BRICIOLE DI VANGELO

4 Giugno 2026

Le premesse

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Il commento

Allora si avvicinò a lui uno degli scribi… e gli domandò…” (12,28).

Le parole che Gesù consegna allo scriba hanno un valore universale e aprono prospettive inedite e originali, invitano a vivere la fede come un costante e inestricabile intreccio tra l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Due legami che non possono mai essere separati. Quest’annuncio risuona più volte nel corso dell’anno liturgico. Oggi voglio soffermarmi sulle parole che descrivono le motivazioni con le quali lo scriba consegna la domanda al Rabbì di Nazaret.

È un’introduzione che troviamo solo nella versione di Marco. A differenza degli altri evangelisti, l’interrogativo non nasce dal tentativo di mettere in difficoltà il Nazareno (Mt 22,35) ma dal desiderio di comprendere ancora meglio la volontà di Dio. Lo scriba infatti si avvicina perché ha udito e visto: “li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro” (12,28). Due verbi molto significati nell’esperienza di fede. Nelle pagine precedenti, subito dopo il miracolo dei pani, Gesù rimprovera aspramente i discepoli con queste parole: “Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?” (Mc 8,18).

Lo scriba è molto attento, nascosto tra la folla ha seguito il dibattito tra Gesù e i sadducei (12, 18-27), conosce molto bene la Legge ed è perciò in grado di considerare Gesù come un vero Maestro, uno che parla con l’autorità di Dio. Si accosta con sincerità di cuore e con l’umiltà di un discepolo che vuole conoscere la verità. Questa disponibilità interiore trova conferma nelle parole conclusive che Gesù gli rivolge: “Non sei lontano dal regno di Dio” (12,34).

Il desiderio della verità e l’umiltà della domanda sono le premesse necessarie per accogliere la Parola del Vangelo. Molto spesso ascoltiamo distrattamente e senza convinzione. Siamo come quello che l’apostolo Giacomo definisce un “ascoltatore smemorato” (Gc 1,25). Non basta aprire la Bibbia se non apriamo il cuore. È questa la grazia che oggi chiediamo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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