Dieci storie di Resurrezione. La Pasqua accade oggi
Samuel van Hoogstraten, Resurrection of Christ (particolare), The Art Institute of Chicago
Dallo spaccio all’evangelizzazione di strada, dal lutto per la morte di un figlio alla speranza, dalla droga alla musica, dall’aborto all’aiuto alla vita. Oggi vi raccontiamo dieci storie di Resurrezione. Possiamo dubitare della Pasqua, certo. In fondo, siamo un po’ tutti come san Tommaso: abbiamo bisogno di vedere, di verificare. Per questo vi facciamo “toccare con mano” che Cristo è il Vivente. Oggi.
- Andrea, da spacciatore violento a evangelizzatore di strada
A 13 anni era già finito nelle mani dei delinquenti del suo quartiere. Spacciava, perché non vedeva alternative. La sua sembrava una strada segnata. Andrea Scaglione ha una di quelle storie che sanno di Resurrezione. Violento, irresponsabile, incapace di costruire relazioni vere, viveva immerso nel buio. Poi, quasi per caso, è arrivato a Medjugorje. Lì è accaduto qualcosa. Si è sentito guardato nel profondo, raggiunto in quel punto dell’anima dove solo Dio sa arrivare, oltre gli errori e i fallimenti. Ha conosciuto persone diverse, che non lo giudicavano; ha fatto esperienza, durante quel ritiro, di una Confessione intensa, autentica. Poi la Comunione. E da quel momento non era più lo stesso: era un uomo nuovo. Tornato a casa, ha scelto di cambiare vita davvero. Ha iniziato a mettersi al servizio degli altri, dedicandosi anche all’evangelizzazione di strada. Proprio nei luoghi in cui un tempo portava il buio della droga, ha cominciato a portare la luce del Santissimo Sacramento. Ha dovuto anche affrontare il carcere, scontando la sua pena. Ma dentro, ormai, era libero.
- Maria Letizia: schiacciata dal lutto, è risorta. Oggi testimonia il Vangelo
Maria Letizia è una mamma, rimasta “orfana” di sua figlia. Nel momento più buio della sua vita, quando ha perso, a causa di un incidente stradale, la figlia, la Serva di Dio Marianna Boccolini, ha chiesto a Dio di aiutarla, di sostenerla, perché da sola non poteva portare il peso di quella assenza. Dio l’ha ascoltata e le ha dato una vita nuova, che oggi spende al servizio dei giovani e dell’evangelizzazione. Racconta: “Io mia figlia la ritrovo viva nell’Eucaristia. La sento vicina nella preghiera e in tanti momenti della quotidianità, ma l’Eucaristia è il momento in cui la sento più vicina. Cielo e terra si toccano, in quel Pane e in quel Vino. Oggi comprendo cosa significhi la comunione dei santi”. Maria Letizia è morta con sua figlia, quel giorno, ma con la figlia è anche risorta.
- Maria Luisa: la ferita dell’aborto, un motore per aiutare altre donne
Maria Luisa Di Ubaldo, presidente di FederVita Lazio, Federazione Movimenti per la Vita, Centri di Aiuto alla Vita e Case di Accoglienza del Lazio, è madre di quattro figli e nonna. Racconta di essere arrivata a impegnarsi perché le donne non fossero sole e impaurite di fronte a una gravidanza imprevista, dopo aver lei stessa vissuto un aborto all’età di 16 anni. Quell’aborto le è rimasto dentro, ferendola, finché non lo ha guardato in faccia. Finché non è riuscita a perdonarsi e a dare un senso al suo dolore. Ha toccato il fondo, è andata in terapia, ha cercato il volto del Signore. Oggi vive riconciliata, comunica e difende la vita con amore e rispetto.
- Ania: da corpo calpestato a corpo redento
Nel Giugno 2011, a Medjugorje, nasceva Cuori Puri. L’iniziativa, che oggi conta migliaia di iscritti in tutta Italia, è partita da Padre Renzo Gobbi e Ania Goledzinowska, ex modella convertita. I fondamenti spirituali di Cuori Puri sono la Parola di Dio e il Magistero della Chiesa. L’idea promossa è quella di vivere nella purezza, di ritrovarla se è stata perduta, di aspettare con pazienza l’amore vero, per vivere una sessualità pienamente “libera”. Ania, prima di approdare a questo progetto, ha visto il suo corpo diventare merce, essere svenduto, svalutato, sfruttato. La sua è una storia di Resurrezione perché credeva di non meritare nulla, credeva che chiunque potesse approfittare di lei; invece, come una Maria Maddalena dei nostri giorni, ha scoperto di essere Figlia di Dio, luogo sacro, custode di un corpo, anima destinata alla Vita.
