CORRISPONDENZA FAMILIARE

In Polonia, terra dei santi, un’esperienza di famiglia

24 Agosto 2026

Sono appena tornato da un pellegrinaggio in Polonia (18-23 agosto), che ho vissuto assieme ad un numeroso gruppo di amici, in quella terra, particolarmente ricca di santi, abbiamo incontrato alcuni tra i grandi testimoni del XX secolo: in primo luogo Giovanni Paolo II, Faustina Kowalska e Massimiliano Maria Kolbe. Santi che non hanno bisogno di presentazione tanto grande è l’influsso che hanno esercitato non solo nel cattolicesimo polacco ma in tutta la Chiesa.

Abbiamo pregato sulla tomba del cardinale Stefan Wyszynski (1901-1981), beatificato nel 2021, che per un trentennio ha guidato con fermezza e saggezza la Chiesa polacca negli anni difficili in cui il regime comunista cercava in tutti i modi di soffocare la fede rocciosa, il coraggio e l’intraprendenza del mondo cattolico. Come san Giovanni Battista, al quale è dedicata la cattedrale di Varsavia, il nostro Beato è l’icona di una Chiesa che non si arrende al potere ma lo combatte a viso aperto con le armi della carità e della verità. Una testimonianza che ha molto da dire alla Chiesa del nostro tempo che deve far fronte ad un potere culturale subdolo, alleato con la politica, che semina zizzania nel terreno di Dio per addomesticare e, se possibile, deformare i tratti qualificanti della fede cattolica.

Ci siamo recati nella chiesa dedicata a san Stanislao Kostka, sempre a Varsavia, la parrocchia in cui padre Jerzy Popiełuszko (1947-1884) ha esercitato il ministero sacerdotale e che oggi custodisce le sue spoglie mortali. La sua tomba, immersa nel prato antistante la chiesa, è meta costante di pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo per venerare quest’umile sacerdote, beatificato nel 2010 con il titolo di martire, che agli inizi degli anni ’80, raccogliendo il testimone del cardinale Wyszynski, ha saputo testimoniare che la vera fede non si lascia vincere dalla paura ma lotta a mani nude per difendere la libertà di tutti. Una vicenda che ricorda quella di Davide che combatte contro Golia.

In apparenza il nostro Beato ha perso la sua battaglia perché è stato barbaramente ucciso a 37 anni dagli agenti del regime; in realtà ha vinto perché, come insegna il Vangelo, il seme gettato nella terra porta molto frutto (Gv 12,24). Alla notizia della sua uccisione, nel corso dell’udienza generale Giovanni Paolo II invitò i cattolici a pregare per “questo sacerdote, la cui morte ha scosso l’opinione e la coscienza delle persone in Polonia e in tutto il mondo”. E aggiunse:

“Sebbene in termini umani abbia sofferto torture, la nostra speranza è piena di immortalità. Di fronte a questa morte, desidero ricordare le parole pronunciate a Varsavia durante il mio ultimo pellegrinaggio: Un cristiano è chiamato in Gesù Cristo alla vittoria. Tale vittoria è inseparabile dalle difficoltà e dalle sofferenze, così come la Risurrezione di Cristo è inseparabile dalla Croce. […] E chi, come Cristo, dona il suo cuore e persino la sua vita per i suoi fratelli e sorelle, ha già vinto, anche se giace a terra” (31 ottobre 1984).

Ovviamente abbiamo ci siamo fermati a Częstochowa, dove sorge il santuario mariano di Jasna Gora, quello che da secoli raccoglie ed esprime la fede di tutto il popolo. Quella sacra immagine consegna un messaggio di tenerezza e di speranza. Le ferite sul volto sono state inferte nel 1430 da predoni che hanno saccheggiato il santuario. I tentativi di restauro non hanno eliminato quelle cicatrici che, per questo, hanno assunto un valore emblematico, sono il segno di una Madre che partecipa alle sofferenze dei suoi figli. È stato commovente partecipare alla preghiera che ogni sera alle 21.00 – durante tutto l’anno, senza lasciarsi condizionare dal meteo spesso inclemente – la comunità credente consegna a Maria, Regina della Polonia. Una preghiera nata nel 1953, nel periodo in cui il cardinale Wyszynski, arrestato e confinato in un convento, non poteva esercitare il suo ministero pastorale. Nel tempo dell’oscurità e della prova, fedele alla testimonianza della Chiesa di Gerusalemme (Atti 12,5), la comunità credente trova nella Vergine Maria il suo rifugio e fa della preghiera un’eloquente ed efficace protesta contro ogni tentativo di soffocare la libertà.

