16 Luglio 2026
Il riposo del cuore
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Il commento
“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi” (11,28).
In queste parole risplende l’immagine di un Dio che guarda con amore i suoi figli, specie quelli che si trovano a gestire una responsabilità più grande delle loro forze e/o più pesante rispetto a quelli che avevano pensato. Le parole del Vangelo fanno pensare a quelli che
- hanno smarrito la speranza,
- si sentono schiacciati dalla fatica,
- vivono nell’agitazione,
- si affanno per raggiungere un obiettivo,
- sono soffocati dalla sindrome da prestazione,
- sono delusi da sé stessi o dagli altri.
A tutti Gesù promette: “Io vi darò ristoro” (11,28). È importante sottolineare il pronome personale, all’umanità stanca e/o sofferente Gesù propone un solo rimedio: sé stesso, è Lui che guarisce, consola, fortifica. In Lui troviamo il necessario riposo. Possiamo ripetere con il salmista: “Solo in Dio riposa l’anima mia: da lui la mia salvezza” (Sal 62,1).
Il verbo greco [anapaúô] indica una pausa che restituisce le forze e permette di riprendere il cammino con nuovo vigore. Questo dettaglio fa pensare ad un altro salmo: “Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce” (Sal 23,2). Non solo veniamo ristorati ma veniamo anche restaurati, cioè risanati nel corpo e nello spirito. Nel tempo della fatica abbiamo bisogno di sapere – anzi, abbiamo bisogno di sentire – che Dio si prende cura di noi. In fondo, in ciascuno di noi resta una traccia di quel bambino che piange non solo perché ha fame ma perché vuol ricevere l’abbraccio della madre.
Alla cugina Maria, che ammira la fedeltà di Teresa, la Santa risponde: “Tu ti inganni, mia diletta, se credi che la tua piccola Teresa cammini sempre con ardore nella strada della virtù: lei è debole e molto debole”. Ma aggiunge che Gesù le ha insegnato a vantarsi della sua debolezza: “questa è una grande grazia e io prego Gesù di insegnartela, poiché è solo in questo che si trova la pace e il riposo del cuore” (LT 109, 27-29 luglio 1890). È questa la grazia che oggi chiediamo.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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