26 Maggio 2026

Suor Nadir, la fiaccola ardente d’amore

Il motto che suor Nadir Santos aveva scelto per la sua professione religiosa — “L’amore mi ha spiegato ogni cosa” di San Giovanni Paolo II — oggi appare quasi profetico, perché soltanto l’amore può spiegare una donna che entra in mare per salvare le proprie sorelle e non torna indietro. Soltanto l’amore rende comprensibile una vita totalmente donata. La sua morte, avvenuta l’11 maggio scorso nelle acque siciliane mentre tentava di salvare le consorelle travolte dalle onde, ha infatti il sapore evangelico del dono totale.

Il tutto è avvenuto durante una giornata di svago per la comunità di cui era priora. Le suore si trovavano sulla spiaggia, in acque poco profonde, quando sono state sorprese da forti onde che le hanno travolte. Suor Nadir si è immediatamente tuffata ed è riuscita a salvare le sue consorelle, ma, nello sforzo estremo, ha perso le forze ed è annegata. Una delle suore della comunità ha cercato di aiutarla, tirandola fuori dall’acqua, ma per suor Nadir non c’era più nulla da fare. A quarantacinque anni, priora delle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, ha concluso la propria esistenza terrena nello stesso modo in cui aveva vissuto: mettendo gli altri prima di sé.

Nata in Brasile, nell’entroterra di Bahia, il 10 agosto 1980, suor Nadir portava dentro di sé una storia di conversione. Amava definirsi da giovane “punk e anarchica”, e Dio l’ha trasformata in una carmelitana assetata di Assoluto. In lei il Carmelo non è stato mai un rifugio intimistico piuttosto un fuoco che le ardeva nel petto. Una fede ardente, mai accomodante, capace di attraversare contraddizioni e sofferenze senza perdere la sete di verità. Chi l’ha conosciuta ricorda il suo sguardo intenso, la capacità di ascolto, il desiderio autentico di Dio. Non era una donna da compromessi spirituali. Monsignor Bruno Lins, che l’ha accompagnata come direttore spirituale, l’ha descritta come una persona incapace di accontentarsi della mediocrità. Ed è forse questa la cifra più profonda della sua testimonianza: in un tempo dominato dalla superficialità, suor Nadir ha scelto la profondità.

Il 15 giugno 2023, a Catania, durante la presentazione del mio libro La si chiamerà donna, l’ho incontrata per la prima volta. Alcune persone attraversano la nostra vita lasciando soltanto una traccia di parole; altre, invece, portano con sé una presenza capace di interrogare il cuore. Suor Nadir apparteneva a questa seconda categoria. La sua morte lascia certamente tanto dolore, ma anche una domanda urgente rivolta a tutti noi: che cosa significa vivere davvero? La società contemporanea misura spesso il valore delle persone sulla base del successo, dell’apparenza o del consenso. Suor Nadir, invece, ricorda che esiste una grandezza silenziosa che non fa rumore: quella di chi, in nome e per conto di Gesù, ama fino alla fine, dando la vita per gli amici.

E forse è proprio questa l’eredità spirituale che suor Nadir lascia a me, alla Sicilia, al Brasile e alla Chiesa intera: ricordarci che il cristianesimo non è una teoria astratta. Non è un insieme di parole ma il coraggio concreto di amare fino all’ultimo respiro. Nel giorno in cui la incontrai a Catania, percepii immediatamente questa intensità interiore. Oggi, ripensando a quel momento, comprendo meglio che alcune anime passano nel mondo come fiaccole: bruciano rapidamente, ma illuminano profondamente. Suor Nadir Santos è stata una di quelle fiaccole.



Il Caffè sospeso...
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Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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