Quando una coppia in crisi prega lo Spirito Santo. La testimonianza
La scorsa domenica, 24 maggio, abbiamo celebrato la Pentecoste: Gesù è tornato al Padre, ma noi non siamo rimasti orfani. Lo Spirito Santo è vivo, presente nelle nostre situazioni. Possiamo invocarlo. Janette e Steve erano una coppia in crisi, sopraffatta dalle fatiche quotidiane. Pregare lo Spirito Santo ha rinnovato il loro matrimonio.
Troy e Kathleen Billings hanno proposto, nel loro libro Simply Love, un cammino di 365 giorni per custodire l’amore nel sacramento del matrimonio.
Questi due sposi non offrono formule magiche, promettendo che tutto sarà facile seguendo una “ricetta”. Raccontano, però, la loro esperienza, il loro percorso di conversione – che continua ogni giorno – gli errori commessi e ciò che da essi hanno imparato. La bussola del loro viaggio? Il Vangelo. La guida? Gesù.
Nel libro si raccontano anche vicende di altre coppie, utili alla formazione e alla crescita degli sposi. Tra queste c’è quella di Janette.
Jeanette era una giovane mamma stanca, oberata di impegni, affaticata soprattutto mentalmente. Come a tante madri, che spesso sono anche lavoratrici, accade. A volte aveva la sensazione che tutto fosse sulle sue spalle e questo le creava stress e difficoltà a lasciarsi andare con suo marito.
Così, presa dal condurre la pesante barca della famiglia, stava sempre al timone, credendo di doverci stare da sola, senza guardare più la persona che aveva scelto come compagno di navigazione.
Steve, intanto, si sentiva tagliato fuori dal mondo della moglie: pensava addirittura di non interessarle più, di non essere più nei suoi pensieri. Di fatto, si era creata una distanza tra i due, viaggiavano su due binari paralleli che non si incrociavano nelle frenetiche giornate che conducevano.
Entrambi faticavano a parlarsi, a dialogare in modo autentico e iniziavano a provare risentimento l’uno verso l’altra.
La situazione appena descritta non coincide forse con quella vissuta da tante coppie, schiacciate dalla routine e ingabbiate nello stress?
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La crisi è proseguita e dopo un po’ sembrava che non ci fosse nulla da dire o fare per rimediare.
Avevano lasciato che la distanza crescesse.
Una sera, Jeanette ebbe l’intuizione di rivolgersi allo Spirito Santo e chiese a Steve di pregare insieme a lei. Lui accolse l’invito volentieri. Era come se entrambi fossero consapevoli delle proprie debolezze e di quanto il loro rapporto si fosse incrinato e logorato. Sapevano, però, che Dio non abbandona i figli stanchi: chi vuole, infatti, può ricevere ristoro, forza, vigore, nuova pace.
Dopo aver unito le mani e, soprattutto, i cuori nella medesima supplica e richiesta di aiuto, Jeanette avvertì rifiorire un amore grande per suo marito e ricevette, in quel momento, anche la grazia di dimostrarglielo.
L’intervento dello Spirito, che subito consolò i due sposi, cambiò le sorti del loro matrimonio, che si rimisero completamente nelle mani di Dio.
Non si tratta di una “magia”: si tratta di credere che Dio si è impegnato sul serio con noi il giorno delle nozze e che il sacramento non è un abbellimento, ma strumento efficace, per riavere sempre (sempre!) vino nuovo e buono ogni volta che finisce la scorta.
Il problema non è non avere più vino. Può succedere. Il problema è credere che non ci sia nessuno che possa ridonarcelo o rifiutarci di riempire d’acqua le giare. Facciamo anche noi come Janette e Steve: invochiamo lo Spirito Santo. Lui attende la nostra preghiera.
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