Con la stessa emozione di buon mattino, alle 6.00, abbiamo partecipato alla preghiera che segna l’inizio di un nuovo giorno: ogni giorno, al suono delle trombe, l’icona della Madonna viene nuovamente svelata alla presenza dei fedeli che, contemplando la Madre, chiedono la grazia di custodire la fede in Gesù, unico Salvatore del mondo. Quell’icona che gradualmente si svela è come un gesto di fede che si ripete da secoli e coinvolge tutti i battezzati, sacerdoti e religiosi, genitori e bambini. Quanti bambini ho visto, tanto a sera quanto al mattino, in braccio alle loro madri che evidentemente non avevano timore di svegliarli per renderli partecipi della fede di un popolo. La famiglia diventa chiesa domestica se vive all’interno della più grande comunità ecclesiale e trova in essa il nutrimento necessario per la sua fede.

Non è possibile raccontare tutto il pellegrinaggio, ciascuna tappa ha lasciato una traccia nella mente e nel cuore dei partecipanti. Un pellegrinaggio non è una visita turistica, sia pure permeata di religiosità, è molto di più, è un incontro con quella storia e quei testimoni di santità che Dio semina lungo i secoli per accompagnare il cammino della sua Chiesa. Un pellegrinaggio conferma e arricchisce la fede. Lascio perciò la parola ad alcuni pellegrini che, al termine dell’esperienza, hanno voluto condividere quello che avevano vissuto.

Ciao a tutti.

Grazie ai don per i testimoni che ci hanno fatto incontrare in questo pellegrinaggio e grazie a tutti voi per le testimonianze ricevute. Vite concrete, fatte di scelte, sacrifici, servizio, cadute e ripartenze.

Signore, fa’ che questo pellegrinaggio non finisca con il nostro ritorno a casa. Fa’ che continui ogni giorno nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro, nelle nostre amicizie, nel servizio verso gli altri. Donaci il coraggio di non avere paura, la fiducia di affidarci alla Tua provvidenza, l’umiltà di lasciare che Tu converta anzitutto noi, e la libertà di amare senza misura. E, come San Giovanni Paolo II, insegnaci ad affidare tutto a Maria, perché ci conduca sempre più vicino a Cristo.

Lia e Simone


Buonasera a tutti voi.

Leggevo i vostri messaggi e pensavo a quanto è bello essere Chiesa! Veniamo tutti da luoghi diversi, eppure il confronto, lo stare insieme, la condivisione, hanno dato come effetto immediato la gioia, e chissà quali altri frutti porteranno le parole e le esperienze altrui che ci hanno colpito!

Nessuno può tornare a casa da un pellegrinaggio senza portare nulla con sé, direi che noi siamo nell’abbondanza, ed è una grazia e una responsabilità al contempo. Ringrazio il buon Dio per tutti i doni elargiti e per quanto ancora vorrà fare con la nostra vita.

Sono così felice di aver accolto insieme a mio marito l’invito a partecipare a questo pellegrinaggio, sono felice per quello che sicuramente avranno ricevuto i miei figli e le mie nipoti, e sono felice di aver condiviso questi giorni speciali con persone come voi! Ora è tempo di metabolizzare, di riprendere, come diceva don Silvio, tutto quanto abbiamo ricevuto. Lo faccio col sorriso stampato sul volto e la gratitudine verso Dio Padre che non smette mai di sorprendermi. Vale sempre la pena fidarsi di Lui!

Grazie ancora a tutti e buonanotte!

