Sposati nel giorno della Madonna del Carmelo: dieci anni tra fatiche e benedizioni

Oggi la Chiesa celebra la memoria della Madonna del Carmelo. Lasciamo la parola di una coppia che, nel segno di Maria, ha intrapreso la vita matrimoniale. Dieci anni fa, infatti, si sono sposati proprio il 16 luglio. “Gesù lo abbiamo visto in azione molte volte. – raccontano- Come ci siamo accorti di Maria che, discreta, nel momento del bisogno, gli diceva: Non hanno più vino”.

Siamo marito e moglie da dieci anni. Ci siamo sposati il 16 luglio, ma non era una data che avevamo scelto inizialmente. Anzi, avremmo preferito settembre, come periodo.

Lo sappiamo, è la coppia che dovrebbe decidere una data e comunicarla solo dopo agli invitati. Noi, però, avevamo una situazione particolare: una cara amica, che doveva fare la testimone di nozze, doveva venire appositamente per noi dall’altra parte del mondo (abitava in Messico) e siamo stati costretti a scegliere una data in cui lei avesse la possibilità di prendere le ferie per tornare in Italia.

Inizialmente eravamo orientati per la fine di luglio, ma poi, per una serie di circostanze, la data più buona si è rivelata proprio il 16. Soltanto dopo mi sono resa conto che era la festa della Madonna del Carmelo, alla quale io avevo fatto la consacrazione con un sacerdote di Roma.

Una coincidenza per alcuni, ma per noi è stato un segno di benedizione.

Quest’anno, esattamente oggi, festeggiamo dieci anni di matrimonio. era il 16 luglio 2016.

Abbiamo compreso, non senza fatiche, che in amore non si vive di “rendita”, ma che donarsi in coppia richiede la stessa fedeltà che ha avuto Maria nei momenti belli, ma anche quando è stata costretta a salire il Calvario.

In questi dieci anni abbiamo avuto gioie, ma anche desolazioni.

Abbiamo affrontato lutti, fatiche nella genitorialità, momenti difficili come gli aborti spontanei. 

Non tutte queste cose le metti in conto, il giorno delle nozze. Le immagini, forse, ma le vedi lontane. Abbiamo scoperto che anche coppie che hanno vissuto un cammino di fede si trovano – come tutti – a fare i conti con i propri limiti, con le cadute e riprese, con i passi che si fanno pesanti, con le incomprensioni che deludono e chiudono.

Abbiamo poi capito che la vita muta, a volte anche senza volerlo.

Alcune persone che erano presenti il giorno del nostro matrimonio non ci sono più.

Alcune, anche importanti, ci hanno lasciato.

Altre semplicemente hanno preso strade differenti.

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Riguardando quel video, pensiamo a come sia diversa la nostra vita, oggi. 

Con gratitudine vediamo anche i nuovi compagni di cammino, i nuovi incontri, i nuovi fratelli e sorelle nella fede, le nuove famiglie con cui semplicemente condividere questo viaggio.

Una cosa che non è cambiata è la presenza fedele del Signore, che ridona sempre vino buono quando ne siamo sprovvisti. 

Capita di finire le scorte.

Chi crede che il matrimonio vada avanti per il sentimento si sbaglia. 

I sentimenti sono come le onde del mare: a volte ci trasportano. Ed è bello, anche dopo tanti anni, sperimentare l’alta marea. 

A volte, invece, il mare diventa il piatto. E così può succedere a noi. Per la routine faticosa, per l’abitudine, per i pesi che ognuno sperimenta.

Altre volte ancora siamo nel pieno della burrasca e temiamo che la quiete non tornerà più. E invece, poi, un passo alla volta, preghiera dopo preghiera, gesto dopo gesto, la tempesta si placa, ci si ritrova in modo nuovo, nella quiete di una sera, abbracciati, guardando l’orizzonte e sognando nuove mete.

No, l’amore non si regge solo sui sentimenti.

L’amore matrimoniale ha più l’aspetto di una barca, che impara a navigare in qualunque modo il mare si presenti. 

E su quella barca, se noi vogliamo, può salire Gesù che si è impegnato con noi, donandoci il sacramento del matrimonio e non ci molla: ci tiene stretti, prende il timone quando la rotta è difficile.

La presenza di Cristo è inconfondibile: lo riconosci non solo quando le cose vanno bene, ma anche – oserei dire soprattutto – quando anche dalle situazioni più dure l’amore resiste e, se crolla, risorge.

Sì, noi, Gesù, lo abbiamo visto in azione molte volte. Come ci siamo accorti di Maria che, discreta, gli diceva: “Non hanno più vino”.

Se oggi siamo qui, uniti, a ringraziare per il dono di questi dieci anni da marito e moglie, non è perché siamo “bravi”, migliori di altri, ma perché abbiamo scelto di fondare la nostra casa sulla roccia. Quella roccia è l’amore stabile, eterno, prezioso, delicato e potente di Dio.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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