31 Luglio 2026
Come se fosse un ostacolo
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,54-58
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Il commento
“Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga…” (13,54).
Faccio notare l’umiltà di Gesù. Quando torna nel suo villaggio, avrebbe potuto vestire i panni del profeta e convincere tutti con segni eclatanti. In fondo è quello che la gente aspetta di vedere. Non è questo il suo stile. Si presenta invece come un semplice Rabbì che spiega l’antica Parola.
L’evangelista non accenna neppure al tema della predicazione, punta tutta l’attenzione sulla reazione della gente, segnata dalla diffidenza. Sono tutte persone che conoscono bene Gesù, lo hanno visto crescere ma, proprio per questo, lo accolgono con scetticismo. Quando lo sentono insegnare con autorità, restano senza parole. Ma proprio per questo si domandano dove abbia attinto una tale sapienza. L’evangelista riporta una serie di domande che rimangono senza risposta perché… non vengono consegnate al diretto interessato (13, 54b-56). Sono disorientati, non sanno cosa pensare. Quando non siamo in grado di giudicare gli eventi, dovremmo aver l’umiltà di riconoscerlo. La gente di Nazaret invece resta chiusa nella gabbia delle domande, non si apre al mistero.
La storia d’Israele insegna che nei passaggi più importanti Dio sceglie e manda i profeti a parlare nel suo nome. Questa eventualità poteva essere presa in considerazione ma, stando al racconto evangelico, non c’è alcuna disponibilità. Anzi, l’evangelista conclude laconicamente: “Ed era per loro motivo di scandalo” (13,57). Letteralmente: “ed erano scandalizzati a causa sua”. In greco troviamo un verbo [skandalízō] che significa far cadere, mettere una pietra d’inciampo, causare dispiacere.
È tragico purtroppo ma dobbiamo registrare che Colui che viene nel nome del Signore, e viene per ricostruire l’alleanza tra Dio e il suo popolo, viene respinto come uno che ostacola la fede. Questa vicenda mi pare un’icona emblematica della nostra epoca: il cristianesimo, che ha fatto tanto per dare un’anima e un’identità all’Europa, ora viene emarginato e respinto come se fosse un ostacolo alla civiltà. Un grave errore che non sminuisce anzi accresce la nostra responsabilità.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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