8 Maggio 2026
Noi cristiani, non siamo orfani, abbiamo una madre, e questo è grande!
Fin dalle prime luci dell’alba il popolo fedele arriva silenzioso a Pompei per accogliere Papa Leone. Vorrei entrare nel cuore delle persone e contemplare ciò che portano nel cuore. Vengo ogni anno e ascolto le confidenze di tanti ma soprattutto guardo la commozione della gente durante la Supplica. Ognuno porta nel cuore un’intenzione di preghiera. C’è chi arriva con una diagnosi in tasca, chi con un matrimonio spezzato, chi con una depressione nascosta dietro sorrisi normali.
I racconti di guarigioni fisiche fanno parte da sempre della memoria del santuario. Alcuni parlano di malattie superate contro ogni previsione, altri di eventi inspiegabili custoditi nel silenzio delle famiglie. Ma chi conosce davvero Pompei sa che i miracoli più numerosi raramente finiscono sulle cronache. Sono quelli interiori. La donna che ritrova la forza di vivere dopo un lutto. Il giovane che smette di pensare di essere solo. Il padre che torna a parlare con un figlio dopo anni di distanza. L’uomo divorato dalla rabbia che riesce finalmente a perdonare. Il sacerdote che si riscopre amato e non solo un funzionario di cose sacre.
Qui la gente viene e continua a inginocchiarsi non perché abbia tutte le risposte, ma perché sente di poter portare davanti a Maria anche le domande irrisolte. Ed è questo il dato più sorprendente, quasi giornalisticamente “controcorrente”: nell’epoca dell’autosufficienza ostentata, migliaia di persone continuano a cercare una Madre che li possa salvare dall’indifferenza, dal vuoto interiore, dalla convinzione di non valere abbastanza, dalla paura di non essere amati.
Diceva papa Francesco: “Noi cristiani, non siamo orfani, abbiamo una mamma, abbiamo una madre, e questo è grande! Non siamo orfani! La Chiesa è madre, Maria è madre” (Udienza 3 settembre 2014). Sì noi abbiamo una Madre. “È difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio. Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore” scriveva Pasolini in Supplica a mia madre.
La Vergine conosce il nostro cuore, conosce i desideri più profondi, i dolori che ci accompagnano e ci turbano e desidera che ciascuno di noi, con fiducia, segua il suo Figlio Gesù e, con coraggio, non abbia paura di essere testimone del Vangelo. Ognuno secondo il proprio dono. Io ho tante intenzioni da mettere nel cuore di Maria. Oggi uno dei suoi figli più prediletti sarà qui nel suo Tempio e Lei non potrà negare a nessuno la pace e la gioia del cuore. Di questo sono certa, mettiamoci in cammino. Ci aspetta la Madre.
Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.
Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).



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