Quando le letture del matrimonio tornano a parlare. L’esperienza degli sposi a Loreto
Del giorno del matrimonio restano impressi il ricordo dell’abito, delle fotografie e della festa condivisa con amici e parenti; molto più raramente si torna alle parole proclamate durante la celebrazione, che conservano una sorprendente capacità di illuminare il presente quando vengono rilette alla luce della storia vissuta.
È nata da questa intuizione la proposta del laboratorio “Il volto di Dio nella nostra storia d’amore”, che con mio marito abbiamo avuto l’opportunità di guidare all’interno del ritiro conclusivo della Scuola Nuziale, svoltosi a Loreto dal 29 al 31 maggio 2026.
Nel corso degli anni abbiamo incontrato molte coppie desiderose di comprendere più a fondo la propria storia. Da questi incontri è maturata una consapevolezza: il volto di Dio che portiamo nel cuore non rimane mai senza conseguenze, ma orienta il modo in cui guardiamo noi stessi, il nostro coniuge e il percorso che stiamo costruendo insieme. Per questo abbiamo proposto agli sposi di tornare ai brani proclamati durante le nozze. A ciascuna coppia è stato consegnato un fascicolo preparato per l’occasione, contenente i testi scelti per la celebrazione e alcune piste di riflessione. Considerati alla luce degli anni trascorsi insieme, quei passi hanno rivelato una profondità nuova, aiutando gli sposi a rileggere il proprio percorso e a riconoscere come i brani scelti per il giorno delle nozze continuassero a offrire luce anche al presente.
Dopo questo tempo di rilettura, ogni coppia è stata invitata a dare voce, attraverso una preghiera, a quanto emerso dal lavoro svolto. Tra momenti di silenzio, sguardi condivisi e dialoghi sommessi sono emerse preghiere segnate dalla gratitudine, attraversate da domande ancora aperte o affidate alla speranza. Con quelle parole tra le mani, gli sposi hanno poi attraversato la soglia della Santa Casa. Lì, ciascuna coppia ha potuto consegnare al Signore quanto aveva riscoperto di sé, del coniuge e del cammino condiviso.
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L’occasione di vivere il ritiro a Loreto ha reso questa esperienza ancora più significativa. La Santa Casa richiama infatti la vita nascosta di Nazareth e una famiglia che ha imparato a vivere la presenza di Dio nelle realtà più semplici dell’esistenza: nell’amore che matura attraverso il tempo, nel perdono che ricuce le ferite, nella fiducia che resiste alle prove e nella fedeltà alle promesse pronunciate un giorno e rinnovate nella quotidianità. Il matrimonio si celebra in un giorno, ma la portata di quella promessa continua a dischiudersi nel tempo.
Gli sposi hanno riscoperto che i brani ascoltati il giorno del matrimonio custodiscono qualcosa dell’identità e della missione della loro coppia. La Parola di Dio continua a indicare una direzione e a svelare, con il passare degli anni, il significato del loro essere sacramento del matrimonio nel mondo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).











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