BRICIOLE DI VANGELO

15 Luglio 2026

L’umiltà è la casa di Dio

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 11,25-27

In quel tempo, Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Il commento

… hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (11,25).

È una parola che ritorna spesso nel corso dell’anno liturgico, un punto di riferimento obbligato. I piccoli del Vangelo [nēpios] sono i bambini. L’apostolo Paolo utilizza lo stesso vocabolo per indicare i cristiani che non possono ancora mangiare cibo solido, devono accontentarsi del latte (1Cor 3, 1-2).

Gesù esalta il popolo degli umili e lo contrappone alla folla degli intelligenti, o meglio di quelli che si credono intelligenti. Quelli che pensano di sapere tutto e pretendono di capire e spiegare tutto. Al contrario, gli umili sono quelli che sanno di non sapere. Chi ritiene di capire tutto, non ha bisogno di nessuno, neanche di Dio. Chi invece ha consapevolezza di non sapere, si apre alla luce e accoglie le parole di Dio. Nell’ottica mondana la grandezza dell’uomo dipende dalle sue capacità. Nella luce del Vangelo diventa grande l’uomo che riconosce che Dio solo è grande e a Lui consegna la sua vita.

Gesù fa della piccolezza il cuore stesso dell’esperienza di fede. Da una parte è l’oggettivo punto di partenza perché solo i piccoli accolgono con sincerità la parola di Gesù; d’altra parte solo chi accoglie il Vangelo impara a camminare nei sentieri della piccolezza, sulle orme di Gesù. C’è dunque una simbiosi tra la fede e la piccolezza, l’una prepara l’altra e l’altra permette al Vangelo di penetrare sempre più profondamente nella nostra vita.

“Madre amata, io nella mia piccolezza / come te possiedo in me l’Onnipotente” (Perché t’amo, Maria: P 54,5). Una preghiera audace, quella di Teresa di Lisieux. La giovane carmelitana ha compreso che solo un cuore umile può accogliere e custodire Gesù. La creatura è fatta per l’infinito, quanto più diventiamo piccoli tanto più Dio viene ad abitare in noi. L’umiltà fa della nostra fragile vita la casa di Dio. Quello che nel Vangelo risuona come una preghiera di lode assume per noi la forma di un appello. Oggi chiediamo la grazia di rinunciare volentieri a tutto ciò che gonfia l’orgoglio per imparare a fare dell’umiltà l’abito dei giorni feriali.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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