11 Maggio 2026

Il vagito di Chiara e il silenzio dei tiepidi

Sabato sera, alla vigilia della Festa della Mamma, quando la notte aveva già consumato le ultime energie del corpo e del cuore, sono stata raggiunta da un raggio di sole. Il messaggio della mia amica Nicoletta che mi annuncia con gioia che Ylenia, 31 anni, malata di linfoma non Hodgkin al quarto stadio, ha dato alla luce Chiara: 3 chili e 350 grammi di vita.

La malattia era arrivata all’inizio della gravidanza. La paura anche. Ma Chiara è nata. E davanti a quella bambina ogni teoria si incrina, ogni slogan perde forza, ogni ideologia mostra tutta la sua freddezza. Avevo raccontato qui la storia di Ylenia nella Giornata per la Vita scorsa. Oggi, commossa e grata, non riesco a sottrarmi a una domanda che pesa come un macigno sulla coscienza del nostro tempo: come si può non sentirsi interpellati da questa vita venuta al mondo? Come si può continuare a parlare del “diritto all’aborto” come di un dogma intoccabile davanti al volto di una bambina che ha combattuto per nascere insieme a sua madre?

Ma vorrei parlare soprattutto al mondo cattolico perché il problema più grave non è più soltanto l’aggressività di una cultura che banalizza la morte. Il problema più grave è il silenzio di troppi cristiani. Il loro imbarazzato arretrare. La loro prudenza elevata a virtù. La loro paura di disturbare il mondo. Mi vengono in mente le parole del cardinale Giacomo Biffi: “La sventura più grave è data dai cristiani che sembrano per larga parte inclini a dimenticare di essere chiamati a prendere posizione”. Cristiani che vogliono essere discepoli di Cristo senza entrare in contrasto con nessuno. Cristiani che confondono la pietà verso chi sbaglia con la comprensione dell’errore. E così, poco alla volta, la misericordia diventa complicità, il dialogo diventa resa, il rispetto umano sostituisce la verità.

È il dramma della tiepidezza denunciato nell’Apocalisse: “Poiché non sei né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”. Parole dure ma il cristianesimo non è nato per essere innocuo. Cristo non è venuto a cancellare il confine tra bene e male, tra verità e menzogna. È venuto a chiamare gli uomini alla verità, anche quando costa. Soprattutto quando costa. Oggi invece troppi cattolici sembrano anestetizzati da una società sazia, disperata, incapace persino di riconoscere il miracolo della maternità. Una società che celebra ogni desiderio come diritto, ma considera un figlio un ostacolo da eliminare se arriva nel momento “sbagliato”. Una società che parla ossessivamente di autodeterminazione e finisce per negare il diritto più elementare: quello di nascere.

Eppure la storia di Ylenia, del suo fidanzato presto marito e della loro bambina, squarcia questa menzogna. Una donna malata, fragile, ferita nel corpo, ha detto sì alla vita mentre il mondo continua a suggerire scorciatoie di morte. Chiara è qui. Respira. Piange. Vive. Ed è la smentita più potente di ogni retorica abortista. “Scegli la vita”, diceva ancora Biffi. Scegli la vita quando hai paura. Scegli la vita quando sei sola. Scegli la vita quando la cultura dominante ti convince che la maternità sia un peso e non una vocazione d’amore. Scegli la vita anche quando tutto sembra buio. Davanti alla piccola Chiara, dovremmo tutti fare un passo indietro e credere che Dio continui ancora a parlare così: attraverso donne che il mondo definirebbe sconfitte e che invece diventano testimoni incandescenti di speranza. E noi da che parte stiamo?



Il Caffè sospeso...
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Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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