BRICIOLE DI VANGELO

18 Luglio 2026

La paura della novità

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 12,14-21
 
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

Il commento

Allora i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire” (12,14).

È sempre bene leggere i singoli brani a partire dal loro contesto. La dura presa di posizione sulla questione dello Shabbat (12, 1-8) ha certamente esacerbato l’ostilità dei farisei. Dopo quella polemica l’evangelista riporta la guarigione di un uomo che aveva una mano paralizzata (12, 9-13). Da notare che tutto questo avviene sempre in giorno di sabato e per di più nella sinagoga. Un vero e proprio schiaffo ai rigorosi custodi della religiosità, una plateale provocazione. Gesù non le manda a dire e non si nasconde. Dinanzi a questo protagonismo, ai loro occhi sempre più arrogante, i farisei decidono che occorre soffocare una voce così scomoda che inquina la santa tradizione. Non c’è altra possibilità. Quel predicatore galileo per loro è chiaramente un impostore che stravolge la legge. Questa decisione non deve stupirci, per quanto brutale possa essere non è priva di ragioni. D’altra parte, è bene ricordare che Gesù non fa esercizio di moderazione, anzi fa di tutto per mettere in allarme i suoi interlocutori. 

Facile criticare i farisei. Più difficile è riconoscere i nostri limiti. Bisogna avere davvero un cuore docile e umile per aprirsi alla grazia che continuamente Dio semina nella nostra vita. Tanti buoni cristiani sono così sicuri delle proprie convinzioni da non percepire in alcun modo la novità che Dio vuole donare. So bene che la stabilità è una delle condizioni essenziali della vita ma occorre anche coltivare quella docilità che permette di riconoscere e accogliere la voce di Dio quando chiede qualcosa, quando invita a vivere una preghiera più intensa o quando consegna altri impegni e responsabilità che certamente rendono più complicata la vita. Molti rifiutano a priori, senza neppure lasciarsi toccare dagli appelli di Dio. Oggi chiediamo la grazia di non chiuderci nelle nostre ragioni fino al punto di lasciare Dio sulla porta di casa. La Vergine Maria ci aiuti a vivere nella luce del sì.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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