Gesù era contro il divorzio? Riflettendo sulla frase “I due siano una sola carne”
Quando si parla di sessualità e matrimonio, la Chiesa viene spesso accusata di essere moralista e intransigente, come se volesse imporre dall’esterno delle regole pesanti, impossibili da rispettare. Erano di questo avviso anche i farisei, che contestavano Gesù in particolare sul tema dell’indissolubilità, come fosse un fardello troppo pesante. Avevano intuito la sua prospettiva “nuova” e volevano coglierlo in fallo. D’altronde, lo stesso Mosè aveva permesso di lasciare le proprie mogli… Gesù non impone ai farisei e a noi una strada; spiega, però, qual è il progetto di Dio sul matrimonio. E lo fa perché conosce i desideri profondi del cuore.
Non possiamo negare che, anche nella Chiesa, ci siano persone “moraliste”, che giudicano senza accompagnare, che puntano il dito e mettono etichette, invece di portare il messaggio liberante del Vangelo. È un pericolo che corriamo tutti.
Tuttavia, il Magistero della Chiesa ha un messaggio estremamente bello sull’amore e sul matrimonio, non opprimente. Partiamo da ciò che dice Gesù stesso.
Partito di là, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque, l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Nel brano del Vangelo secondo Marco (Mc 10,1-12), la prima cosa che colpisce è l’intenzione dei farisei: non vogliono comprendere il punto di vista di Gesù, ma metterlo alla prova. Cercano un errore, una parola compromettente che possa esporlo e farlo apparire in contrasto con la Legge.
Leggi anche: Giovane padre senza una gamba nel mirino sui social: “Sei un egoista”
Gesù, che conosce bene il loro cuore, non risponde direttamente. Fa una contro-domanda: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Parte dal loro terreno, da ciò che conoscono e riconoscono come autorevole. È uno stile che ritorna spesso: Gesù incontra ciascuno lì dove si trova, per aprirlo a una verità più grande. Anche per noi è una lezione: non si può dialogare davvero senza conoscere le premesse e la prospettiva dell’altro.
Non possiamo annunciare il Vangelo senza conoscere il punto di partenza di colui che lo riceve. Rischiamo di essere del tutto inefficaci.
I farisei rispondono con sicurezza, citando la Legge: Mosè ha permesso il ripudio. Ma proprio qui emerge il nodo. Più che cercare il bene, sembrano cercare una giustificazione per restare nella loro posizione. Si appoggiano alla norma per non mettersi in discussione, per non fare un passo ulteriore verso la pienezza dell’amore.
Gesù allora non nega ciò che Mosè ha detto, ma ne rivela il senso profondo: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma». La Legge non è il punto di arrivo, ma una risposta a una fragilità umana. Il problema vero non è il ripudio in sé, ma il cuore indurito, incapace di amare fino in fondo, che ne è la premessa.
Gesù cambia prospettiva e riporta tutto all’origine: al progetto di Dio sulla relazione tra uomo e donna. Non più una logica di concessione, ma una chiamata all’unità: «I due diventeranno una carne sola». Non si tratta semplicemente di rispettare una regola, ma di entrare in una relazione così profonda da custodire l’altro come se stessi.
In fondo, Gesù mette davanti a una scelta: restare nel legalismo, accontentandosi di “essere a posto”, oppure entrare nella logica dell’amore, che chiede di più ma dona anche una vita più piena.
La tentazione dei farisei non è così lontana da noi: anche noi, a volte, cerchiamo il minimo indispensabile per sentirci in regola, invece di lasciarci trasformare nel cuore. Ma il Vangelo non si accontenta di comportamenti corretti: punta a un cuore capace di amare davvero.
I farisei volevano mettere in difficoltà Gesù, ma come sempre è lui a mettere in discussione loro e noi che, dopo duemila anni, abbiamo gli stessi pensieri e gli stessi problemi.
E ci stupiamo dem fatto che Gesù non giudica, ci libera. Ci dà l’alternativa a un cuore indurito.
Il punto, allora, nell’approccio alla sessualità e nel matrimonio, non è cosa “puoi” o “non puoi” fare, ma se vuoi una vita piena oppure no.
Se la risposta è sì, allora la buona notizia del Vangelo è per te. Puoi lasciati condurre da Gesù.
Mettiti in cammino così come sei, con le tue ferite, i tuoi fallimenti. L’unica cosa che devi abbandonare per lasciar passare la grazia è la chiusura, che Gesù chiama “durezza di cuore”.
Che tu sia solo, sola, sposato, divorziato fedele, divorziato o risposato, a prescindere dalla situazione che vivi e dall’orientamento sessuale, presentati a Cristo come sei, con il tuo desiderio di pienezza e col cuore aperto. Vedrai meraviglie.
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












1 risposta su “Gesù era contro il divorzio? Riflettendo sulla frase “I due siano una sola carne””
Purtroppo oggi se non si convive non ci si sposa