- Alessandro dei Reale: “Ero un tossicodipendente, oggi canto per Dio”
“Ero un tossicodipendente. Stando in ginocchio, da fallito sono diventato un marito; da ragazzo perso, sono diventato un papà; da qualcuno che prendeva e consumava, sono diventato qualcuno che desiderava donare. Come è possibile? Chiedetelo a Gesù”. Alessandro racconta di aver toccato il fondo, di aver sprecato la sua vita, di aver pensato al suicidio. Poi, nel bagno di una stazione, è stato raggiunto da una luce nuova. Madre Elvira della Comunità Cenacolo non si è fatta intimorire dal suo dolore, dalle sue reticenze, dall’abisso del suo cuore. Lo ha accolto, così com’era. Oggi Alessandro racconta con la sua band musicale, i Reale, la salvezza di Cristo.
- Il loro matrimonio era morto, ma è tornato in vita
Questa è la storia di due coniugi. Si sono separati dopo ventitré anni di matrimonio e sono tornati insieme nove mesi dopo, nel giorno in cui veniva data la sentenzia del loro divorzio. Quell’amore un tempo fatto di passione e buoni propositi era morto e sepolto. Eppure, nel periodo della lontananza, hanno permesso a Dio di lavorare il loro cuore ed è avvenuto il miracolo: ciascuno non desiderava più cambiare l’altro, ma amare davvero, amare di più. Dal 2009 aiutano coppie ferite a riconoscere il passaggio di Gesù nella loro vita a “sfruttare” meglio il dono del sacramento del matrimonio, che fa risorgere i matrimoni distrutti, a patto che ci sia disponibilità.
- Davide e Adrianna: dalla morte del figlio al volontariato in ospedale
Adrianna e Davide ci hanno raccontato la loro storia di recente: un amore intenso che li ha condotti al matrimonio, la gioia di diventare genitori e poi la prova più dura, la malattia del loro piccolo Michele, volato in cielo a soli sette anni e mezzo per un tumore al cervello. Nonostante la tragedia, hanno scelto di reagire con fede e di trasformare le lacrime in speranza. Perché Dio non ha guarito il loro bambino? È il papà a rispondere: “Il miracolo non era per Michele, era Michele”, prima di tutto per loro. Oggi sono volontari nello stesso ospedale, a Genova, in cui il figlio li ha lasciati. Il dolore è grande, ma vissuto nell’amore non va sprecato. Non sono disperati. Piegati, sì, ma non spezzati. Il motivo? “Dio ci ha consolati”.
- Carlo Acutis: “Mamma, ti darò dei segni dal Cielo”
La mamma del primo santo millennial, Carlo Acutis, spesso ha raccontato di essere rimasta sgomenta davanti alla morte improvvisa di quel figlio pieno di vita e di salute. Cinque giorni di agonia e il suo ragazzo bello, sorridente, empatico e altruista non c’era più. “Ti darò dei segni dal cielo”, le ha detto prima di lasciarla. E così è stato, tanto che oggi la donna, Antonia Salzano, afferma: “Sento Carlo più vivo ora di quando era con noi”.
- “Il coro della Chiesa ci ha riportato a Dio”. La testimonianza di una coppia
A volte sono i piccoli gesti a fare la differenza. Una coppia racconta di aver vissuto tante delusioni amicali e anche nell’ambito della Chiesa. Tutto è cambiato una domenica quando, un po’ incerti se andare a Messa oppure no, alla fine sono andati. Lì, una donna impegnata nel coro ha chiesto loro di coinvolgersi, di cantare, di avvicinarsi. È nato un percorso di fede che continua anche oggi. “In quel dito che ci indicava e ci chiamava – racconta M. – Io ho visto il dito di Gesù”.
- Clare, sprecava la vita nei festini, è diventata suora tra gli ultimi
Clare Crockett, giovane attrice irlandese, viveva nei vizi e nell’impurità. Un giorno Gesù le toccò il cuore. Si stava aprendo per lei una porta importante nel mondo del cinema, ma proprio in un hotel di lusso, prima di andare sul set, capì di non essere felice. Lasciò tutto. Divenne suora. Morì a 33 anni, per un terremoto, in Ecuador, mentre prestava servizio tra gli ultimi. Il giorno della sua nascita in cielo, all’ora di pranzo, aveva parlato della morte dicendo che non la temeva: “Perché dovrei?”, si domandava. Per lei, la morte era solo un passaggio, attraverso il quale andava incontro allo Sposo.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












ULTIMI COMMENTI
E' proprio così. Grazie per aver scritto questo articolo "non inclusivo". Oggigiorno ci vuole un certo coraggio per dire e…
Ma cosa centra l'albero dei fichi?? Perchè non viene chiarito questa circostanza? grazie
Grazie del bell'articolo, puntuale e preciso. Siamo giunti a questo punto perché le premesse c'erano già tutte a partire dalle…