15 Aprile 2026
Paura della luce
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-21
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Il commento
“La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie” (3,19). L’immagine della luce attraversa tutto il Vangelo di Giovanni, a cominciare dal Prologo in cui Gesù viene presentato come la luce vera, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,9).
La luce dunque non è una dottrina ma una Persona, non è racchiusa in una formula ma è visibile nei gesti e nelle parole compiuti da Gesù. Fin dall’inizio l’evangelista ha sottolineato che “la luce splende nelle tenebre” (Gv 1,5), ora riprende questo tema e afferma: “gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce” (3,19). Sappiamo che non è mai facile riconoscere e accogliere la verità ma in questo caso Giovanni evidenzia che esiste un permanente contrasto tra la verità e la menzogna. Un contrasto che non è legato a situazioni contingenti e accompagna tutta la storia umana.
È troppo facile puntare i riflettori sulle ombre che attraversano la vita sociale e quella delle Nazioni. Gli eventi degli ultimi anni fanno dire a Papa Leone che l’umanità vive “un’ora drammatica della sua storia” (11 aprile 2026). Troppo facile e troppo comodo guardare attorno a noi e amplificare gli errori degli altri. Il Vangelo invita a mettere in gioco noi stessi. L’esperienza dice che i bambini hanno paura del buio; gli adulti, invece, hanno paura della luce. La luce, infatti, costringe a vedere le ombre che accompagnano i nostri giorni, dà maggiore risalto alle numerose imperfezioni che macchiano anche l’esperienza più luminosa. Dobbiamo registrare una permanente fragilità che offre eccessivo spazio alle tentazioni che non mancano né mai mancheranno.
Pochi giorni prima di fare la sua professione monastica, con la semplicità degli umili e la determinazione dei santi, Teresa di Lisieux chiede “la grazia di non offenderlo più oppure di commettere solo sbagli che non l’offendono, ma soltanto umiliano e rendono l’amore più forte” (LT 114, 3 settembre 1890). È questa la preghiera che oggi presentiamo al Dio della misericordia.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


ULTIMI COMMENTI
Grazie del bell'articolo, puntuale e preciso. Siamo giunti a questo punto perché le premesse c'erano già tutte a partire dalle…
Purtroppo oggi se non si convive non ci si sposa
Gentile Dottoressa, lei ha scritto una bellissima frase "Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non…