Il Campo Famiglie a Loreto: appunti di bellezza condivisa. L’esperienza degli sposi
Di Paolo Del Bianco, CC BY 3.0
di Giada Moneti
Tanti matrimoni finiscono perché la coppia non ha più cura di sé stessa: perde il suo centro, si dimentica del Sacramento e di Chi l’ha resa tale. Viene fagocitata dal mondo, da dinamiche interne che prendono il sopravvento, dal mediocre che allontana il sublime a cui tutti siamo chiamati. Ecco perché è tanto importante che ogni coppia si dedichi tempo di qualità.
Per tutta l’adolescenza, ogni catechesi mi trovava pronta, con penna e foglio alla mano. Senza appunti non riuscivo a seguire bene i discorsi, non mi sentivo sicura, avevo paura di perdere pezzi e parole che, temevo, sarebbero scivolati velocemente via anche dalla memoria.
Da quando le mie mani sono impegnate a cullare, allattare, consolare, intrattenere i miei bimbi, ho dovuto abbandonare carta e penna – con la certezza che avrei perso qualcosa di importante, non potendo certamente trattenere tutto.
Anche a Loreto, al Campo Famiglie organizzato dalla Loreto Family dal 13 al 16 agosto, non ho preso appunti di alcun genere. Eppure, di tante parole ascoltate, molte continuano a risuonare ancora oggi nel mio cuore, tornata a casa.
Assieme a mio marito e ai miei figli, abbiamo vissuto quattro giorni intensi e pieni di grazia.
Siamo partiti senza conoscere quasi nessuno, ma chiamati da Maria, attraverso tante Dio-incidenze (come quella della suora che mette un’icona mariana dentro un sacchetto dell’ortofrutta e te la regala, mentre lavori… ma questa è un’altra storia). La Mamma ci voleva da lei, proprio a casa sua – e su questo, zero dubbi. Ma per dirci cosa?
Il Campo si è lasciato guidare dalle parole di Paolo, nell’inno alla carità: “L’Amore tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”, e ogni giorno ci sono state regalate testimonianze e parole preziose, forti, domande alte e provocazioni. Siamo stati scossi, interpellati, stupiti, coccolati da tante voci, che ci hanno ricordato a cosa la famiglia cristiana è chiamata oggi.
Maria, donna concreta, che ha vissuto fatiche reali e una vita non facile, ci ha accolto correndoci incontro, a braccia aperte. Mentre avevo in braccio mio figlio di dieci mesi, immaginavo lei con il piccolo Gesù, a fare la stessa fatica amorevole, a condividere la stessa vocazione di sposa e madre. A farsi vicina a me, donna come lei.
Non mi è parsa più tanto distante o misteriosa: nella casa del suo Fiat, fra quelle tre mura dove ha vissuto, ho pensato a quante volte sarà risuonata la sua voce, quella di Gioacchino e di Anna. Al cuore
che le batteva all’impazzata anche dopo la dipartita dell’Arcangelo Gabriele. Alla sua paura, alla sua fede, al suo aderire completamente alla volontà di Dio, facendosi porta fra Lui e l’uomo.
Leggi anche: “Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”: due sposi si raccontano
E così sono passate mattinate di catechesi, dialogo di coppia e di comunità, pranzi e cene fra risate e conoscenze, pomeriggi di svago e riposo, Adorazione, Messa quotidiana, serate di preghiera e fraternità. Un dono per ogni coppia di sposi, che si è regalata del tempo col Signore.
Tanti matrimoni finiscono perché la coppia non ha più cura di sé stessa: perde il suo centro, si dimentica del Sacramento e di Chi l’ha resa tale. Viene fagocitata dal mondo, da dinamiche interne che prendono il sopravvento, dal mediocre che allontana il sublime a cui tutti siamo chiamati. Ecco perché è tanto importante che ogni coppia si dedichi tempo di qualità – non solo tempo, ma cose belle, parole buone, occasioni di incontro con il Signore.
E molte cose ci hanno confermato che dovevamo proprio essere lì, a Loreto, quei quattro giorni. Accompagnati da Don Alessandro, dall’Arcivescovo Fabio dal Cin, da tutta la meravigliosa équipe della Loreto Family, ogni famiglia ha potuto vedere e gustare l’Amore di Dio, di cui la famiglia è immagine e somiglianza.
“Ostensori di Dio”: così il Don ha chiamato ogni coppia di sposi. Ostensori che mostrano al
mondo come ama Dio.
Non ci sono state risparmiate fatiche e domande scomode: non si è trattato di una vacanza, ma di accendere fiammelle di condivisioni autentiche. Niente ozio, tanto cammino. Per questo, ancora una volta, il nostro grazie al Signore, che ha cura dei dettagli. A Maria che (da vera mamma!) non ci perde di vista un secondo – ed esagera sempre nell’Amore, da vera madre.
Grazie a quanti hanno partecipato e arricchito queste giornate con la loro semplice presenza, dono per tutti.
Agli sposi, un invito: lasciatevi abbracciare da Maria! il Campo Famiglie loretano vi aspetta,
se vorrete, il prossimo anno. In Verità, è Gesù che vi aspetta.
Non ho preso appunti, neanche mezzo. Eppure, ciò che serviva è rimasto, ciò che ci occorreva è stato scritto da Dio nei nostri cuori – il miglior luogo dove Lui prende appunti.
Per conoscere tutte le iniziative della Loreto Family “Casa di Maria, casa di ogni famiglia”, visitate il sito: www.loretofamily.it
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












ULTIMI COMMENTI
Trovo che sia davvero un grande «atto di civiltà» la proposta di legge veneta che consentirebbe di tumulare le ceneri…
Emma Bonino resterà sempre nei miei ricordi come una grande donna che ha portato avanti con coraggio la lotta per…
Emma Bonino resterà sempre nei miei ricordi come una grande donna che ha portato avanti con coraggio la lotta per…