevò un autentico inno alla donna, esprimendo gratitudine e gioia nel riconoscerla protagonista in ogni ambito della vita sociale, culturale ed ecclesiale, e ricordando il contributo insostituibile alla Chiesa e al mondo intero.
Ci sono battaglie che, pur dicendo di difendere il femminile, feriscono la donna, la cosificano, la riducono a oggetto di piacere o a semplice anello nel grande ingranaggio del consumismo.
Oggi, 8 marzo, vogliamo rendere omaggio alla Donna per ciò che davvero vale. Desideriamo farlo attraverso le parole nate dalla penna di una delle figure più limpide e amate del Novecento.
Lettera del Papa Giovanni Paolo II alle donne.
Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero», alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta «sponsale», che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.
Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.
Leggi anche: Chi si scandalizza se una donna rinuncia a suo figlio “solo” perché non trova aiuto?
Care donne,
queste parole, pur scritte più di trent’anni fa, sono ancora per voi.
Non accettate nulla che vi riduca a merce di scambio. Non credete alla menzogna che, per essere amate, dobbiate concedere il vostro corpo a qualsiasi prezzo. L’amore vero non si compra, non si impone, non si misura in concessioni.
Non abituatevi a essere usate. Non permettete a nessuno di farvi dimenticare il vostro valore. Non smettete mai di credere che siete molto più del vostro corpo, molto più di ciò che qualcuno può desiderare o pretendere.
Siete dignità, intelligenza, forza e tenerezza. Siete profondità e luce.
Dio vi ama: in voi si riflette la delicatezza della Sua opera, l’armonia del Creato, la bellezza che genera vita e speranza.
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












ULTIMI COMMENTI
Grazie per l'articolo. La donna che va ad abortire non è convinta di fare la scelta giusta..... ma vuole "solo…
«Il mio messaggio, piuttosto, è sempre lo stesso: promuovere la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo,…
Sarebbe cosa buona, giusta e utile che i cristiani anche se peccatori, tornassero a essere testimoni credibili, di speranza e…