10 Luglio 2026
Se vuoi giungere alla meta…
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,16-23
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
Il commento
“Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (10,22).
Questa parola, posta al termine del discorso missionario, suona come un ammonimento. Dopo aver ricordato ai Dodici che incontreranno avversità e opposizioni, Gesù chiede di non fuggire e non arretrare. Per iniziare basta una buona dose di entusiasmo ma solo la fede dona la grazia di perseverare quando la via diventa faticosa. Non è facile trovarsi “in mezzo ai lupi” (10,16). Ancora più difficile è soffrire a causa di amici e familiari. In questi casi, ci sembra di avere tanti buoni per compiere scelte meno impegnative al fine di trovare un ragionevole compromesso. E invece, il Vangelo ricorda che solo chi persevera potrà giungere alla meta. Una parola che ha trovato un’eco fedele nella vita dei santi.
La vita di Luigi e Zelia non è stata priva di affanni e sofferenza. La lista è lunga: dalla morte di quattro figli ancora piccoli al tumore che in pochi mesi consuma la forte fibra di Zelia. In mezzo ci sono le fatiche che rivestono la vita domestica, specie quando si ha il coraggio di mettere al mondo nove figli. Mi soffermo esclusivamente sul tempo della malattia.
La diagnosi del medico suona come una sentenza definitiva. Non è facile dire addio alla vita quando si hanno figlie ancora piccole. Quando pensa a questo Zelia prova un’indicibile amarezza, come appare in questo dettaglio epistolare:
“E proprio ora, che finalmente potrei respirare, vedo il segno della partenza, come se mi dicessero: «Tu hai fatto abbastanza, vieni a riposarti». Ma no, non ho fatto abbastanza, queste bambine non sono allevate” (LF 205).
Queste parole sono indirizzate al fratello e alla cognata. Avrebbe motivo per ribellarsi e chiedere conto a Dio di questo trattamento così poco… amorevole. E invece sceglie di abbandonarsi alla volontà di Dio e così offre alle figlie la più bella testimonianza, insegna che la fede non misura la vita con i propri desideri ma cerca e trova la pace nell’accogliere e vivere in obbedienza anche gli eventi più drammatici. È questa la fede che anche noi oggi chiediamo.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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