BRICIOLE DI VANGELO

12 Giugno 2026

L’amore più forte di ogni miseria

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Il commento

Nessuno conosce il Figlio se non il Padre” (11,27).

Solo il Padre può rivelare la vera identità di Gesù e farci comprendere che la sua umanità, apparentemente comune a tutti, in realtà è il luogo umano in cui dimora tutta la pienezza dell’amore di Dio. La solennità del Sacro Cuore nasce dalle apparizioni di Gesù a santa Margherita Maria Alaquoque (1647-1690), a Paray-le-Monial, un piccolo comune della Francia. I santi non inventano nulla e non dicono nulla di ciò che già non appartiene alla rivelazione biblica. I mistici e le apparizioni, che Dio stesso dona lungo i secoli, hanno il compito di mettere in piena luce quelle pagine della Scrittura che, per nostra mancanza, abbiamo nascosto o alle quali non abbiamo dato la dovuta importanza.

L’immagine del Cuore di Gesù fa risuonare l’annuncio che attraversa tutta la Rivelazione e cioè che Dio ama in modo appassionato tutta l’umanità. Un amore folle, come sottolinea Benedetto XVI: “Dio ama tanto l’uomo che, facendosi uomo Egli stesso, lo segue fin nella morte e in questo modo riconcilia giustizia e amore” (Deus caritas est, 10). È una verità che conosciamo. E tuttavia, se Gesù consegna alla Santa questa parola vuol dire che non risplende abbastanza e non riceve la piena corrispondenza da parte della Chiesa e, in particolare, da coloro che ha rivestito con la grazia del sacerdozio e con l’abito della vita consacrata.

In questa festa liturgica l’annuncio dell’amore s’intreccia con l’appello alla conversione. Sono due aspetti indissolubilmente congiunti: quanto più risuona l’annuncio dell’amore appassionato di Dio, di quell’amore fedele e ferito dalle nostre mancanze, tanto più prendiamo coscienza che siamo infinitamente distanti. La coscienza della nostra miseria, se vissuta con sincera umiltà, non alimenta il senso della colpa ma suscita un vivo e tenace dinamismo di conversione. Oggi prendiamo l’impegno di bussare alla porta della misericordia per chiedere e accogliere nuovamente il perdono che purifica e rinnova.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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