In auto, davanti a uno stop, ho compreso il pregiudizio sui metodi naturali

Gli sposi non sono padroni della vita e nemmeno della sessualità. Ne sono piuttosto custodi e collaboratori. Lasciare integro l’atto sessuale significa rispettarlo per ciò che è, senza manipolarlo. Non si tratta di dominare una realtà, ma di entrarvi con consapevolezza e responsabilità, accogliendone la dinamica propria. Non è mai troppo tardi per interessarsi e scegliere di accogliere questa dimensione nella propria vita di coppia.

Uscendo dalla superstrada, che percorro ogni mattina per andare al lavoro, mentre ero ferma a uno stop mi è venuto in mente quale sia, probabilmente, il più grande pregiudizio sui metodi naturali per la regolazione della fertilità.

Da quell’incrocio devo girare a destra e percorrere circa tre chilometri lungo una strada poco frequentata, immersa nelle mie amate campagne marchigiane. Al mattino quasi tutte le auto vanno a sinistra e, nella direzione che devo prendere io, raramente arriva qualcuno dalla strada principale: la maggior parte imbocca la superstrada in senso opposto, verso Jesi.

Non mi dilungherò sui dettagli della viabilità all’uscita della superstrada di Monsano. Il punto è un altro.

Negli ultimi sette mesi mi sarà capitato forse due volte di dover effettivamente dare la precedenza a quell’incrocio. Eppure, ogni mattina mi fermo allo stop. Osservo. E solo dopo riparto.

Ecco il punto: i metodi naturali non si basano sulla probabilità di ovulare in un determinato giorno. Certo, una donna può avere cicli regolari e una finestra fertile abbastanza prevedibile. Ma chi utilizza questi metodi non si affida a statistiche o calcoli astratti: si basa su ciò che osserva concretamente nel proprio corpo, sui segni della fertilità, come il muco cervicale, le sue caratteristiche, i cambiamenti che avvengono giorno dopo giorno.

Per questo non sono metodi che si improvvisano né che si imparano leggendo qualche informazione online. Esistono insegnanti formate attraverso percorsi specifici, corsi ed esami, che accompagnano le coppie nell’apprendimento e nell’applicazione corretta del metodo.

Utilizzare un metodo naturale per vivere responsabilmente la fertilità all’interno del matrimonio è, prima di tutto, qualcosa di concettualmente diverso dall’uso della contraccezione.

Nel caso della contraccezione, l’atto sessuale viene modificato o privato di una delle sue dimensioni essenziali per adeguarlo ai nostri progetti. Nel caso dei metodi naturali, invece, l’atto sessuale rimane pienamente sé stesso. Siamo noi ad assumere un atteggiamento responsabile nei suoi confronti: quando possiamo accogliere dei figli, viviamo l’intimità senza limitazioni; quando, per motivi seri, non possiamo farlo, scegliamo di astenerci nei giorni in cui da quell’unione potrebbe nascere una nuova vita.

Leggi anche: Belli i metodi naturali, ma funzionano? Rispondono due insegnanti

È una differenza che cambia profondamente lo sguardo.

Lo testimoniano molte coppie che, dopo anni di contraccezione, hanno scelto di affidarsi ai metodi naturali. Chi compie questo percorso racconta spesso di aver scoperto una prospettiva nuova sulla sessualità e sulla relazione, e di non desiderare un ritorno alle pratiche contraccettive.

Prima ancora delle abitudini, cambia il cuore.

Gli sposi non sono padroni della vita e nemmeno della sessualità. Ne sono piuttosto custodi e collaboratori. Lasciare integro l’atto sessuale significa rispettarlo per ciò che è, senza manipolarlo. Non si tratta di dominare una realtà, ma di entrarvi con consapevolezza e responsabilità, accogliendone la dinamica propria.

Le coppie che scelgono i metodi naturali lo fanno perché condividono la visione antropologica che li sostiene. Non si tratta semplicemente di dire un “no” alla pillola o al preservativo. Si tratta piuttosto di dire un “sì”: un sì a una modalità diversa di vivere la fertilità, la corporeità e la sessualità.

Non è una posizione contro la libertà. Al contrario, è la testimonianza che esiste anche un’altra strada: una libertà che non consiste soltanto nel poter fare qualcosa, ma anche nel non dipendere da strumenti che modificano il corpo o alterano il significato dell’atto sessuale.

