21 Aprile 2026
Un cibo ancora più sostanzioso
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,30-35
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Il commento
“I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro mangiare un pane dal cielo” (6,31). Il severo rimprovero di Gesù scatena una dura reazione da parte della folla. È comprensibile! Il Nazareno si presenta come Colui che può dare “il cibo che rimane per la vita eterna” (6,27).
Malgrado i prodigi che ha già compiuto, quest’annuncio appare come una pretesa, è inevitabile perciò chiedere conto in nome di Chi può rivendicare questo ruolo e questa autorità. Il riferimento al pane richiama l’esperienza dell’esodo in cui Dio ha manifestato la sua potenza, come scrive il salmista: “fece piovere su di loro la manna per cibo e diede loro pane del cielo: l’uomo mangiò il pane dei forti; diede loro cibo in abbondanza” (Sal 78, 24-25).
Quell’esperienza rappresenta per Israele un modello, icona della Provvidenza di Dio. Se Gesù ritiene di poter dare il pane, deve dimostrare di essere come Mosè, il grande profeta. In questo modo lanciano una sfida e una provocazione. Chi pone questa domanda, infatti, non ritiene che il Rabbì di Nazaret possa confrontarsi con Mosè e, di conseguenza, dare o fare più di quello che è avvenuto nei tempi antichi. Ai loro occhi, il passato appare non solo come un termine di paragone ma anche come un’esperienza insuperabile. Gesù invece ricorda che Colui che ha nutrito il popolo nei lunghi anni del deserto, è lo stesso Dio che ora vuole dare un cibo ancora più sostanzioso (6,32). In tal modo annuncia che l’esperienza del passato è solo la primizia di una storia che solo ora trova il suo compimento.
Anche noi corriamo il rischio di vivere con lo sguardo rivolto al passato. In diverse occasioni, specie negli ultimi anni del suo pontificato, Papa Francesco ha messo in guardia da quello che lui chiamava “indietrismo”, cioè la tendenza a fare delle tradizioni un totem immutabile. Nel primo anniversario della sua morte, oggi rendiamo grazie per il suo ministero, ricordando in modo particolare l’invito a guardare oltre, senza paura, con la certezza che lo Spirito santo accompagna e illumina la Chiesa in ogni stagione della storia.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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