15 Giugno 2026
Custodire un cuore buono
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Il commento
“Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra” (5,39).
Queste parole vanno lette e interpretate con saggezza. Il linguaggio è volutamente paradossale, serve per consegnare una parola che resti ben impressa nella mente dei discepoli. Basta ricordare che, quando sarà schiaffeggiato nella notte della passione, Gesù non porgerà l’altra guancia ma domanderà conto di quella violenza gratuita: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18,23). Sant’Agostino suggerisce di distinguere tre diverse situazioni:
a) la prima è quella di chi usa violenza;
b) la seconda riguarda colui che reagisce alla violenza subita con una violenza superiore;
c) la terza è quella di chi risponde in modo proporzionato alla violenza.
Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che la terza ipotesi risponde ai criteri della sana giustizia. E tale appariva nella Legge antica citata da Gesù: “Occhio per occhio, dente per dente” (5,38). In questo caso, infatti, non si tratta di usare violenza ma di rispondere alla violenza ingiustamente subita con un’offesa direttamente proporzionata. La Legge voleva regolamentare la risposta in modo da evitare ogni forma di arbitrio. Ed era saggia perché sapeva che, quando l’ira prende dimora, è come un incendio che si propaga rapidamente e in modo caotico, causando danni gravi e imprevedibili.
La Legge chiede una risposta ragionevole. Gesù invece invita ad andare oltre l’apparente giustizia. Rispondere al male con il male significa cadere nella trappola del maligno. Reagire con violenza all’ingiustizia ricevuta significa dare al malvagio il potere di cambiare il nostro cuore. In questo caso usciamo tutti sconfitti. Una cosa è avere un nemico che ci odia, altra cosa è diventare nemico di qualcuno. Il Vangelo chiede di custodire un cuore buono per testimoniare che rinunciare al male è l’unico modo per ricordare, a noi stessi e agli altri, che siamo figli dell’unico Padre.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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