23 Luglio 2026

Il rumore più bello dell’estate

Sono al mare in questi giorni. Ogni mattina la spiaggia si riempie dello stesso spettacolo: secchielli colorati, castelli destinati a crollare con la prima onda, bambini che corrono senza una meta precisa, risate improvvise, pianti che durano il tempo di un gelato, mamme che sembrano avere dieci occhi e venti mani, papà che insegnano a nuotare, nonni che osservano tutto con quella tenerezza che solo l’età sa regalare. A guardare bene, quel caos è uno dei volti più belli della vita. È disordinato, rumoroso, imprevedibile. Ma è la vita.

Forse è per questo che mi ha colpito così tanto leggere dell’aumento degli hotel child free, degli alberghi “adults only” e dei ristoranti che rivendicano il diritto di escludere i minori in nome del silenzio e del relax. Un fenomeno sempre più diffuso anche in Italia, spesso presentato come una semplice scelta commerciale, quasi una questione di target. C’è qualcosa che mi inquieta molto in tutto questo. Non è in discussione il diritto di una coppia a desiderare qualche giorno di tranquillità. Esistono già luoghi pensati per gli adulti, e nessuno lo contesta. Il problema nasce quando la presenza dei bambini viene descritta come un disturbo da evitare, un inconveniente da eliminare, una categoria di persone da escludere.

Proviamo a cambiare il soggetto della frase. Immaginiamo un albergo che pubblicizzi così la propria offerta: “Qui non troverete persone con disabilità. Nessuna carrozzina, nessun disagio. Solo ospiti perfettamente normodotati”. Sarebbe uno scandalo nazionale. Lo percepiremmo immediatamente come una discriminazione intollerabile. Con i bambini, invece, accade qualcosa di sorprendente: l’esclusione diventa elegante, quasi desiderabile. Si parla di comfort, di quiete, di esperienza esclusiva. Cambiano le parole, ma il messaggio rimane: alcune persone sono considerate un problema semplicemente per quello che sono.

Il paradosso è ancora più profondo. Da una parte investiamo moltissimo nell’infanzia quando essa entra nei percorsi socio-sanitari: diagnosi, screening, sostegni, assistenze, interventi specialistici. Tutto necessario, naturalmente. Dall’altra, però, sembriamo fare sempre più fatica ad accogliere il bambino semplicemente perché è… un bambino. Un bambino corre al supermercato. Un altro parla troppo forte sul treno. Uno piccolo piange al ristorante perché è stanco. Un altro si annoia durante una celebrazione. Sono scene che ogni adulto ha vissuto, e forse dimenticato. Non sono patologie. Sono l’infanzia.

E invece cresce un clima di insofferenza verso ogni manifestazione della normale vitalità infantile. Siamo diventati così abituati a costruire una vita su misura dei nostri bisogni da non sopportare più ciò che rompe i nostri schemi. Il bambino, invece, interrompe, rallenta, sporca, fa aspettare, obbliga a condividere gli spazi, ricorda continuamente che il mondo non gira intorno a noi. Per questo la sua presenza è profondamente educativa. I bambini non sono soltanto il futuro di una società sempre più vecchia. Sono il presente che misura la qualità della nostra umanità. Una civiltà si riconosce anche dal rumore che decide di accogliere. Se il suono delle onde è la colonna sonora dell’estate, le grida dei bambini sono la colonna sonora della speranza. Guai al giorno in cui le nostre spiagge diventeranno perfettamente silenziose. Saranno di una tristezza infinita.



Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.

Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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