70 coppie di sposi alla Festa dei santi Luigi e Zelia Martin: una serata di grazia, amicizia e speranza

La Cappella dei santi Luigi e Zelia Martin in Angri (SA), nella serata di sabato 11 luglio, si è trasformata in una vera casa di famiglia: 70 coppie di sposi e fidanzati hanno preso parte alla serata loro dedicata nell’ambito della Festa Martin 2026, vivendo un intenso itinerario spirituale fatto di catechesi, dialogo di coppia, confessioni, celebrazione eucaristica e rinnovo delle promesse matrimoniali.

Una partecipazione che ha sorpreso e commosso. Molte le coppie provenienti da realtà esterne alla Fraternità, alcune giunte da molto lontano; tante appartenenti ai cammini delle comunità sposi, ma anche una giovane coppia di fidanzati che celebrerà il matrimonio tra appena due settimane. La Cappella, gremita in ogni posto, ha restituito l’immagine più bella di una Chiesa che continua a credere nella bellezza del matrimonio cristiano e di famiglie che desiderano camminare insieme verso la santità.

Il filo conduttore della serata è stato il Vangelo di Giovanni: «Vi ho chiamato amici» (15,12-17). La catechesi – ispirata alla vita dei santi Luigi e Zelia Martin e tenuta da Giovanna Abbagnara, una sposa e una madre, membro della Fraternità di Emmaus – ha ricordato come la vera felicità non nasca dall’assenza delle prove, ma dall’amicizia con Cristo, capace di trasformare ogni relazione. “Prima amici di Dio, poi amici tra loro come sposi, amici dei figli, delle persone incontrate nel lavoro e nella vita quotidiana: così i coniugi Martin hanno costruito una santità domestica fatta di gesti semplici, fedeltà quotidiana e amore concreto”. Una proposta di vita che ha trovato un’immediata corrispondenza nelle coppie presenti, chiamate a confrontarsi personalmente durante il dialogo a due sulle domande consegnate al termine della meditazione.

Particolarmente intenso è stato proprio questo momento di confronto tra marito e moglie. Nel silenzio del piazzale esterno della Cittadella della carità “don Enrico Smaldone”, ogni coppia ha potuto ritagliarsi uno spazio prezioso per ascoltarsi nuovamente, rileggere il proprio cammino e affidare al Signore gioie, fatiche e desideri. È stato come ritornare all’essenziale: ricordare che il matrimonio, prima ancora di essere un progetto umano, è una vocazione nella quale Cristo continua a chiamare gli sposi ad essere amici.

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Per tutta la durata della catechesi e del dialogo di coppia, don Domenico D’Ambrosi, cappellano della chiesa Martin, è rimasto in confessionale, amministrando instancabilmente il sacramento della Riconciliazione per oltre tre ore. Un segno eloquente di quanto il desiderio di ricominciare da Dio continui ad abitare il cuore di tante famiglie.

La celebrazione eucaristica ha rappresentato il culmine della serata. L’omelia di don Pino Cutolo ha accompagnato gli sposi a rileggere la propria vocazione alla luce dell’amore fedele di Cristo, mentre la proclamazione del Vangelo affidata al diacono don Andrea Cardinali ha donato particolare intensità alla liturgia. Al momento del rinnovo delle promesse matrimoniali, le coppie hanno pronunciato nuovamente il loro “sì”, questa volta con la consapevolezza di chi ha attraversato insieme gioie e prove, scoprendo che la fedeltà è possibile quando Cristo rimane al centro della casa. Tra i segni più significativi della serata vi è stata anche la benedizione del nuovo calice e della nuova paterna destinati alle celebrazioni nella Cappella, quasi a ricordare che ogni famiglia trova la propria sorgente nell’Eucaristia.

Non sono mancati momenti di profonda umanità. Frederic e Rosanna hanno condiviso la gioia del loro primo anniversario di matrimonio; una coppia ha annunciato con emozione l’attesa di una nuova creatura, segno concreto della fecondità dell’amore; molti sposi hanno scritto le proprie intenzioni e le loro “commissioni per il Cielo”, affidandole all’intercessione dei santi Luigi e Zelia Martin. Intorno a loro, numerosi giovani hanno raccontato l’evento attraverso fotografie, interviste e riprese video, contribuendo a custodire la memoria di una serata destinata a lasciare il segno.

Fondamentale è stato anche il servizio dell’Associazione Martin che ha curato ogni dettaglio dell’accoglienza, creando un clima familiare, sereno e profondamente evangelico. Su tutta la serata aleggiava anche una dolce nostalgia: quella per l’assenza di don Silvio Longobardi, custode della Fraternità di Emmaus, impegnato nella missione in Africa e che ha condiviso la festa dei Martin con la comunità consacrata e sposi della Fraternità, presente in Burkina Faso. Il suo nome è affiorato più volte nei vari momenti della serata, accompagnato da sorrisi e gratitudine. Una mancanza che, paradossalmente, ha reso ancora più evidente la comunione che supera ogni distanza quando una missione nasce dall’amore di Cristo e dal desiderio di servire la famiglia.

Al termine dell’incontro, molti hanno avuto la percezione di aver assistito non semplicemente a un evento ben riuscito, ma a un piccolo miracolo di comunione. Le 70 coppie raccolte attorno all’altare hanno mostrato il volto concreto di un carisma che continua a generare vita, amicizie e famiglie desiderose di santità.

Forse è proprio questa l’eredità più bella lasciata dalla serata dell’11 luglio: aver ricordato che, come insegnano i santi Luigi e Zelia Martin, la felicità cristiana non consiste nell’avere una vita senza croci, ma nel camminare insieme, sostenuti dall’amicizia di Cristo e dalla compagnia di fratelli e sorelle che condividono la stessa speranza. In un tempo in cui il matrimonio appare spesso fragile, la Cappella dei santi Martin ha offerto, per una sera, l’immagine luminosa di famiglie che continuano a credere che l’amore fedele è possibile e che la santità passa ancora, oggi, attraverso la semplicità della vita quotidiana.




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