30 Aprile 2026

Famiglia Trevallion, i dubbi legittimi

La sentenza è arrivata nero su bianco: “genitori inadeguati”. La perizia psichiatrica depositata al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila alla fine di aprile 2026 ha confermato l’incapacità genitoriale di Nathan e Catherine Trevallion, chiudendo — almeno per ora — uno spiraglio che sembrava aperto. E mentre le carte si accumulano e i tempi della procedura seguono il loro corso, la realtà resta una sola, semplice e durissima: tre bambini sono lontani da casa da mesi, prima a Palmoli, oggi in una casa famiglia a Vasto. È da qui che bisogna partire, senza girarci troppo intorno. Quella formula — “incapacità genitoriale” — suona definitiva, quasi assoluta. Ma cosa significa davvero, nella concretezza della vita quotidiana? Significa non aver mandato subito i figli a scuola? Significa aver avuto un’impostazione educativa diversa, magari discutibile, forse perfino sbagliata in alcuni aspetti? Oppure significa qualcosa di più grave, di più profondo, di irrimediabile? E ancora: dove passa il confine tra l’errore, anche serio, e l’inadeguatezza strutturale? Chi lo traccia, e soprattutto con quale misura?

Se si guarda con onestà alla realtà, quella di tutti noi, emerge un dato difficilmente contestabile: nessun genitore è davvero “adeguato” secondo standard perfetti. Si sbaglia, continuamente. Si prendono decisioni che col tempo si rivelano sbagliate, si sottovalutano passaggi importanti, si reagisce male in momenti di stanchezza. Scusate se legittimamente mi chiedo: se qualcuno mettesse sotto esame ogni famiglia con lo stesso livello di dettaglio, con la stessa lente d’ingrandimento, quanti ne uscirebbero indenni? È vero, nel caso dei Trevallion, le criticità iniziali erano chiare e, per molti, anche legittime: la scolarizzazione dei bambini, la loro socialità, alcuni aspetti del linguaggio. Questioni reali, che richiedevano interventi. Ma nel tempo qualcosa è cambiato: le vaccinazioni accettate, un percorso scolastico delineato, una casa adeguata agli standard richiesti in costruzione. Perché tutto questo non è bastato? Perché il punto sembra sempre spostarsi un po’ più avanti, come se non fosse mai sufficiente colmare una lacuna, perché subito se ne apre un’altra? La perizia è davvero una valutazione che fotografa la realtà attuale, oppure è l’ultimo tassello di un percorso che, passo dopo passo, ha costruito quella stessa conclusione? In altre parole: si è arrivati a dimostrare un’incapacità, o la si è progressivamente definita fino a renderla inevitabile? Intanto, mentre si discute, i bambini restano lontani dai genitori.

C’è poi un altro elemento che mi inquieta, ed è quella sensazione di movimento circolare, di percorso che non porta mai a una soluzione ma solo a un nuovo livello di verifica, di controllo, di analisi. Come in un gioco delle tre carte in cui la carta giusta non si trova mai, perché non deve essere trovata. Si cambia criterio, si sposta l’attenzione, si ridefinisce il problema. Ma l’esito resta sempre lo stesso. Qualcuno vuole davvero che questa famiglia si ricomponga? Oppure no? Io credo nella professionalità di chi lavora nel sociale ma è vero anche che quando un sistema cerca solo conferme, smette di ascoltare la realtà. Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non lo saranno mai. Ma tra l’imperfezione e la sottrazione dei figli c’è una distanza enorme. Una distanza che dovrebbe essere colmata con il supporto, con l’accompagnamento, con il tempo. Non con scorciatoie che rischiano di trasformarsi in ferite profonde, difficili da rimarginare. È questo il miglior interesse dei tre bambini?



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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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1 risposta su “Famiglia Trevallion, i dubbi legittimi”

Gentile Dottoressa,
lei ha scritto una bellissima frase “Le famiglie non sono perfette. Non lo sono mai state e non lo saranno mai” e specialmente nel passato quando nonostante fame e miseria e guerre, si continuava a mettere al mondo 9 o 10 figli!
L’incapacità genitoriale è una diagnosi difficile e ci auguriamo che chi l’ha fatta sia un Genitore e non abbia solo letto sui libri come essere bravi genitori!
Certamente il tempo scorre veloce e prima o poi questi bambini diventeranno maggiorenni e decideranno come e dove vivere la loro vita terrena ma credo che si potrebbe risolvere con semplicità il tutto, organizzando una raccolta di contributi economici (credo che molti aderirebbero volentieri!) in modo da comprare la loro casetta nel bosco e permettere loro di acquistare una casetta anche più bella e magari in Australia dove ci sono tanti boschi e vivere lì come meglio credono.
Insomma con tutti i problemi che abbiamo in Italia, davvero credo che almeno questo potrebbe essere risolto in modo semplice e sereno e facendo contenti tutti!
Grazie e cordialmente da Giuseppe Amalfitano (Ischia)

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