«In vacanza con san Francesco»: educare i ragazzi attraverso il Santo di Assisi
Accompagnare i ragazzi a tu per tu con le grandi domande della vita è, forse, la sfida educativa più urgente del nostro tempo. Troppo spesso pensiamo che con i più piccoli si possa parlare solo di cose leggere, dimenticando che i preadolescenti vivono già i loro piccoli fallimenti, il peso della solitudine e la paura del futuro. C’è un legame inaspettato, quindi, tra le inquietudini di questi ragazzi e il corpo fragile di san Francesco, esposto ad Assisi nei mesi scorsi a ottocento anni dalla sua morte. Da questa consapevolezza nasce “In vacanza con san Francesco” (Editrice Punto Famiglia, 2026), un diario di viaggio che trasforma il tempo dell’estate in un’avventura dello spirito, mostrando come la santità sia, prima di tutto, un gioco di squadra capace di accendere la luce anche nel buio più fitto.
Iniziamo dall’evento che fa da sfondo a tutto il libro. Tra febbraio e marzo del 2026, per la prima volta, le spoglie di san Francesco sono state offerte all’ostensione dei fedeli, a ottocento anni dalla sua morte. Che significato ha avuto questo evento e che cosa dice alla nostra vita?
Paola Ciniglio: L’ostensione del 2026 non è stata una semplice celebrazione devozionale o un evento turistico, ma un richiamo alla verità. Davanti a quelle ossa piccole, consumate dal tempo e segnate dalla sofferenza della malattia, ci siamo trovati di fronte alla concretezza di un corpo. Francesco non ha amato in teoria, non ha vissuto il Vangelo a parole: ha consumato e regalato la sua stessa carne per amore di Cristo e dei fratelli.
Negli ottocento anni dalla sua morte, quelle spoglie ci lanciano una domanda attualissima: “Cosa ne stai facendo della tua vita? La stai trattenendo per te o la stai donando?”. San Francesco ha voluto essere, in tutto, un riflesso di Gesù, incarnando la logica del chicco di grano che muore nella terra per portare vita. Guardare quelle ossa significa capire che il nostro corpo è lo spazio reale in cui servire, perdonare e abbracciare. Francesco ci ricorda che la vita si salva solo quando la si dona, e che la morte non ha l’ultima parola.
Questo ci porta al focus del testo, centrato proprio su san Francesco, la morte e l’eternità. Come nasce l’idea di proporre temi così “scomodi” a questa fascia d’età e proprio durante il tempo estivo?
Paola Ciniglio: L’idea nasce da un ascolto attento dei preadolescenti. Spesso gli adulti commettono l’errore di infantilizzare i ragazzi, proponendo loro una fede troppo “zuccherata” o superficiale. A 10-12 anni, invece, i ragazzi sperimentano già i primi scacchi della vita: la paura di fallire a scuola, la percezione dei limiti del proprio corpo, le prime insicurezze e l’ombra della solitudine.
L’estate non deve essere solo un tempo di “evasione vuota”, ma può diventare uno spazio per dare un senso profondo alle cose. Attraverso il viaggio di Carlo, un ragazzino di 11 anni che vive in diretta l’ostensione del 2026, abbiamo voluto gettare un ponte tra la quotidianità dei ragazzi e le grandi domande esistenziali. Francesco non è un santino polveroso: è un giovane che ha attraversato il buio e ha scoperto il segreto di una vita che non ha scadenza.
Racconti, giochi e attività per costruire con il piccolo frate un Paradiso già sulla terra
di Paola Ciniglio
C’è un passaggio nel libretto, quando Carlo scende nella penombra della Cripta, incontra le spoglie dei compagni di Francesco e di Donna Jacopa, e lì si imbatte in un giovane sacerdote, don Matteo, che piange confessando la propria solitudine. Qual è il messaggio dietro questa scelta?
Paola Ciniglio: Questo capitolo si ispira alle cronache degli ultimi giorni di Francesco alla Porziuncola, quando il Santo chiede, prima di morire, i mostaccioli alla sua amica Donna Jacopa. Un dettaglio che ci dice tanto, in realtà: Francesco, l’uomo della fraternità, non ha vissuto la santità in isolamento. La solitudine fa parte della vita di ogni uomo, ma c’è una differenza abissale tra una solitudine abitata dalla presenza di Dio e degli amici, e una solitudine svuotata, che diventa disperazione.
Inserendo la figura di don Matteo, vogliamo dire ai ragazzi che anche gli adulti, anche i sacerdoti o gli educatori che loro vedono come “invincibili”, sperimentano la fragilità. La risposta a questo dramma è la logica della squadra, della fraternità. Carlo che offre una caramella e un fazzoletto a don Matteo compie un gesto apparentemente minuscolo, ma che riassume lo spirito francescano: fare comunione nella vulnerabilità. Come i frati e Jacopa sono rimasti attorno alla tomba di Francesco, così noi siamo chiamati a restare vicini alla vita dei nostri fratelli quando la loro luce è fioca.
Uno dei capitoli è dedicato al Cantico delle Creature, con una narrazione ribaltata del classico Francesco “ecologista felice”…
Paola Ciniglio: Le fonti, in particolare la Leggenda Perugina, descrivono bene il contesto in cui nacque il Cantico nel 1225. Francesco ha 43 anni, è quasi cieco, devastato dal dolore fisico e vive in una capanna di fango infestata dai topi. Umanamente ci sarebbero tutti gli ingredienti per la disperazione. Eppure, in quella notte di oscurità, Francesco sperimenta un’improvvisa, immensa gioia interiore.
È qui che inserisce la strofa di “Sorella Morte”, proprio mentre i medici stanno per bruciargli gli occhi con un ferro rovente. Questo dice ai ragazzi una verità rivoluzionaria: la felicità non dipende dall’assenza di problemi, ma dallo sguardo. Se impariamo a guardare la realtà come un dono, persino la fine delle cose perde il suo aspetto di “mostro” e diventa una “sorella” che ti prende per mano. Educare i ragazzi a dire «Laudato si’» nelle difficoltà è il più grande vaccino contro lo scoraggiamento e la solitudine.
In breve quindi com’è strutturato l’opuscolo e come può essere utilizzato durante l’estate?
Paola Ciniglio: Il libretto è strutturato come un vero e proprio “taccuino di viaggio” a misura di ragazzo, pensato appositamente per i ragazzi che partecipano ai Grest, oratori, campi scuola estivi o come lettura personale sotto l’ombrellone. Si compone di 36 pagine piene di illustrazioni del Santo con il racconto di alcuni episodi chiave della sua vita.
Gli episodi sono presentati in una forma “alternativa”: è Carlo, in prima persona, che guida i lettori dentro la sua avventura ad Assisi durante l’ostensione del 2026. Al termine di ogni storia, il testo offre due domande di riflessione personale, un gioco enigmistico stimolante, come rebus, cifrari e anagrammi, e infine un’attività outdoor di gruppo, progettata per animatori di campi scuola o oratori estivi per far sperimentare sul campo i valori francescani. Il sussidio si chiude con una preghiera quotidiana da custodire nello zaino. È uno strumento completo per aiutare i ragazzi a scoprire, giocando e riflettendo, come trasformare la propria vita in una festa per sempre.
Racconti, giochi e attività per costruire con il piccolo frate un Paradiso già sulla terra
di Paola Ciniglio
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