BRICIOLE DI VANGELO

4 Luglio 2026

La sorgente della gioia

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 9,14-17
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Il commento

Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?” (9,14).

La domanda offre a Gesù la possibilità di consegnare un vero e proprio annuncio: lo Sposo è con voi (9,15). La presenza dello Sposo, che richiama la predicazione profetica, annuncia che la storia salvifica entra in una fase nuova, sono giunti i giorni della nuova alleanza, quella che Geremia presenta con l’immagine di una nuova relazione tra Dio e Israele, una relazione che il sapore e la veste nuziale: “Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Ger 31,33).

Nella tradizione biblica il digiuno è pensato e vissuto come una supplica ardente e come un’esperienza di conversione personale e comunitaria. È chiaro che il tempo della festa esclude il digiuno. In primo piano appare la gioia di incontrare e riconoscere in Gesù lo Sposo di Israele e di mettersi alla sua sequela per partecipare al banchetto nuziale. La risposta del Rabbì contiene un annuncio di speranza, quella che deve costantemente accompagnare l’esperienza della fede.

Troppo spesso il cristianesimo viene dipinto come una religione della croce, dimenticando che è anzitutto – e soprattutto – l’annuncio di quell’amore fedele di Dio che riempie di gioia la vita perché è capace di vincere anche la morte. Ma proprio per questo la gioia del Vangelo non coincide con quella che ogni uomo cerca istintivamente. Il salmista invita a “cercare la gioia nel Signore” (Sal 37,4). Commenta sant’Agostino: “Sia lui la tua gioia, dal quale hai tutto ciò che ti è di gioia” (Discorsi, 21,2).

La gioia che Gesù annuncia non è legata al piacere delle cose sensibili ma è quella che scaturisce dalla presenza di Dio, quella che conferma e arricchisce l’alleanza con Lui. In ogni celebrazione eucaristica risuona l’invito: “Beati gli invitati alla cena dell’Agnello”. Il banchetto nuziale diventa così la sorgente della gioia che nutre questa vita e l’annuncio di quella pienezza che troverà il suo sigillo nell’eterna beatitudine.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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