Antonella


Per noi questo pellegrinaggio è stato un primo passo inaspettato per il quale un grazie va a Paola che ci ha dato questa particolare occasione di crescita. Una prima esperienza che porteremo sempre nel cuore. Ma la vera grazia è stata incontrare don Silvio che ci ha sapientemente guidato lungo il solco tracciato dalle testimonianze di Santi e Beati in una terra benedetta dalla nostra Madre Immacolata.  In questa dimensione di spiritualità, ci avete accolti con una semplicità e con un calore unici, aprendoci le porte come si fa con gli amici di sempre quando li si invita a casa propria. La vita di ognuno di noi non è quasi mai semplice, è un cammino che si alterna costantemente tra grandi gioie e profondi dolori. Tuttavia la vostra accoglienza ci ha ricordato che è proprio l’unione, il sostegno reciproco e la forza della condivisione a darci il coraggio di andare avanti. Grazie!

Margo&Pasquale 


Ancora una volta ho percepito l’abbraccio di Dio. Sono 3 anni e più dove il Signore Dio mi porta in braccio e questo pellegrinaggio ne è stata per me l’ennesima prova. Ho sofferto e offerto questi giorni, ma camminare sulle orme di Giovanni Paolo è un’emozione indescrivibile solo a parlarne ancora mi emoziona. Ringrazio tutti coloro che sono stati attenti ad aiutarmi quando ho avuto difficoltà. Grazie. Un abbraccio a tutti per la bella familiarità.

Anna


Ringrazio il Signore per aver detto il mio sì a questo pellegrinaggio! È stato davvero un dono prezioso di cui avevo tanto bisogno. Amore, coraggio e fedeltà sono i tre pilastri che mi porto a casa. Ringrazio ciascuno di voi, per sguardi, sorrisi, confidenze e risate. La comunione in Gesù è sempre un’esperienza bellissima. Vi abbraccio tutti con l’augurio di mettere Gesu e Maria al centro della nostra vita! Totus tuus Maria!

Paola


Ancora grazie a Dio che ci ha fatto vivere questi giorni meravigliosi sui passi dei giganti della Fede. Preghiamo gli uni per gli altri perché tutto quello che abbiamo vissuto non resti una bella parentesi per poi tornare nella solita routine, ma possa essere un seme che cresca e ci faccia sempre di più aderire alla piena volontà di Dio. Grazie per la vostra testimonianza e la vostra compagnia.

Giovanni e Paola

Un’ultima parola voglio dedicarla ai genitori che sono venuti assieme ai figli, bambini, ragazzi e adolescenti. Hanno partecipato cinque famiglie, nove i figli presenti. Vivere il pellegrinaggio come famiglia è un gesto di fede che lascia una traccia nel cuore dei figli, piccoli e grandi. Una coppia mi ha inviato questa condivisione.

Buongiorno padre,
non abbiamo avuto paura di proporre ai nostri figli i ritmi serrati del pellegrinaggio e di far conoscere loro testimoni della fede cosi audaci, siamo certi che tutto concorre al bene. E come nella vita nel mondo si viene bombardati, nostro malgrado, da tante realtà che nulla hanno a che fare con la fede, è bello raccontare coi fatti e con l'esperienza vissuta che esiste anche altro. Si sono lamentati? Si, ma neanche troppo. Siamo stati troppo esigenti? Non penso. Se non altro da grandi potranno sempre dire che i loro genitori hanno investito in qualcosa in cui credevano fortemente.
Le reazioni? Mattia (12 anni, ndr), che di solito protesta di fronte a cose che non lo interessano, ha ascoltato tutto di tutto in ogni luogo. Miriam (7 anni, ndr) l'abbiamo lasciata molto libera ma mi ha fatto diverse domande già nel viaggio di ritorno.
Lasciamo sedimentare, senza avere pretese, senza troppe aspettative, certi che se Dio chiama in un luogo nulla è vano. Dio ha chiamato la nostra famiglia, non solo noi genitori. Magari ne parleremo in famiglia non appena il papà tornerà dal lavoro, nel mentre custodisco nel cuore tutte le cose che ho osservato di loro in questi giorni, pregando Dio possa operare meraviglie nella loro vita.
Antonella e Generoso

Un pellegrinaggio è questo e tanto altro. Noi facciamo quello che umanamente è possibile per nutrire la fede, il buon Dio non mancherà di fare la sua parte per rendere più bella e luminosa la nostra vita.




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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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