I metodi naturali esistono. Se appresi correttamente e vissuti con serietà, sono efficaci. Ma soprattutto, per molte coppie, rappresentano un modo di riscoprire la bellezza di vivere ogni gesto d’amore nella sua originaria pienezza.

Scopri di più visitando il sito: https://www.confederazionemetodinaturali.it/



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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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ULTIMI COMMENTI

6 risposte su “In auto, davanti a uno stop, ho compreso il pregiudizio sui metodi naturali”

Grazie per il bell’articolo visto con occhi “femminili”.
Ricordo sempre la definizione esatta per definire i “metodi naturali” e cioè metodo a-concezionale e non “anticoncezionale naturale” (come spesso è definito con un certo astio, astio presente anche nel mondo cattolico).
Quando Papa Paolo VI incontrò i coniugi John ed Evelin Billings rimase colpito per la loro scienza e competenza. Era il periodo della contestazione e si faceva strada l’uso della pillola anticoncezionale anche fra i cattolici. Papa paolo VI scrisse l’Humanae Vitae, un capolavoro da leggere e diffondere anche oggi, che Gli cosò parecchio. Ma aveva ed ha ragione, Ci vuole più formazione in parrocchia (e non solo) perchè da questa visione della sessualità umana dipende anche il valore della vita nascente, del matrimonio naturale, della famiglia e dell’educazione.

Grazie per il bell’articolo visto con occhi “femminili”.
Ricordo sempre la definizione esatta per definire i “metodi naturali” e cioè metodo a-concezionale e non “anticoncezionale naturale” (come spesso è definito con un certo astio, astio presente anche nel mondo cattolico).
Quando Papa Paolo VI incontrò i coniugi John ed Evelin Billings rimase colpito per la loro scienza e competenza. Era il periodo della contestazione e si faceva strada l’uso della pillola anticoncezionale anche fra i cattolici. Papa paolo VI scrisse l’Humanae Vitae, un capolavoro da leggere e diffondere anche oggi, che Gli costò parecchio. Ma aveva ed ha ragione, Ci vuole più formazione in parrocchia (e non solo) perchè da questa visione della sessualità umana dipende anche il valore della vita nascente, del matrimonio naturale, della famiglia e dell’educazione.

Buongiorno, grazie per quanto fate. A volte sono un po’ angosciata perché anche all’interno delle nostre comunità sembra non passare , almeno “ in chiaro” ,il messaggio liberante e non opprimente della Chiesa sull’affettività, dai metodi naturali, alle scelte evangeliche sulla castità prematrimoniale ordinata al pieno, gioioso e autentico dono di sé all’altro/a. Amore e responsabilità dell’allora Card. Wojtyla sembra dimenticato, i Billings forse sono superati da una tecnologia rispettosa dei metodi naturali oggi disponibile in farmacia( e magari ne sarebbero felici), ma soprattutto sembra assente un annuncio, Pasquale, sulla coppia e sulla bellezza del matrimonio, come scommessa giocata fino in fondo sull’amore… Facile? No! Vero? Si, grazie a Dio.
Infine una parola a tutti i preti che “ fanno gli sconti” anche nel confessionale… mi spiace ma così negate la crescita nell’amore a noi laici, giovani o meno..Piuttosto accompagnateci e se non avete capito voi la grandezza ( anche teologica) del matrimonio, fatela annunciare alle coppie… In amicizia

Grazie di cuore per aver reso pubblico questo pensiero. Continuiamo a seminare: il grano, prima o poi, matura. Testimoniamo la bellezza, questo annuncio Pasquale sulla coppia, gli altri poi saranno liberi di accogliere.

Buongiorno sono sposa mamma e adesso nonna è insegnante dei med naturali della fertilità secondo il metodo Roetzer che si avvale della conoscenza del muco e della temperatura basale.. I M NF permettono una conoscenza della fertilità della donna e permettono di vivere il rapporto di coppia con complicità e serenità per avere una gravidanza o distanziate una gravidanza . Sviluppano molto la tenerezza , le coccole. Il saper attendere nei momenti di astensione ai rapporti e questo porta la coppia a trovare nuovi modi di volersi bene di coccolarsi e di darsi quella tenerezza che in alcuni casi può venir meno. Sono una Grande ricchezza per la coppia. Un abbraccio Annamaria

Sono in totale disaccordo dalle posizioni espresse sia nell’articolo sia nei commenti e pienamente a favore della contraccezione, sia nel fidanzamento sia nel matrimonio, secondo la libera scelta della coppia.

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