GIOVANI E AFFETTIVITÀ
Ama il tuo sposo, la tua sposa, prima di incontrarli. Ovvero scegli la purezza
Due motivi per essere puri quando non si ha una relazione. Il primo è che praticare la purezza da single ti ricorda l’immenso valore della tua vita, del tuo corpo, dei tuoi sentimenti. Sarai dono per qualcuno; quindi, ora, non essere gioco di nessuno. Il secondo motivo è che ti abitui al rispetto, alla gratuità. L’amore non si improvvisa, è un cammino. Abituarsi alla gratificazione egoistica non favorisce le basi solide del tuo futuro matrimonio.
Tanti dicono: “Finché non incontro la persona giusta, finché non mi innamoro, finché non mi fidanzo, passo il tempo a divertirmi”. In altre parole: “Prima di amare qualcuno (la persona che sposerò), uso egoisticamente qualcun altro (una persona a cui non tengo)”.
Cosa c’è di sbagliato in questo ragionamento, se le persone coinvolte sono consenzienti?
Posto che siamo liberi di accogliere la purezza così come di rifiutarla, vorrei oggi spiegare perché la castità (intesa come virtù che ci preserva dall’egoismo nella sfera dell’affettività) ci aiuta a vivere più serenamente il presente e a mettere le basi per un amore autentico e solido in futuro.
La verità è che, come tanti sposi e fidanzati testimoniano, una delle strade che favorisce maggiormente l’amore coniugale è quella della purezza, anche nel periodo della vita in cui non si è in relazione. Purezza di cuore. Purezza della mente. Purezza del corpo.
Non significa castrarsi, chiudersi gli occhi. Non significa pensare che il sesso sia peccato. Questo è puritanesimo. La castità è una virtù, che non rinnega la bellezza del corpo, né la bellezza del sesso. Anzi, proprio perché riconosce alla corporeità pieno valore, vuole preservarlo.
Pensate ai quadri del Louvre, ad un monumento, ad un libro antico. Più le cose sono rare e preziose e di valore, più le custodiamo. Non sei forse tu qualcuno di valore? Non sei forse prezioso? Perché non dovresti custodire il tuo corpo, ovvero la parte immateriale di te senza la quale non vivresti nessuna delle tue relazioni, nessuno dei tuoi gesti?
Il primo motivo per praticare la purezza in periodo da single è che ti ricorda il tuo immenso valore: sarai dono per qualcuno; quindi, ora, non essere gioco di nessuno.
Leggi anche: Donare insieme corpo, cuore, vita. La visione cristiana della sessualità
Inoltre, praticare la purezza, a prescindere dal fatto che “non devi rendere conto a nessuno di quello che fai” perché non hai un fidanzato/a, dona libertà. Quando un uomo o una donna sono puri significa che sono liberi: liberi dall’attitudine egoistica di usare l’altro e quindi si preparano ad un amore autentico, per la persona a cui doneranno tutto di sé.
Che cosa vuoi donare? Una persona libera dall’egoismo, capace di vedere l’unicità dell’altro… Oppure vuoi donare un’affettività ferita, viziata, segnata dal narcisismo e dalla ricerca autoreferenziale del piacere?
Il secondo motivo per scegliere la purezza fin da ora è questo: ti prepari ad un dono pieno, integrale, di te. Ti abitui a non usare l’altro, a dare senza pensare solo al tuo tornaconto: una dote, questa, imprescindibile in un matrimonio fecondo, felice (pur nei limiti di ciascuno), che funzioni.
Il sesso occasionale abitua a succhiare vita dall’altro, senza dare la propria: abitua a prendere tutto ciò che di piacevole può offrirmi, scansando tutto ciò che di faticoso, noioso, impegnativo c’è nel rapporto con lui. Mi abitua che al centro c’è il mio appagamento e che il rapporto ruota sostanzialmente intorno a me. Tutto questo non prepara all’amore e avrà delle conseguenze su un futuro matrimonio.
Puoi scegliere di “divertirti” (che poi, nell’usare ed essere usati, c’è davvero poco divertimento). Oppure puoi scegliere di amare il tuo futuro sposo, la tua futura sposa, fin da ora. Come? Cercando di diventare, già a partire da adesso, la migliore versione di te, la persona che vorresti donare quando lo/la incontrerai.
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