Non basta trovare la “persona giusta”: bisogna imparare ad amarla
(Foto: Sidarta - Shutterstock.com)
Quando inizi una relazione, i fattori da considerare sono tanti: l’altro è una persona affidabile? Condividiamo gli stessi valori? Possiamo immaginare un futuro insieme? Ma c’è una domanda che spesso resta sullo sfondo, pur essendo decisiva: io sono capace di amare? Perché non basta trovare la persona giusta; l’amore diventa vero quando siamo capaci di farci dono.
Lisa mi racconta di Emanuele, il ragazzo con cui sta da circa un anno. Alle spalle ha due relazioni importanti, entrambe finite dopo una convivenza. Oggi ha 33 anni, una figlia da crescere e un desiderio che non ha mai smesso di abitare il suo cuore: trovare un amore che duri.
Mentre parla, cerco di capire che cosa la muove davvero. Quali speranze, quali convinzioni e quali paure accompagnano la sua ricerca.
«Emanuele è il ragazzo perfetto», mi dice. «È intelligente, simpatico, onesto. Ha un ottimo lavoro, è stimato dai colleghi, vuole costruire qualcosa di stabile. Ama i bambini e desidera che nella coppia ci si dica sempre la verità.»
Il ritratto è quello di un uomo affidabile, presente, con cui immaginare una vita.
Eppure, quando le chiedo: «Pensi che sia l’uomo della tua vita?», la risposta arriva senza esitazione:
«Non lo so. Adesso va tutto bene, ma il futuro non lo conosce nessuno.»
Secondo lei bisognerebbe prima convivere, fare una prova. Solo così si potrebbe capire se una relazione è davvero destinata a durare.
Le esperienze passate pesano. Due convivenze finite lasciano inevitabilmente delle ferite e rendono difficile fidarsi delle promesse definitive. Anche Emanuele, del resto, la pensa allo stesso modo. Si vogliono bene, ma hanno paura. Per questo sentono il bisogno di “testare” la relazione prima di compiere un passo definitivo.
Ascoltandola, però, mi accorgo che il punto non è stabilire se siano abbastanza compatibili. Il punto è l’idea di amore che guida il loro modo di guardarsi.
È giusto chiedersi se l’altro sia una persona affidabile, se condivida i nostri valori, se desideri costruire una famiglia. Sarebbe ingenuo sostenere che queste domande non contino.
Ma non bastano.
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Perché il futuro di una relazione non dipende solo dalle qualità della persona che abbiamo accanto. Dipende anche da ciò che siamo disposti a diventare noi.
Siamo capaci di prenderci cura dell’altro? Di proteggerne la fragilità? Di rinnovare ogni giorno la scelta di volergli bene?
Oggi siamo abituati a valutare quasi tutto. Confrontiamo prodotti, leggiamo recensioni, cerchiamo l’opzione migliore. E, senza accorgercene, rischiamo di applicare la stessa logica anche alle relazioni.
Cerchiamo la persona che risponde meglio ai nostri desideri e, se qualcosa non ci convince, ci domandiamo se non esista qualcuno di più adatto.
Ma una persona non è un prodotto da confrontare con altri.
Non è un oggetto da tenere finché soddisfa le nostre aspettative.
È una vita affidata alla nostra libertà.
Per questo esiste una domanda ancora più importante di tutte quelle che rivolgiamo all’altro. Una domanda che riguarda noi.
Sono capace di amare?
Sono capace di restare accanto a una persona anche quando attraversa un periodo difficile? Di continuare a cercare il suo bene quando questo richiede pazienza, perdono e rinuncia? Di non misurare continuamente quanto ricevo, ma anche quanto sono disposto a donare?
L’amore che dura non nasce semplicemente dall’incontro con qualcuno di speciale. Nasce anche dalla maturazione di un cuore capace di dono.
Se continuiamo a osservare l’altro con una lista di requisiti in mano, ogni relazione rischia di trasformarsi in una verifica continua: mi rende felice? Mi soddisfa abbastanza? Corrisponde ancora all’idea che avevo?
Ma un amore fondato soltanto sul calcolo resta fragile. Prima o poi emergeranno limiti inattesi oppure incontreremo qualcuno che, almeno in apparenza, sembra possedere qualità migliori. L’amore autentico segue una logica diversa. Non è cieco: vede i limiti dell’altro. Ma non li usa come motivo per smettere di amare. Li attraversa con tenerezza.
Custodisce la vita dell’altro come un bene prezioso. Per questo la domanda decisiva non è soltanto:
«Ho trovato la persona giusta?» È anche, e forse prima ancora: «Sto diventando una persona capace di amare?»
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).











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