Papa Leone XIV: “Lasciamoci plasmare interiormente dai riti”

Papa Leone XIV, durante l’udienza generale di mercoledì 20 maggio, ha iniziato a riflettere sul primo Documento promulgato dal Concilio Vaticano II: la Costituzione sulla sacra liturgia: Sacrosanctum Concilium (SC), attraverso la quale “ i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo”. 

Papa Leone XIV, appartenente all’Ordine Agostiniano, durante l’udienza del mercoledì del 20 maggio ha citato Sant’Agostino: celebrando l’Eucaristia, la Chiesa «riceve il Corpo del Signore e diventa ciò che riceve», cioè il Corpo di Cristo, «dimora di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef 2,22). È questa l’opera della redenzione che ci configura a Cristo e ci introduce nella comunione.

Parlando della liturgia, tema centrale della Sacrosanctum Concilium, il Papa ha ricordato che essa «tocca il cuore stesso del mistero cristiano: è lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria vita». Nella liturgia, infatti, «si attua l’opera della nostra redenzione» (SC, 2), che ci rende popolo di Dio, «stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa» (cfr 1Pt 2,9).

Il mistero cristiano non è una realtà oscura, ma il disegno salvifico di Dio rivelato in Cristo (cfr Ef 3,3-6). È l’evento pasquale – passione, morte, risurrezione e glorificazione – reso presente sacramentalmente nella liturgia, ogni volta che la Chiesa si riunisce «nel suo nome» (Mt 18,20).

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Cristo è il centro della Chiesa: nato dal suo fianco trafitto sulla croce, Egli agisce continuamente nella liturgia con la potenza dello Spirito. È presente nella Parola, nei sacramenti, nei ministri e nell’assemblea, e in modo eminente nell’Eucaristia (cfr SC, 7). In essa santifica la Chiesa e la associa alla sua offerta al Padre.

Per questo la liturgia è «culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e fonte da cui promana tutta la sua energia» (SC, 10). Ogni attività ecclesiale converge verso di essa e, al tempo stesso, da essa riceve forza e rinnovamento: i fedeli sono immersi nella Pasqua del Signore, nutriti dalla Parola, dai sacramenti e dalla preghiera.

La liturgia edifica la Chiesa come tempio santo nel Signore (cfr SC, 2) e la rende comunità aperta e accogliente. È abitata dallo Spirito e segno dell’unità del genere umano in Cristo. Come ricordava Papa Francesco, «tutti sono stati invitati al banchetto di nozze dell’Agnello» (Desiderio desideravi, 5).

Il Papa conclude con un invito: «Lasciamoci plasmare interiormente dai riti, dai simboli e dai gesti, e soprattutto dalla viva presenza di Cristo nella liturgia».




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