Di domanda in domanda: Emanuele e Marianna raccontano “Un corpo mi hai dato”

Di Giada Moneti (@nesentilavoce)

Emanuele e Marianna, cari amici e compagni di cammino, sono custodi di un progetto che li ha messi totalmente a servizio della Chiesa, del popolo di Dio: un cammino che parte da lontano e che, ancora oggi, prosegue alla luce del discernimento e della relazione con Gesù, vivo e vero. Attualmente vivono di Provvidenza con i loro quattro figli a Montagnana di Modena. A loro diamo la parola, perché ci parlino meglio del loro progetto e delle loro scelte.

Qualcuno, forse, cercandoli su Instagram, sarà rimasto stupito nel non trovare più la loro pagina, “Un corpo mi hai dato”. Dove sono finiti? Perché questa scelta? Facciamo un passo indietro.

“Un corpo mi hai dato”: se doveste descrivere il progetto con una parola (ciascuno!), quale sarebbe e perché?

Grembo: perché è uno spazio di nutrimento, di crescita, di custodia, di intimità, nel quale ognuno può sentirsi accolto, ascoltato e accompagnato nel discernere la propria vocazione. Un luogo di vita nel quale venire alla luce… di Cristo!

Casa: perché la casa dove abitiamo è stata segno della Provvidenza di Dio e della Chiesa per noi, dove poter incarnare questa missione iniziata sul web, e oggi rappresenta quel luogo-grembo!

Cosa sperate che trovi chi si avvicina al vostro progetto? E cosa, invece, certamente non troverà?

Siamo a servizio del discernimento vocazionale per ognuno, nel proprio stato di vita… e il discernimento, per sua natura, è un percorso che dura tutta la vita e richiede tempo, spazio, pazienza, attesa, cambi di rotta, preghiera, silenzi, scelte, rinunce. Noi per primi, per arrivare a chi siamo oggi, siamo passati da tutto questo e, appunto, non smetteremo mai! È il cammino della sequela di Cristo. Perciò chi si avvicina a noi e a questo servizio speriamo che possa apprendere questi elementi, averne cura, chiederli in dono, desiderarli sempre più… e che noi possiamo essere soltanto strumenti perché si possa avviare il processo in modo personale, per ognuno!

Da noi, quindi, non troverete “soluzioni smart”, risposte preconfezionate, metodi, schemi… proprio perché partiamo dal corpo e dalla persona nella sua totalità. Partiamo dal dentro di ognuno, non da fuori… là dove il Signore parla, nel profondo, per lasciarlo emergere con la Sua voce!

Nell’ascolto di tante persone con storie e cammini anche molto diversi, cosa vi colpisce di più?

Proprio come rimaniamo colpiti dal fatto che il Signore riesca a comunicare il Suo Amore e la Sua Parola tramite noi e la nostra povera esperienza, ci colpisce altrettanto come questo avvenga in tutti coloro che accogliamo. Notiamo sfumature, colori, suoni tutti particolari della voce di Gesù che parla in ognuno… e ha un modo unico di comunicarsi in ogni storia! Questa diversità e complessità forma il Corpo di Cristo, la Chiesa, e di conseguenza notiamo anche che la direzione, l’aspirazione, la meta che tutti cercano è il capo del Corpo, cioè Cristo stesso. Storie differenti, sguardo comune. Il cuore umano è creato per Dio e, come dice Sant’Agostino, è inquieto finché non riposa in Lui. Che gratitudine poter prendere sul serio l’inquietudine di ognuno! È difficile, sì, ma è meraviglioso!

Cosa significa, per voi oggi, vivere di Provvidenza?

Significa imparare a vivere il presente, abitare quello che il Signore ci mette oggi sulla strada, fidarsi di quello che Lui dispone e di come lo dispone, abbandonando la mentalità della falsa sicurezza, del possesso, del fare progetti a lungo termine, del “mettere via per un domani” perché desiderosi di vivere le parole di Gesù: a ogni giorno basta la sua pena! Per noi è una chiamata che ha a che fare con quello che proponiamo, perché imparare a vivere così è esattamente come imparare a discernere! Non ci sarà mai un giorno uguale all’altro, né una situazione uguale all’altra… ci sarà sempre una novità da accogliere!

