14 Aprile 2026
Nascere di nuovo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,7-15
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Il commento
“Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto” (3,7). Il verbo nascere indica il passaggio fondamentale dell’esistenza, dal grembo alla luce. È un unicum perché si nasce una volta sola. E invece Gesù usa proprio questo verbo per indicare quel radicale rinnovamento generato dalla fede. A buon diritto possiamo parlare di una nuova nascita. Questo processo non dipende solo dalla buona volontà della persona ma è frutto della grazia divina. È un nascere dall’alto. È opera di Dio. La nascita nella carne dipende dalla volontà dei genitori. Nessuno può darsi la vita da solo. Accade così anche nella vita di fede. Il processo inizia dall’alto anche se, in questo caso, passa attraverso la nostra libera e consapevole accoglienza. Tutto viene da Dio ma tutto passa attraverso la porta della libertà. Quanto più larga è la porta, tanto più Dio agisce con potenza e genera “l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità” (Ef 4,24).
Gesù invita Nicodemo a non meravigliarsi: non solo è possibile nascere di nuovo ma è assolutamente necessario: “dovete nascere”. Nei vangeli il verbo greco [déō] indica quegli avvenimenti che hanno un valore salvifico. In genere è applicato a Gesù: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto…” (Lc 9,22). In questo caso, invece, fa riferimento ai discepoli. Questo significa che la vita di ciascuno di noi entra a pieno titolo nell’opera salvifica che Dio compie lungo i secoli. In senso stretto il nascere di cui parla Gesù riguarda il battesimo, è questo il passaggio decisivo.
Ma possiamo anche usare questo verbo in relazione al cammino di fede perché, come ha detto Papa Leone, ci troviamo spesso ad affrontare “momenti di delusione e di scoraggiamento”, a volte dobbiamo fare i conti anche con la morte delle persone a cui siamo legati da vincoli affettivi molto profondi. Sono avvenimenti che scuotono e invitano vivere un processo di conversione. Una nuova nascita. Il Vangelo oggi ricorda che se vogliamo rinascere, dobbiamo chiedere e accogliere l’amore che solo Dio può donare.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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