Porti le ferite dell’aborto? “La Chiesa non ti volta le spalle”
(Foto: Mopic - Shutterstock.com)
Dal 15 al 17 Maggio a Bologna avrà luogo un ritiro spirituale per chi porta le ferite dell’aborto. A comunicarlo è Monika Rodman Montanaro, la fondatrice della sezione italiana de “La Vigna di Rachele”. Un appuntamento in formato di weekend full-immersion, per il quale sono ancora aperte le iscrizioni. Se soffri per un aborto procurato, potrebbe essere il percorso che stavi aspettando.
“Avendo ormai compiuto 16 anni di attività in Italia, l’apostolato internazionale La Vigna di Rachele di nuovo offre a Bologna, luogo della sua nascita, un ritiro spirituale sanrivolto a chi porta ancora dolore dopo l’esperienza dell’interruzione di gravidanza. Donne, uomini e coppie sono caldamente invitati a ritrovare la Speranza e a fare esperienza della Misericordia attraverso un percorso progettato per l’elaborazione del lutto che conduce alla guarigione interiore”.
Queste parole, della fondatrice Monika Rodman Montanaro, invitano chiunque si trovi a lottare con i trami legati all’aborto a non disperare e a cercare supporto. Le iscrizioni sono attualmente aperte per l’incontro che verrà offerto dal 15 al 17 Maggio 2026. Le richieste di informazioni vengono accolte con il massimo rispetto per la privacy. I partecipanti, che saranno accolti da tutta Italia, faranno un vero e proprio “pellegrinaggio”. Il numero ristretto di 10 partecipanti permetterà di fare un’esperienza personalizzata.
Il weekend full-immersion verrà guidato da un’equipe che comprende la presenza continua sia di un sacerdote sia di collaboratrici che hanno fatto il proprio percorso per risanare le stesse ferite. In questa piccola comunità di fiducia si vive un intenso percorso per elaborare il lutto collegato alla perdita di uno o più figli con l’aborto volontario o terapeutico.
Alcune voci di chi ha già partecipato in passato:
“È stata un’esperienza unica e profonda. La Chiesa non ti volta le spalle. L’ho sempre considerata un po’ ‘bacchettona’, invece mi sbagliavo. C’è molta fratellanza e vicinanza tra tutti i partecipanti”.
“Il ritiro è stato per noi un dono”. (coppia di sposi novelli)
“La grazia è stata quella di prendere consapevolezza del dolore e di vivere il Mistero Pasquale nella propria storia”.
“A me ha colpito molto l’attenzione alla singola persona, la delicatezza del linguaggio, la cura dell’ambiente e dei dettagli”.
“Ho potuto vedere la fragilità di mio marito e tutto il suo dolore. Lui mi ha chiesto scusa. Non riesco più a condannarlo”.
La fondatrice del La Vigna di Rachele in Italia, Monika Rodman Montanaro, collabora sin dal 1997 con l’opera ormai presente in più di 50 Paesi del mondo. Commenta:
“Il weekend di ritiro offre l’opportunità di allontanarsi per 3 giorni dalle pressioni quotidiane per rivedere un capitolo della propria vita forse mai esaminato, una vicenda spesso messa nel dimenticatoio che però torna a galla e può manifestare conseguenze di lunga durata. Spesso le persone cercano un aiuto solo anni o persino decenni dopo, avendo rimosso tutto oppure sofferto in silenzio. Nella Vigna si trova un ambiente accogliente e compassionevole, e un percorso strutturato che infonde il coraggio e dà la forza per rivedere tutto attraverso gli occhi misericordiosi del Buon Gesù”.
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Il programma è molto efficace per coloro che hanno difficoltà a perdonare sé stessi ed altri. Questo non solo grazie agli esercizi proposti, ma perché mette Cristo al centro del percorso. Il ritiro include la condivisione delle storie personali, meditazioni ed esercizi con le Scritture, la celebrazione dei Sacramenti ed una Funzione Commemorativa.
Possono partecipare non solo donne, ma anche altre persone toccate o coinvolte. Nonni e fratelli, così come membri del personale medico, hanno tratto bvenerabile antonio marcuccieneficio dal ritiro.
La Vigna di Rachele esprime concretamente la pastorale della Misericordia che accompagna la proclamazione del Vangelo della Vita; operando in piena comunione con la Chiesa universale e rappresenta una risposta autenticamente cristiana alla piaga dell’aborto, prendendo ispirazione da San Giovanni Paolo II, che nella sua enciclica Evangelium vitae del 1995, ha implorato coloro che hanno abortito a non abbandonare la speranza, ad interpretare quest’esperienza nella sua verità, e ad aprirsi “con umiltà e fiducia al pentimento”.
Papa Francesco nel 2016 ha ribadito lo stesso incoraggiamento con la decisione di estendere a tutti i sacerdoti del mondo la possibilità di assolvere dal peccato dell’aborto. E Papa Leone, mentre era ancora vescovo missionario, nel 2019 ha personalmente benedetto la nascita dell’apostolato nel Perù.
Per iscriversi al weekend, o per ottenere ulteriori informazioni sulla pastorale del post-aborto, vi invitiamo a consultare www.VignadiRachele.org. Le email si possono inviare a: info.vignadirachele@yahoo.it e le iscrizioni per i ritiri a Bologna vengono anche accolte telefonicamente al fisso del “La Vigna di Rachele”: 099.7724.518, dove solo Monika ascolta gli eventuali messaggi lasciati in segreteria telefonica: i dati personali sono trattati con massima riservatezza.
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