Briciole di Vangelo - Tempo di Pasqua

16 Aprile 2026

Chi sono Io per te

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 3,31-36

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui

Il commento

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti” (3,31).

Queste parole sono attribuite a Giovanni Battista che, fin dalle prime battute, l’evangelista presenta come colui che Dio ha inviato “come testimone per dare testimonianza alla luce” (Gv 1,7). È lui, infatti, che annuncia Gesù come “l’agnello di Dio” (Gv 1, 29), colui sul quale “discende e rimane lo Spirito” (1,33). Giovanni è l’icona di un popolo credente che scruta gli eventi e riconosce in Gesù il Messia, cioè Colui che porta a compimento l’opera salvifica e svela la verità in quanto “dice le parole di Dio” e “senza misura dà lo Spirito” (3,34).

Tutto questo non è opera umana ma un’iniziativa che nasce da Dio il quale “ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa” (3,35). In queste parole, che sigillano la sezione (Gv 3, 1-36), appare chiaramente l’identità divina del Nazareno. Gesù non è soltanto un profeta che ha ricevuto la luce dall’alto, è Lui stesso che “viene dal cielo” (3,31). L’uomo deve rinascere dall’alto, aveva detto Gesù a Nicodemo (Gv 3,3). Ora sappiamo che è Lui che viene dall’alto, Lui solo. E dunque solo grazie a Lui possiamo rinascere dall’alto.

Le pagine del Quarto Vangelo sono difficili da commentare perché hanno un denso contenuto teologico. Ma proprio per questo sono ancora più importanti. L’evangelista infatti non s’interessa di descrivere cosa fa Gesù ma si preoccupa di precisare chi è Gesù. E quando racconta le azioni che egli compie – le nozze di Cana, ad esempio – lo fa sempre e solo per far emergere l’identità divina. A pensarci bene, è questo il cuore della fede.

La Chiesa non è un’azienda in cui contano le competenze o le conoscenze; ma una comunità di persone che riconoscono e accolgono Gesù come il Figlio di Dio, Colui che dona pienezza di vita ai nostri giorni. “Chi sono io per te?”. A questa domanda Teresa di Lisieux risponde così: “Mia sola pace, mio solo gaudio, / mio solo Amore sei tu, Signore!” (Solo Gesù, P 36,1). Oggi chiediamo la grazia di rispondere con la stessa fede.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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  1. Gentile Dottoressa, lei ha scritto una bellissima frase "Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non…

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