4 Aprile 2026

L’amore ha vinto

Salmo 130

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.

L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

Il commento

Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola” (Sal 130,5). Il secondo giorno del Triduo è segnato dall’attesa. Il Tabernacolo è vuoto. L’unico segno che risplende nelle chiese – e speriamo anche nelle case – è quello della croce. È segno dell’amore sconvolgente di un Dio che “non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi” (Rm 8,32). Allo stesso tempo è icona del dolore che accompagna la storia dell’umanità.

“Guardando a Lui, che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra” (Leone XIV, Omelia, 29 marzo 2026).

Amore e dolore s’intrecciano. L’amore sembra sconfitto dal male ma noi siamo certi che ha vinto. Ha già vinto. Dal cuore trafitto del Figlio di Dio “sgorga acqua e sangue, un torrente che lava i peccati del mondo” (Inno, Vespri della Settimana Santa). Il salmista annuncia che “il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione” (Sal 130, 7). La nostra attesa è colma di speranza, sappiamo che tra poco sorgerà il sole della Pasqua per rivestire ogni cosa. Tra poco lo Spirito santo verrà nuovamente riversato sull’umanità e porterà in ogni dolore il soffio di Dio, il soffio della vita che vince la morte. La croce di Cristo è sorgente di speranza.

Noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi” (1Gv 4,16). E perciò crediamo che questo amore è capace di ricostruire il mondo dalle fondamenta. La fede genera un’attesa che sconfina nell’utopia, ci impegna a realizzare anche quello che appare impossibile alla ragione; ma se non avessimo questa certezza non potremmo impegnarci con totalità. Contemplando la Vergine Maria, e affidandoci alla sua intercessione, chiediamo la grazia di vincere le nostre paure e rinnovare con nuovo entusiasmo l’eccomi della fede.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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