BRICIOLE DI VANGELO

14 Luglio 2026

La porta della mediocrità

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 11,20-24
 
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodòma sarà trattata meno duramente di te!».

Il commento

Allora si mise a rimproverare le città…” (11,20).

Il mandato missionario sembra la premessa per un annuncio che, nelle intenzioni, intende arrivare a tutte “le pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 10,6). E invece… appaiono le ombre, talmente pesanti da obbligare Gesù a pronunciare parole che Lui stesso non vorrebbe dire:

Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! […]
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!” (11, 21.23).

L’ostilità dei farisei e delle autorità accompagna fin dall’inizio il ministero di Gesù ma il Rabbi poteva contare sull’appoggio del popolo che riconosceva in Lui un profeta (Mt 7, 28-29; 16, 14). Ad un certo punto questa iniziale disponibilità sembra incrinarsi, anche in mezzo alla gente sorgono dubbi, perplessità che l’evangelista Matteo esprime emblematicamente nella posizione di Giovanni Battista che dal carcere invia alcuni discepoli per porre a Gesù la questione decisiva: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” (Mt 11,3). I dubbi di Giovanni sono lo specchio di quell’incertezza che s’insinua nel cuore della gente e genera inquietudine, confusione e forse anche paura…

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio” (Eb 4,12). Ha ragione l’Autore della Lettera agli Ebrei, le parole di Gesù scuotono il nostro quieto vivere e ci costringono a fare un esame critico della nostra fede. Il punto di partenza è questo:

Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri,

come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio” (1Pt 4,10).

La coscienza di aver ricevuto tanti doni – a partire dalla fede – genera una precisa responsabilità ecclesiale, ciascuno di noi ha una missione da compiere nella Chiesa e per il bene della Chiesa. E nessuno può ragionevolmente pensare di aver fatto abbastanza. La sazietà può diventare – e spesso diventa – la porta della mediocrità. Oggi rendiamo grazie a Dio per il bene seminato e, con l’aiuto dalla sua grazia, impegniamoci a vivere con generosità il nostro servizio. Fino alla fine.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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