Trump minaccia il popolo iraniano. Papa Leone XIV: “Inaccettabile”
Il Pontefice condanna le minacce rivolte all’Iran e richiama il rispetto del diritto internazionale. Cresce l’allarme per la popolazione civile: vittime, sfollati e infrastrutture distrutte.
Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha ventilato la possibilità di un’azione militare devastante contro l’Iran in caso di mancata accettazione delle condizioni sullo stretto di Hormuz, hanno suscitato una ferma reazione da parte di Papa Leone XIV. “Oggi – ha dichiarato il Pontefice il 7 aprile 2026 – c’è stata una minaccia contro tutto il popolo dell’Iran e questo non è accettabile”. Il Papa ha quindi rivolto un appello ai parlamentari statunitensi affinché si adoperino per favorire un percorso di pace: “Facciamo capire che vogliamo la pace”.
Nel suo intervento a Castel Gandolfo, Leone XIV ha ribadito che “tutti gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale”, sottolineando come tali azioni colpiscano in primo luogo la popolazione più vulnerabile. La guerra d’Iran, detta anche Terza Guerra del Golfo, è iniziata il 28 febbraio 2026 con un’operazione militare congiunta da parte di Stati Uniti ed Israele. In Iran si contano già 1.230 morti, dei quali 175 solo nel bombardamento di una scuola femminile a Minab, nella provincia meridionale di Hormozgan.
Ma dietro i numeri ci sono volti e storie. A Minab, nel sud del Paese, intere famiglie hanno perso figlie, sorelle, compagne di classe: adolescenti che stavano semplicemente studiando quando le bombe hanno colpito. Nella provincia di Hormozgan, lungo lo stretto di Hormuz, molte comunità costiere vivono oggi senza accesso stabile a elettricità e acqua potabile, a causa dei bombardamenti sulle infrastrutture. A Bandar Abbas, uno dei principali porti iraniani, migliaia di lavoratori portuali e le loro famiglie si trovano improvvisamente senza reddito, mentre le attività commerciali sono paralizzate.
La popolazione civile è intrappolata in una quotidianità fatta di paura e privazioni: ospedali sovraffollati, carenza di medicinali essenziali, difficoltà nei soccorsi. Le organizzazioni umanitarie segnalano che bambini e anziani sono i più esposti, soprattutto nelle aree rurali dove gli aiuti arrivano con maggiore difficoltà. Molti nuclei familiari sono stati costretti a spostarsi verso zone interne più sicure, dando origine a nuovi sfollati interni che vivono in condizioni precarie.
Stati Uniti e Israele hanno definito l’operazione militare come “preventiva”, mentre le autorità iraniane parlano di “aggressione illegale e non provocata”. Sul piano interno statunitense, si registra un dibattito crescente sul ruolo del Congresso, che secondo diversi osservatori sarebbe stato marginalizzato nelle recenti decisioni militari.
Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha richiamato la responsabilità della comunità internazionale e dei leader politici, ribadendo la necessità di privilegiare il dialogo rispetto all’uso della forza. Il riferimento è anche alle parole pronunciate durante il messaggio pasquale Urbi et Orbi, in cui aveva invitato “chi ha il potere di scatenare guerre” a deporre le armi. L’attenzione resta concentrata sulla popolazione civile, che continua a pagare il prezzo più alto del conflitto. Bambini, famiglie e lavoratori delle aree colpite rappresentano oggi il volto più evidente delle conseguenze della crisi in corso.
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Purtroppo oggi se non si convive non ci si sposa
Gentile Dottoressa, lei ha scritto una bellissima frase "Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non…