30 Luglio 2026
Pregare per chi non prega
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,47-53
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Il commento
“Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi” (13,48).
Una parabola che non risponde all’immagine della misericordia divina che salva tutti sempre e comunque; e ricorda invece la catechesi delle due vie: quella che conduce alla vita e quella opposta che conduce alla perdizione (Mt 7,13). Non c’è dubbio che il Padre celeste desidera dare a tutti la pienezza della vita e non c’è dubbio che fa di tutto per salvare tutti (1Tm 2,4). Il Vangelo tuttavia pone anche l’accento sulla responsabilità dell’uomo.
Oggi voglio commentare questo insegnamento attraverso la testimonianza e le parole di Teresa di Lisieux che ha fatto della misericordia il cuore della sua spiritualità, come leggiamo nel suo ultimo biglietto: “Non posso temere un Dio che per me si è fatto così piccolo!… Io l’amo!… Infatti egli non è che amore e misericordia!” (LT 266).
Teresa crede alla misericordia divina ma sa pure che l’inferno esiste. Per questo, quando viene a sapere che un uomo condannato a morte, ha rifiutato di ricevere i sacramenti, inizia a pregare per lui: “Volli ad ogni costo impedirgli di cadere nell’inferno” (Ms 45v). Se non avesse avuto fiducia nella misericordia divina, sarebbe stato inutile pregare. Questa fiducia, tuttavia, non elimina la drammatica possibilità dell’inferno. Per questo la giovane, che all’epoca non era ancora entrata al Carmelo, prega e fa penitenza per quest’uomo che non conosce. Chi esclude l’inferno e/o pensa che in ogni caso Dio salva, non ritiene suo dovere impegnarsi per la salvezza altrui. Chi invece mette in conto questa eventualità, s’impegna anche a pregare per gli altri e, in particolare, per coloro che hanno smesso di credere e di pregare.
In ogni celebrazione eucaristica, a nome di tutta la comunità, il sacerdote così: “Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: ammettili a godere la luce del tuo volto”. È questa l’invocazione che oggi consegniamo nella preghiera.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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