Andrea Bocelli e la Marcia per la Vita: grato alla madre per non aver abortito
Andrea Bocelli "Cinema World Tour" 2017 @Cluj-Napoca
“Mia madre, a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza, scelse di fidarsi della vita e di non sottrarsi. Devo tutto a quella scelta”. Una testimonianza che apre a una riflessione. In un mondo che si indigna per “l’influenza” di chi incoraggia le donne a cercare alternative all’aborto, ingerenze in senso contrario sono tollerate molto più pacificamente: perché?
È una delle voci più amate, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo. Eppure, se sua madre, incinta, avesse dato retta ai medici, quella voce non sarebbe mai esistita. Milioni di dischi non avrebbero preso vita, incantando intere generazioni, e tre ragazzi (i suoi figli) non sarebbero mai nati.
Stiamo parlando di Andrea Bocelli, un cantante che non ha bisogno di presentazioni, ma, per i pochi che non lo conoscessero, si tratta di un famosissimo tenore italiano di fama internazionale. Originario di Lajatico (Pisa), dove è nato nel 1958, è ipovedente dalla nascita a causa di un glaucoma congenito: perse, poi, completamente la vista a dodici anni durante una partita di calcio.
Quando la signora Edi Aringheri, madre di Andrea Bocelli, era incinta soffrì di appendicite. I medici dovettero applicare del ghiaccio sulla pancia e, per salvarle la vita, la sottoposero a dei trattamenti che avrebbero danneggiato il piccolo in grembo. In questo frangente, invece di metterla semplicemente al corrente di quanto stava accadendo, i dottori si spinsero oltre: le consigliarono di abortire.
In un mondo che si indigna per “l’influenza” di chi incoraggia le donne a cercare alternative all’aborto, ingerenze in senso contrario sono tollerate molto più pacificamente (perché?).
Non le dissero soltanto che l’aborto era un’opzione, tentarono di persuaderla – come spesso accade, in queste situazioni – che sarebbe stata la soluzione migliore. Il motivo? Il bambino sarebbe nato con problemi di vista.
La madre non si fece convincere: decise, con coraggio, di portare a termine la gravidanza. Non sapeva, certo, che stava dando alla luce uno dei futuri cantanti più famosi della storia della musica. Sapeva, però, che quello era suo figlio e ciò bastava per amarlo in modo incondizionato.
Il tenore non ha mai fatto mistero del suo vissuto e più volte a condiviso il proprio passato, compresi questi trascorsi famigliari.
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L’ultima volta lo ha fatto in occasione della recente Marcia per la Vita, tenutasi a Roma sabato 13 giugno, e che ha visto la partecipazione di ventimila persone, tra famiglie, giovani, anziani.
Andrea Bocelli ha inviato la sua testimonianza ai manifestanti, scegliendo queste parole: “Esistono non quattro ma cinque operazioni matematiche, e la quinta non si studia a scuola: è la cooperazione e nasce sempre con un gesto d’amore. Io l’ho imparata prima ancora di nascere. Mia madre, a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza, scelse di fidarsi della vita e di non sottrarsi. Devo tutto a quella scelta”.
Bocelli non attacca i medici che non hanno saputo riconoscere il valore della sua vita perché imperfetta, ringrazia sua madre; non giudica chi fa difficoltà a contemplare il mistero racchiuso in ogni esistenza, ma sostiene chi dà voce a quanti non ce l’hanno.
E la sua, di voce, risuona davvero potente, non solo nelle canzoni, ma anche in un messaggio che troppo spesso il mondo sceglie di ignorare: non siamo nessuno per decidere quale vita sia degna di essere vissuta e quale no.
Bocelli, tuttavia, non è stato l’unico ad arricchire la giornata. Oltre al messaggio del presidente della Camera, il quale ha affermato che “scegliere la vita significa promuovere una cultura che si oppone alla logica della selezione e della marginalità”; a rendere unica la manifestazione sono state anche varie testimonianze. Tra queste, c’è Sonia, da Lumezzane, che pochi anni fa ha perso la figlia Alessia, affetta da una rara malattia. Le sue parole hanno commosso e fatto riflettere sul valore autentico della vita, fragile e preziosa allo stesso tempo: “Ci ha lasciati poco dopo la prima elementare, eppure i suoi compagni, che in questi giorni hanno finito la quinta, continuano a nominarla come se non se ne fosse mai andata. L’avevano eletta persino rappresentante di classe. Se una bambina che non poteva parlare, camminare, vedere o mangiare da sola, ha saputo trasmettere così tanto amore, questa è la dimostrazione che la vita è perfetta anche quando sembra imperfetta”.
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