BRICIOLE DI VANGELO

10 Agosto 2026

L’amore vince anche la morte

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 12,24-26
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Il commento

Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (12,24).

Il Vangelo che oggi meditiamo ci riporta alla vigilia della Pasqua, quella che Gesù si prepara a celebrare con l’offerta della sua vita. Dopo la resurrezione di Lazzaro, la situazione è diventata ancora più difficile, quell’evento ha aperto gli occhi a tante persone, come attesta l’evangelista (11,45); ma al tempo stesso ha accecato gli occhi delle autorità religiose che decidono di uccidere Gesù. Il cerchio si stringe, i discepoli sono sconcertati, non possono essere totalmente all’oscuro di quello che sta per accadere. Faticano a capire perché il Messia viene rifiutato; ancora più difficile è comprendere perché il Maestro sembra accettare passivamente questo destino.

Il Vangelo di Giovanni non riporta gli annunci della passione ma riporta le parole con le quali, sia pure in modo misterioso, Gesù offre un’interpretazione degli eventi. Lo fa con l’immagine del chicco di grano che porta frutto a condizione di essere gettato nella terra. In questo modo, contro ogni evidenza umana, afferma che la sua morte è necessaria per rendere fecondo il terreno dell’umanità. In apparenza, la morte è solitudine. Gesù afferma invece che chi rifiuta la morte, resta solo. In apparenza la morte fa della vita un terreno arido e desolato, per Gesù invece è proprio la morte, accolta e vissuta per amore, trasforma la vita in un giardino carico di fiori e frutti. Il Nazareno parla della sua morte, sigillo di una vita intessuta di amore, una vita in cui egli ha testimoniato l’amore di un Padre che ama tutti, ricchi e poveri, umili e potenti. È questo amore, che ha sminato gioia e suscitato tante speranze, che lo conduce alla morte.

Celebrando la memoria di san Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma, sant’Agostino afferma che il martire vinse sia le minacce che le seduzioni del mondo, “fu ministro del sacro Sangue di Cristo e per il nome di Cristo, versò il proprio” (Discorsi, 304, 1). La testimonianza dei martiri ci incoraggia a restare fedeli nella prova. Ed è quello che oggi chiediamo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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