“La vita è un soffio, ma in quel soffio possiamo metterci tutto l’amore del mondo”

“Se questo è un uomo” è il titolo di un famoso romanzo di Primo Levi sui campi di schiavitù e di sterminio nazisti. Da quella testimonianza un messaggio appare chiaro: le persone perdono la loro dignità umana quando sono costrette a vivere senza dignità. Subito dopo la seconda guerra mondiale sono state elaborate la carta dei diritti umani (sulla quale si fonda l’ONU) e la carta costituzionale (documento base per la Repubblica italiana). Entrambe fissano dei principi irrinunciabili perché non possa ripetersi la triste esperienza del nazismo e del fascismo. Vengono elencati dei diritti che ogni uomo deve aver garantiti perché sono conditio sine qua non per dirsi un uomo, in quanto gli viene garantita la propria libertà. Senza diritti e senza la libertà personale, viene tolta la possibilità di poter essere pienamente se stessa. Di fatto questa libertà è spesso negata. Quale libertà ci potrà essere per un ragazzo asiatico, africano o latinoamericano costretto fin da piccolo a procurarsi l’unico pasto giornaliero; obbligato a sopravvivere in mezzo a mille violenze subite e provocate? Spesso si tratta di giovani che nemmeno conoscono gli elementare diritti umani: a tredici anni l’esperienza accumulata li ha già resi persone vissute.

Che libertà potrà esserci per un ragazzo che vive con gli occhi pieni della violenza della guerra? Che libertà potrà esserci per una donna o una famiglia lasciata sola nella povertà economica o nella fragilità fisica e psicologica? A queste e ad altre domande abbiamo provato a rispondere con i nostri ragazzi a cui anche oggi diamo spazio con i loro testi.

Giulia Lecora e Angela Di Nunzio scrivono:

La vita è il dono più grande che abbiamo ed è unica per ognuno di noi. Non si tratta solo di respirare o di contare i giorni, ma di come riempiamo quel tempo con esperienze, emozioni e legami. Il vero valore della vita sta nelle piccole cose: un sorriso sincero, un abbraccio caldo, la bellezza di un tramonto o la gioia di imparare qualcosa di nuovo. A volte la vita è difficile e ci mette di fronte a ostacoli che sembrano insuperabili, ma è proprio in quei momenti che impariamo a conoscerci meglio e a tirare fuori la nostra forza. Vivere significa condividere il nostro percorso con gli altri, amare ed essere amati. Non serve essere famosi o avere tanti oggetti per avere una vita preziosa; basta essere persone gentili, seguire le proprie passioni e cercare di lasciare un segno positivo nel mondo, anche piccolo. Ogni giorno è una nuova opportunità per fare la differenza, per crescere e per sentire com’è bello essere vivi.

Crediamo che togliere la vita a qualcuno sia la cosa peggiore in assoluto perché significa spegnere il futuro e i sogni di una persona, trattandola come se non avesse valore.

Eppure, oggi assistiamo a guerre caratterizzate da violenza, distruzione e sofferenza che calpesta ogni valore delle persone. Qui, le regole non valgono più e la violenza colpisce tutti, grandi e piccoli, non solo i soldati. Non distrugge solo le persone, ma anche le loro case, i loro sogni e il loro futuro.

Purtroppo, questa mancanza di rispetto non c’è solo in guerra. Succede anche nella vita di tutti i giorni, pensiamo alla violenza di genere o all’aborto. (…) Parlando di aborto si discute di rispetto per la vita perché deve essere rispettata e protetta fin dal primo momento.

L’aborto viene visto come una violazione del diritto alla vita del bambino, poiché impedisce la sua nascita. Questa scelta nasce da situazioni difficili della mamma, ma resta il fatto che il bambino è l’essere più indifeso di tutti, perché non ha voce per difendersi o per scegliere.

Leggi anche: Cosa pensano i giovani del valore della vita? Lo abbiamo chiesto a loro…

La violazione della vita umana riguarda però anche tante altre persone, come gli emigranti, poiché nel loro viaggio rischiano spesso la morte in mare o nei deserti, subendo violenze, venendo lasciati soli senza cibo o acqua. La loro vita non viene protetta, dimenticando che anche loro sono esseri umani con gli stessi diritti di tutti gli altri.

Infine, la violazione della vita umana riguarda anche il nostro rapporto con l’ambiente. Quando inquiniamo l’aria, l’acqua o distruggiamo la natura, mettiamo a rischio la salute e la vita di tutti gli esseri viventi. (…)

Pensiamo che la vita sia la cosa più bella che qualcuno possa avere. È un dono che ci è stato fatto, un’avventura da goderci e da amare con tutto il nostro cuore e il suo senso è quello di percorrerla con le persone che scegliamo, è trovare quella metà che completi il cuore e rende ogni respiro degno di essere vissuto perché bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, passare ogni momento come se fosse l’unico perché la vita è un soffio, ma in quel soffio possiamo metterci tutto l’amore del mondo. Anche se ci sono momenti tristi e difficili a volte il cuore deve rompersi per lasciare che la luce entri e mostri quanto sia prezioso ogni singolo istante che ci è concesso.

 Questa nuova rubrica di Punto Famiglia ci ricorda una verità che troppo spesso dimentichiamo: se vogliamo davvero parlare ai ragazzi, dobbiamo prima imparare ad ascoltarli. Con gli occhi dei ragazzi nasce proprio da qui, dal coraggio di lasciare spazio alla loro voce, al loro sguardo limpido e diretto sulla realtà, e dalla responsabilità adulta di accompagnarli senza sostituirci a loro. Le pagine che seguono non sono semplicemente esercizi di scrittura o racconti di esperienze scolastiche. Sono frammenti di vita, riflessioni autentiche, domande aperte che interrogano anche noi adulti. I ragazzi, quando vengono messi nelle condizioni di esprimersi, sanno parlare di amicizia, solidarietà, legalità, rispetto, fede e fragilità con una profondità che sorprende e disarma. Come Punto Famiglia sentiamo forte il dovere di dare cittadinanza a queste voci in crescita. Accompagnare i ragazzi alla maturità significa riconoscere che hanno qualcosa di vero e importante da dire, oggi, non solo domani. Significa fidarsi del loro pensiero, accogliere le loro emozioni e camminare accanto a loro nel difficile ma affascinante percorso della crescita. Guardare il mondo con i loro occhi non è un gesto di concessione, ma un investimento educativo e culturale. Perché solo dando voce ai ragazzi possiamo aiutarli a diventare adulti consapevoli, responsabili e capaci di prendersi cura degli altri. E, forse, possiamo imparare anche noi a guardare la realtà con uno sguardo più autentico e più umano. Giovanna Abbagnara, direttore di Punto Famiglia 



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Lidia Lanzione

Lidia Lanzione, è sposata dal 2001 con Massimo, medico e diacono permanente. È mamma di 4 figli, Myriam, Pasquale, Noemi Zélie e Pier Giuseppe.
È insegnante di religione cattolica ed è impegnata nella pastorale familiare accompagnando insieme al marito coppie di sposi nel cammino coniugale e giovani al matrimonio.
È impegnata da alcuni anni nel servizio regionale della Conferenza Episcopale Campana per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.

Per l'editrice Punto Famiglia ha curato con altri sposi l'antologia,
Zelia Guerin Martin, Frammenti di vita familiare, 2012;
In cammino con i Santi Luigi e Zelia, 2015;
30 giorni con Luigi e Zelia, Vivere la santità nel quotidiano , 2015;
Adoriamo Te, 10 momenti di adorazione eucaristica alla luce dell'Amoris Laetitia, 2021.

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