Ettore Leandri, sposo fedele dopo la separazione: “Solo Dio colma i nostri vuoti”

“Quando mi sono risvegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”: è una frase di Alex Zanardi, citato dal nostro Ettore Leandri, che abbiamo intervistato sul tema del sacramento del matrimonio. “Sposo fedele”, nonostante la separazione avvenuta da tredici anni, ci ha raccontato qualcosa della sua scelta di fede. Il suo messaggio principale è questo: il vuoto della separazione non può colmarlo nessuno se non Dio. 

Sposi per sempre, una realtà che aiuta gli sposi a rimanere fedeli al sacramento del matrimonio. Perché proporre una strada simile, quando il mondo invita a “rifarsi una vita”?

Umanamente ha poco senso rimanere fedeli a un coniuge che non vuole saperne più niente di te e che magari si è risposato civilmente e ha una nuova famiglia, ma prima di tutto noi siamo fedeli al Sacramento del matrimonio, cioè a Gesù vivo in mezzo a noi: questa è la cosa più importante. Naturalmente sto parlando di una scelta di fede, ma che, anche nella vita quotidiana e quindi nella nostra storia umana porta tanti benefici. Innanzitutto, è pensare comune che una persona sola non sia felice e onestamente anch’io lo credevo fermamente: in realtà non è così, altrimenti non si spiegherebbe come mai persone che hanno tutto, i soldi, il potere, tutti gli uomini e donne che vogliono, sono tristi e sentono una profonda solitudine, fino a compiere gesti estremi. La verità che sperimento sulla mia pelle è che solo Dio può dare la felicità vera e colmare tutta la solitudine che proviamo e che nessuna creatura può colmare

Recentemente parlavo di questo argomento con un’amica esperta di famiglia che mi confermava quanto le giovani coppie si sentono smarrite, sole e quanto sia fondamentale sviluppare cammini per sposi che possono interagire fra di loro e confrontarsi. Quanti coniugi vivono ancora insieme, ma di fatto ognuno ha la propria vita? Perché, ormai, si è creato un equilibrio per andare avanti e per gestire la famiglia. 

Quindi, ripartire da Dio per riempire i vuoi…

Dio ci vuole felici, ma difficilmente lo saremo se trascuriamo i Suoi consigli: conosco tantissime persone che si sono “rifatte una vita”, ma non è che magicamente i problemi quotidiani scompaiono; anzi, normalmente aumentano, perché ad esempio è molto complesso gestire i figli provenienti dalle rispettive famiglie precedenti ed eventualmente quelli nuovi. Ci sarebbe tanto da parlare, ma concludo con una sottolineatura proprio sui figli, i grandi esclusi dalle separazioni, a causa dell’egoismo personale: loro soffrono quando i genitori si separano, ma se almeno uno dei due non introduce nella loro vita un’altra persona, queste ferite possono guarire, invece di aggravarsi ulteriormente. Poi però siamo i primi a lamentarci se a scuola vanno male, sfogano la rabbia sugli altri, oppure scelgono strade pericolose.

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Come si resta fedeli a un patto coniugale quando l’altro invece “volta pagina” e si riaccompagna?

È tipico della separazione, soprattutto di chi la chiede, chiudere con il passato e “rifarsi una nuova vita”, tanto da cercare il più possibile di non avere alcun tipo di rapporto con chi rimane. Certamente per un separato fedele la sofferenza è grande, anche perché il male genera altro male, verso i figli, i parenti, gli amici, ma noi cristiani abbiamo il più grande esempio di Amore della storia umana, Gesù: il figlio di Dio è venuto sulla terra per morire per noi, che spesso “facciamo come ci pare”, facendo finta che non esista e ci riaccompagniamo con tanti dei, come la nostra realizzazione, il nostro piacere, i nostri soldi

Una proposta, la tua, che ha radici su Gesù, che per primo è stato umiliato, abbandonato… 

Ecco, se uno ha dei dubbi, basta guardare Gesù sulla croce, il primo separato fedele, perché, anche se abbandonato da tutti e tradito, ha continuato ad amare fino in fondo, perdonando tutti, accogliendo il ladrone che aveva accanto a sé e fondando la Chiesa. Quindi, avendo come riferimento Lui, cerchiamo con i nostri limiti d’imitarlo, ascoltando la Sua parola, pregando e mostrando come e quanto Dio ama tutti. La missione di un separato fedele è esattamente quella degli sposi, solo con modalità diverse; quindi, noi non facciamo niente di diverso, ma con la nostra vita sottolineiamo che Gesù non abbandona nessuno, anche se lo tradisci e lo abbandoni.

Un libro per… Finisci tu la frase!