Leggi anche: “Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”: due sposi si raccontano

Come pregate in famiglia? Quali consigli dareste a una famiglia che sta cercando di trovare spazi e tempi per la preghiera insieme?

Useremmo due parole per descrivere la nostra preghiera in famiglia: scelta e dialogo. Pregare è stare in relazione con Dio, perciò, come in ogni relazione, bisogna prima scegliere spazi e tempi adeguati che possano favorire, poi, il vero e proprio dialogo, cioè aprire il proprio cuore all’altro (in questo caso Gesù) ed essere disponibili ad accogliere i rimandi e le risonanze. Da questo dialogo sono sgorgati vari modi di pregare nella nostra famiglia, che hanno conosciuto e conoscono tuttora la stagionalità della vita. Una famiglia è sempre in evoluzione e, con lei, evolve la preghiera, fatta sicuramente di formule della tradizione della Chiesa, di lettura della Parola, di frequentazione dei Sacramenti, di recita del Rosario… ma anche di preghiere spontanee, di piccole recite con i bambini su episodi della Bibbia e di canti e balli liberi davanti a Gesù Eucaristia! Perciò, come anticipato precedentemente su cosa non troverete da noi, non abbiamo consigli… state in ascolto di Gesù! È Lui che vi dirà come pregare, quanto, quando, in base a come sono le vostre giornate! “Chiedete e vi sarà dato”: Gesù vi illuminerà la coscienza su come arrivare a Lui e vi donerà un modo tutto vostro!

La vostra presenza sui social (ad esempio Instagram) è terminata mesi fa: cosa vi ha portato a questa scelta e quali conseguenze (positive e/o negative) avete riscontrato dopo?

Iniziando questa missione sul web ci siamo aperti a quello che di positivo ha lo spazio virtuale, cioè mettersi in gioco e in relazione con persone e mondi anche molto distanti dal proprio. Questo ci è servito come semina iniziale! Andando avanti e chiedendo alla Chiesa un aiuto nel discernimento e un luogo fisico dove continuare a donare questo progetto, è cresciuta in noi l’intuizione che fosse arrivato il momento di voltare pagina, di incarnare sempre più la nostra identità e di servire Cristo sempre più nel reale. Così è stato. Abbiamo vissuto questa scelta come un “potare per portare più frutto”, perché abbiamo colto interiormente che lo spazio che prima era abitato dal virtuale doveva essere lasciato libero per quello reale che il Signore ci ha donato man mano. Dal chiederci “Che male c’è a tenere il profilo Instagram usandolo solo quando serve?”, siamo passati a chiederci “Che bene c’è a tenerlo, se è uno spazio che deve liberarsi?”.

Togliendolo, abbiamo notato subito il cambiamento interiore ed esteriore. Riprendendo la risposta sul vivere di Provvidenza, è proprio vero che se decidiamo di fidarci di Lui e di non trattenere qualcosa che non ci appartiene più, Lui rilancia e dona cento volte tanto! Oggi restano raccolti i nostri contenuti su YouTube e Spotify come spunti e aiuti, per il resto… vi aspettiamo a Montagnana di Modena!

Progetti o sogni per il futuro?

Aprire la porta del nostro cuore alla volontà di Dio che passa e bussa, vincendo la tentazione di pensare che sia altrove dal quotidiano o che sia troppo difficile per essere vissuta pienamente!

La missione riguarda ogni coppia di sposi: cosa direste a una coppia che si sta chiedendo quale sia la propria?

Cercate dentro al vostro matrimonio e non fuori! Cosa vi ha consegnato Dio nei vostri anni insieme? Che parole ha sussurrato al vostro cuore? Che unicità vi ha comunicato?

Quali sono le grandi domande che vi portate dentro? Il Signore le prende tutte sul serio e porta a compimento la vostra chiamata di domanda in domanda, non di risposta in risposta!

Una piccola aggiunta per le coppie con figli: lasciatevi toccare nel profondo da quello che vi smuovono interiormente, senza scappare o delegare, perché i figli pro-vocano i genitori! Buon cammino!

Ringraziando Emanuele e Marianna, vi invitiamo ad approfondire il loro apostolato su YouTube e Spotify ("Un corpo mi hai dato") o contattandoli direttamente all’indirizzo uncorpomihaidato@gmail.com.



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