AVANTI TUTTA! Il Meeting dei benefattori di Progetto Famiglia Cooperazione
Lo scorso sabato, 16 maggio, si è svolto in un’atmosfera carica di emozione “AVANTI TUTTA!”, il Meeting dei benefattori di Progetto Famiglia Cooperazione ODV. L’evento, inserito nella suggestiva cornice della XV Settimana del Diritto alla Famiglia dal tema centrale “Dove ogni bambino trova famiglia”, ha riunito nella sede dell’associazione volontari, sostenitori e partner per fare il punto sulle attività realizzate e tracciare le linee guida delle prossime sfide in Burkina Faso e in Togo.
La serata è stata moderata da Paola Ciniglio, che ha guidato i convenuti attraverso un percorso narrativo fatto di volti, storie e risultati concreti. Ad inaugurare gli interventi istituzionali Giovanna Abbagnara, Presidente della Federazione Progetto Famiglia, che ha delineato il valore profondo di una settimana intensa di eventi volti a rimettere al centro il diritto inalienabile di ogni minore a crescere circondato dall’amore di un nucleo familiare. Subito dopo, Don Silvio Longobardi, fondatore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus e della Federazione Progetto famiglia, ha richiamato le radici spirituali e caritative dell’opera, nata dall’ispirazione della Fraternità di Emmaus: una realtà che fa della prossimità e della carità concreta la propria dimensione quotidiana.
Uno dei passaggi chiave della serata è stato dedicato alla ridefinizione terminologica ed etica delle azioni di solidarietà internazionale. Progetto Famiglia Cooperazione ha ribadito con forza il rifiuto della formula “adozione a distanza” a favore del concetto di Sostegno a Distanza.
«Adozione significa che io mi sostituisco al genitore, offrendo un aiuto permanente che in qualche modo prende il posto della famiglia d’origine», è stato spiegato sul palco. «Sostegno, invece, significa un’altra cosa: significa che io credo in te, nelle tue capacità e sostengo il tuo progetto di vita affinché si realizzi. Noi non vogliamo sostituirci a nessuno: vogliamo essere la spinta perché queste persone possano camminare sulle loro gambe». L’obiettivo profondo non è generare dipendenza assistenziale, ma promuovere l’autonomia e il riscatto sociale.
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Burkina Faso e Togo: storie di riscatto
La serata è entrata nel vivo con le interviste ai testimoni sul campo. Angela Ponticelli ha condiviso l’impatto emotivo del suo primo viaggio nel Burkina Faso nel 2024, raccontando la storia di Joeline, una giovane di Tantako che oggi, grazie alla Maison Yougbaré, può frequentare la scuola superando barriere logistiche ed economiche altrimenti insormontabili. Subito dopo, Rosita Gargano ha portato la testimonianza del Togo, raccontando l’esperienza del sostegno alla famiglia di Aleki Noel, che è riuscita ad avviare un’attività di allevamento diventando completamente autonoma dal punto di vista economico e comunicando all’associazione di non aver più bisogno di aiuti per lasciare il posto a un’altra famiglia (quella di Didier).
L’impegno dell’associazione si sta strutturando sempre più attorno a progetti di microcredito e sartoria. Sono stati citati i percorsi di successo in Togo, come quello di Vanessa, a cui è stata donata una macchina per cucire professionale per la sua sartoria, e di Yvette, un tempo sostenuta e oggi parrucchiera qualificata e collaboratrice per la gestione dei sostegni a distanza nel suo paese.
Anche in Burkina Faso, il raggio d’azione dell’associazione si sta strutturando sempre più attorno a progetti capaci di generare microeconomia e riscatto sociale, rifiutando la logica della pura elemosina. In quest’ottica il progetto “Colori di Donna”, per il sostegno all’universo femminile che mira alla formazione e alla nascita di nuove realtà associative locali per incentivare l’emancipazione e l’economia delle donne attraverso la filiera dei tessuti (stoffe, teli e tovaglie). Sulla stessa scia il supporto alle micro-imprenditorie giovanili, un settore che guarda al futuro dei giovani supportando il lavoro di due artigiani locali, Sorry e Marcel. Attraverso gli ordini dell’associazione, la loro piccola impresa può crescere e strutturarsi nel mercato locale della lavorazione del legno, impiegato soprattutto per la realizzazione di pezzi per la tavola. Dina Coppola ha poi raccontato il dietro le quinte degli eventi solidali che finanziano queste grandi opere, lanciando in anteprima l’attesa edizione dello spettacolo musicale “Napoli Racconta”, previsto a teatro per il prossimo 6 gennaio.
Il momento più toccante della serata ha visto protagonista il dottor Salvatore Guerriero. Il medico e missionario storico ha ripercorso il legame indissolubile nato nel 2013 con il piccolo Albert a Koupéla. La prematura e tragica scomparsa del bambino, travolto da un’alluvione, ha impresso una svolta indelebile alla missione, dando l’impulso decisivo per la nascita di diverse iniziative.
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Il dottor Guerriero ha inoltre descritto la durezza della vita nella savana e l’importanza vitale dei pozzi. L’associazione ha realizzato finora circa 70 pozzi per l’approvvigionamento di acqua potabile, garantendo un raggio di copertura che si estende fino a 10 chilometri e salvando intere comunità dal consumo di acque infette. In questo ambito, il nuovo e ambizioso piano d’azione per l’anno venturo, sarà la manutenzione straordinaria dei pozzi esistenti e il passaggio dalle faticose pompe manuali (che estraggono l’acqua da oltre 60-80 metri di profondità con uno sforzo immane per donne e bambini) a pompe elettriche collegate a serbatoi di accumulo.
La serata ha toccato il suo culmine con l’intervento straordinario di Suor Caterina, giunta direttamente dal Burkina Faso per testimoniare la vita quotidiana all’interno della Cittadella della Carità Luigi e Zelia Martin a Saaba, un immenso complesso di 40.000 metri quadri gestito dalle sorelle consacrate della Piccola Famiglia di Emmaus. L’attenzione è stata focalizzata sullo straordinario movimento dei volontari (ben 34 missionari partiti dall’Italia nell’ultimo anno sotto la guida del Presidente Francesco De Maria) che ha permesso l’inaugurazione della Chiesa Martin lo scorso 15 novembre. Suor Caterina ha inoltre svelato le prossime grandi scadenze di novembre, che vedranno l’apertura degli alloggi universitari, dell’infermeria con deposito farmaceutico e delle storiche paillottes di ristoro lungo tutta l’area.
In chiusura, il Presidente Francesco De Maria ha espresso la sua profonda gratitudine a tutta la rete dei benefattori, con il grido e l’augurio di “Avanti tutta!”, rinnovando il suo patto di amore accanto agli ultimi della terra, dimostrando che la speranza non è un’idea astratta, ma un mattone che si costruisce insieme, giorno dopo giorno.
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