Un libro per approfondire il sacramento del matrimonio: infatti, è vero che la mia è una condizione di separato fedele, ma ruota tutto intorno a quel “Sì” pronunciato davanti a Dio che ha consacrato la nostra relazione, qualsiasi cosa accada. Quindi il libro è per tutti quelli che vogliono crescere nell’amore sponsale, dai fidanzati alle coppie, fino a sacerdoti e consacrati che vogliono capire meglio quanto le due missioni per il popolo di Dio, ordine e matrimonio, siano complementari. Purtroppo, il sacramento del matrimonio è molto sconosciuto e anche nella preparazione dei sacerdoti spesso non viene approfondito, non si sa che è una vera e propria consacrazione quella che avviene il giorno del matrimonio. Io sono convinto che senza famiglie che danno la vita per diffondere la bellezza del Sacramento del matrimonio, è in pericolo non solo il futuro della Chiesa, ma dell’intera società e per questo io voglio fare la mia parte. D’altra parte, è molto evidente quanto il diavolo stia tentando in tutti i modi di distruggere le famiglie, soprattutto quelle più belle e con fede, perché sa bene che sono le colonne che reggono tutto il resto.

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“Separato, ma sposo per sempre” Qualcuno leggendo il titolo del tuo libro può pensare che sia la storia di una persona che non si rassegna alla realtà. Cosa significa invece essere sposi per sempre, pur accettando la realtà?

Credo che dopo tredici anni dalla separazione, se non avessi accettato la realtà, dovrei farmi aiutare molto a livello psicologico. All’inizio ho fatto tanta fatica a metabolizzare che mia moglie se n’era andata, anche perché mi vergognavo e lo tenevo nascosto, ma ad un certo punto, anche se non mi piaceva, ho dovuto accettare l’evidenza. È stato proprio quello il momento di svolta della mia vita: accettare la realtà e capire come sfruttare questa tragedia per il beneficio delle figlie e degli altri. Mi viene in mente il grande esempio di Alex Zanardi che dopo il tragico incidente in auto ha detto: “Quando mi sono risvegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”. Ovviamente non mancano le difficoltà, è necessario ricostruire la propria persona, la nuova identità, facendosi anche aiutare da chi ci è passato prima, da un assistente spirituale e a volte anche da esperti (psicologi, consulenti familiari). Qualcuno può pensare che ci sia una certa ostinazione nei separati fedeli anche perché si è ancora innamorati e si spera in un eventuale ritorno: certamente è una cosa che può avvenire e l’ho visto con i miei occhi in alcuni casi, ma non puoi aspettare qualcosa che probabilmente non avverrà mai, sarebbe solo sprecare la vita. 

Bisogna stare con i piedi per terra… 

Sì, accettare che al momento è così e avere speranza, che vuol dire essenzialmente fidarci che quello che avviene non è per caso, ma sempre per il nostro bene e per la nostra santificazione, se lo vogliamo. Allora, se mi fido di Dio e so che mi ama fin da prima della creazione del mondo, non posso far altro che cercare di rispondere, come riesco, a questo grande Amore che non delude mai.

Un messaggio per i nostri lettori… Che cos’è, come è nato e qual è lo scopo del libro?

In realtà l’idea non è stata mia: da più di quattro anni scrivo nel blog Matrimoniocristiano.org ed è stato Antonio De Rosa, responsabile del blog insieme alla moglie Luisa, a propormelo. Già in passato avevo scritto dei capitoli per i suoi tanti libri e mi ha suggerito di scegliere alcuni articoli scritti nel blog e di farne una raccolta strutturata. L’idea mi è piaciuta subito e così è nato questo libro con la prefazione di Padre Andrea Giustiniani, assistente della Fraternità “Sposi per sempre”, contenente ben 68 miei articoli. In questa opera non ho fatto altro che prendere spunto da quello che mi succedeva nella vita ordinaria (un evento, una domanda, un ritiro, una situazione, ma anche un dolore, un dubbio, una discussione) per approfondire alcune tematiche inerenti al matrimonio cristiano, ad esempio maschile/femminile, paternità/maternità, figli, missione degli sposi, castità e continenza, croce e resurrezione, perdono e felicità. Ho scritto questo libro non per me stesso o per guadagnare qualcosa, ma per aiutare gli altri, in particolare affinché non commettano i miei errori e non arrivino a separarsi. Infatti, quando mi sono sposato, del matrimonio avevo capito davvero poco e quando me ne sono accorto, anche se tardi, mi si è aperto un mondo davvero affascinante. Quindi, l’obbiettivo è formare le persone e cercare di trasmettere questo grande tesoro che non posso tenere tutto per me. 

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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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ULTIMI COMMENTI

1 risposta su “Ettore Leandri, sposo fedele dopo la separazione: “Solo Dio colma i nostri vuoti””

E’ vero che i figli se uno dei genitori rimane fedele sono più sereni e meno aggressivi. Stimano di più il genitore, lo sentono vicino e forte d’animo. Che è quello di cui hanno più bisogno.

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